LA MUMMIA

La Universal Pictures ha intenzione di riportare sullo schermo tutti i più famosi mostri della sua storia

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La Mummia, ossia il primo capitolo della creazione di un nuovo franchise che si rifà all’universo cinematografico Universal, proponendosi di sfidare quello Marvel, attualmente dominante, così come la forte espansione della DC Comics, o il MonsterVerse della Warner. Stavolta i protagonisti, non sono supereroi, bensì i “mostri” che hanno accompagnato l’infanzia di molti, il cui destino è incontrarsi e scontrarsi tra loro, rappresentando una reale minaccia per la sopravvivenza del genere umano. La peculiarità più interessante di questi ultimi anni nel panorama cinematografico è rappresentata da universi narrativi, ciascuno con un proprio contenitore, all’interno del quale i mondi di ogni personaggio s’intersecano tra loro, attraverso un gioco di trame trasversali, dalle quali si articolano serie di accadimenti correlati, originando nuove storie. Tutto ciò, traendo spunto da concept derivanti direttamente da format tipici delle moderne serie tv. In sostanza, la creazione di plot interconnessi, sviluppati in spazi temporali molto più dilatati di quelli disponibili nell’ordinario cinematografico, riesce, al contrario del passato, a sviscerare con maggiore omogeneità e profondità, trame complesse, spesso farcite dalle analitiche introspezioni dei vari personaggi, di cui vengono mostrati lati che inevitabilmente sarebbero andati perduti. Si sono dunque raggiunti risultati inusuali se comparati alle ordinarie cadenze del tradizionale prodotto in (ormai ex) celluloide ristretto in tempistiche determinate. Questo per buona pace di tutti coloro che si dicevano certi di una morte prematura del cinema per mano della televisione.

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Sembrerebbe invece, che oggigiorno proprio quest’ultima gli stia fornendo la linfa vitale dalle sue dinamiche. Ecco allora che l’ultimo nato, il Dark Universe, ha palesato il chiaro intento di riproporre in una logica da terzo millennio, quei “mostri” più famosi della sua storia con remake originali e contemporanei. L’intenzione è quella di “riportare in vita” i personaggi che hanno reso celebre quella narrativa, entrati a ragione nell’immaginario cinematografico collettivo, riproponendoli in una nuova e più aggiornata chiave di lettura. La Mummia, a dire il vero, non ha mai avuto un appeal paragonabile a quello di creature del vero Gothic Horror, nate dalla penna di Bram Stoker o Mary Shelley. Non è infatti casuale, che in epoca contemporanea si siano avute due loro trasposizioni filmiche semplicemente gigantesche, pedissequamente fedeli alle pagine degli autori, il Frankenstein di Kenneth Branagh e l’immenso Dracula del Maestro Francis Ford Coppola. Nel caso di specie siamo invece dinanzi a meri blockbuster di genere, puro e sano intrattenimento ai massimi livelli, ma nulla di più. “La Mummia” sebbene sorella di Sherlock Holmes, in quanto generata da Sir Arthur Conan Doyle, nel 1892, è un soggetto complesso, cinematograficamente parlando, da quando Boris Karloff, e il regista Karl Freund, contribuirono a renderla, nel ’32, sinonimo di terrore atavico, in casa Universal Pictures. Un’era magica per la storia del Cinema, momento della creazione di nuovi miti che fuoriuscivano da uno sbiadito bianco e nero, in un’armonia di chiaroscuri e tinte fosche, nelle quali Karloff, Lugosi, Lon Chaney jr., James Whale, Tod Browning, per citare i più rappresentativi, tratteggiavano indelebilmente le regole visionarie di un nuovo genere.

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- Present day - anno 2017. Il film che apre questo nuovo corso sceglie una donna come protagonista. Ahmanet è il nome della principessa sepolta viva che giura vendetta contro l’umanità. Millenni dopo, ha la possibilità di appagare la sua sete di vendetta grazie alla poca avvedutezza di Nick Morton alias Tom Cruise, soldato delle forze speciali americane in Iraq, ma anche predatore d’antichità, che insieme a un commilitone, accompagna la ricercatrice Jenny (Annabelle Wallis) in una misteriosa tomba egizia, rinvenuta per caso in quella Mesopotamia, un tempo culla della civiltà, oggi dilaniata dalla guerra. Da qui inizia a dipanarsi la storia che dalle vaste sabbie del Medio Oriente arriverà ai percorsi claustrofobici di una Londra sotterranea e grigia. La principessa Ahmanet (Sofia Boutella), rievoca la dea del Caos, in origine designata a governare l’Egitto, finché, accecata da un potere oscuro, non venne imprigionata nelle profondità del deserto. Tornata in vita ai giorni nostri nelle vesti della mummia, servendosi di Morton/Cruise, ambisce a riacquistare appieno i suoi poteri e colpire con la sua terribile maledizione l’umanità intera. Una pellicola che, non sfociando mai neanche per sbaglio nel genere horror, si rivela essere un action movie molto ben confezionato. Ciò appare evidente per tutta la sua durata. Ne è vivida testimonianza una delle scene più spettacolari realizzate ultimamente: il disastro aereo. Girata per alcuni secondi a gravità zero all’interno di uno specifico aeromobile attrezzato per l’evento, rimarrà negli annali come una sequenza di altissimo impatto emozionale ed estremo realismo, tanto la sensazione dello schianto è credibile.

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La presenza come protagonista di Tom Cruise è di quelle pesanti, in termini di impatto e il rischio che il personaggio sia poco plasmato rispetto alla storia, si sfiora. Difficile infatti non sovrapporre la figura a quella di Ethan Hunt dei vari Mission Impossible o di altri eroi indistruttibili impersonati dall’attore. Le scene con il dottor Jekyll, suo alter-ego, un Russell Crowe molto divertito, ma sempre più ex-gladiatore, sono propedeutiche alla costruzione delle fondamenta del Dark Universe, richiamando in molte inquadrature il DNA della propria tradizione cinematografica e anticipando quelli che saranno gli sviluppi a venire. Alla regia, Alex Kurtzman, già sceneggiatore di film di successo quali “Into Darkness – Star Trek”,“Transformers” e “Cowboys & Aliens”. Nel complesso una pellicola divertente, a misura di tutti, da guardare con gli occhi di un ragazzino, laddove è l’avventura a farla da padrona. Senza troppi preconcetti. Un lunapark dell’impossibile in cui perdersi per un paio d’ore, relegando all’angolo i veri mostri della nostra quotidianità. Loro sì, ben peggiori di un oscuro laboratorio sotterraneo popolato da bizzarre creature…

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Massimo Lupi

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