LA NUOVA SCUOLA DI STEFANIA GIANNINI

“Si va avanti con il soffio al cuore “

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cms_532/prima_.jpg“Vorrei riuscire a trasformare un ministero dell’emergenza in una ministero di prospettiva”. Questo il proposito del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, insediatasi poco più di un mese fa. Ex rettore dell’Università per stranieri di Perugia, glottologa, 53 anni, si è appena accomiatata dal Consiglio nazionale degli studenti universitari, a cui ha detto che rifinanzierà le borse di studio inserendo nuove richieste di merito. In questi 31 giorni di dicastero si è occupata della questione dei presidi impossibilitati a diventare presidi, ha cercato di controllare il caos delle abilitazioni nazionali universitarie, ha difeso lo scatto d’anzianità dei dipendenti. La Giannini traccia quattro linee politiche: programmazione, semplificazione, attuazione e verifica. Tra i progetti più rilevanti, il reclutamento: “L’assunzione di docenti e ricercatori, partendo dall’università che è il luogo che conosco meglio”. Il ministro ha affermato che confermerà il prossimo Tfa (Tirocinio Formativo Attivo) perché non vuole fermare ciò che si sta muovendo ma anche che si attiverà per varare un’unica forma di abilitazione a professore entro il 2018. I tirocini andranno fatti nel corso dell’ultimo anno di laurea magistrale e già così all’estero in modo che i candidati non sprecheranno mesi ad aspettare la data di riapertura di questo concorso e potranno formarsi ad insegnare già durante gli studi. “Mi ispirerò al sistema spagnolo - ha detto Giannini - la valutazione del curriculum, delle pubblicazioni, degli articoli scientifici non avverranno in un solo periodo ma i candidati saranno valutati in continuazione da una commissione che controllerà gli archivi Cineca e offrirà il suo giudizio”.

cms_532/seconda.gifTra le priorità del ministro dell’Istruzione, per la scuola c’è anche l’alfabetizzazione motoria e sportiva, perché ”c’è un dato di partenza che è drammatico: il 10% dei bambini italiani della scuola primaria è obeso e in un Paese come l’Italia è inaccettabile. Il 32% dagli otto ai nove anni è sovrappeso, vuol dire che c’è una deviazione alimentare ma anche che c’è una mancanza della cultura dello sport”, ha spiegato davanti la Commissione Istruzione del Senato. “Con il Coni faremo un bel progetto finalizzato a diffondere una cultura della salute e dell’alfabetizzazione nello sport”, ha ricordato Giannini, sottolineando anche che occorre lavorare sulla diffusione di una cultura della legalità e del rispetto delle regole, un tema pilastro dell’educazione civica.

cms_532/terza_.jpgSull’aumento della retribuzione per gli insegnanti, Giannini ha detto che “non può basarsi solo sugli scatti di anzianità” in quanto il miglioramento della retribuzione non può essere solo conseguenza dell’invecchiamento professionale e anagrafico e ha sottolineato che presto verrà avviata la discussione sul rinnovo del contratto e si partirà dalla valorizzazione della professione. Il ministro ha anche annunciato un Testo Unico nuovo in materia di normativa scolastica al fine di semplificare le regole, eliminare le contraddizioni e rimediare agli errori.

cms_532/quarta_.jpgSulla nota dolente degli italiani, la conoscenza della lingua inglese, il ministro si ripropone di immettere nelle scuole insegnanti di madrelingua o “native like” e vorrebbe sperimentare classi di solo inglese o solo francese, dove alcune discipline sarebbero insegnate solo nella lingua straniera (Scuole Elementari Internazionali, già presenti in alcune città italiane). Secondo Giannini è inconcepibile che solo in Italia si parli un pessimo inglese e che a 18 anni bisognerebbe stare almeno al livello C2: “L’inglese è come lo sci: o lo impari da piccolo o zoppichi tutta la vita”. Gli studenti hanno espressamente chiesto di togliere il numero chiuso che ormai coinvolge metà dei corsi universitari e il ministro accoglie la richiesta: “Il numero chiuso è utile per fare una selezione, collegare l’offerta alla domanda”, ha detto Giannini. “Sarei favorevole a lasciare l’accesso libero al primo anno e poi, come in Francia, selezionare gli studenti negli anni successivi”.

In ultima analisi i prestiti d’onore, per i quali il ministro ribadisce il corretto funzionamento solo se tutelati da un fondo di garanzia.

Stefania Giannini ha molte idee, molti progetti in cantiere. Sembra voler trarre ispirazione da ordinamenti e sistemi europei già consolidati (Francia, Spagna, Stati Uniti) e anziché differenziare si ripropone di premiare. Ennesimi buoni propositi senza riscontri pratici? Staremo a vedere.

Giacomo Giuseppe Marcario

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