LA MODA DEI SELFIE ESTREMI SUI GRATTACIELI

A MILANO INDAGATI DUE MINORI

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Due ragazzi praticanti del “parkour estremo lo sport popolare tra i giovanissimi nato in Francia agli inizi degli anni 90 e che consiste nell’arrampicarsi su edifici, costruzioni urbane e grattacieli hanno documentato i loro pericolosissimi gesti con fotografie e filmati venendo successivamente indagati dalla Procura per violazione di domicilio. Pare che i ventenni “roofers” nei mesi scorsi siano saliti su un grattacielo nella zona di Porta Nuova a Milano per la realizzazione di video e selfie utilizzando lo skyline milanese come sfondo tra cui la TorreUnicreditalta oltre duecento metri situata in Piazza Gae Aulenti.

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Tutto è nato dalla denuncia del legale dei condomini del palazzo oggetto dell’impresa dei due ragazzi che hanno deciso di procedere legalmente nei loro confronti con l’accusa di violazione di domicilio. L’inchiesta è seguita dai Pubblici Ministeri Luca Gaglio e Giancarla Serafini in collaborazione con gli investigatori della Polizia locale che nelle scorse settimane hanno effettuato delle perquisizioni a carico dei due giovani indagati con successivo sequestro di personal computer e di tutto il materiale informatico da loro prodotto. In tale contesto si evidenzia la volontà degli inquirenti nell’indagare sul fenomeno del parkour estremo soprattutto dopo l’ennesimo decesso di un ragazzo di appena quindi anni, Andrea Barone precipitato a metà settembre dal tetto di un centro commerciale nel quartiere di Sesto San Giovanni sempre a Milano. Il ragazzo insieme ad altri ragazzi era salito per fare dei selfie estremi, i giovani non erano nuovi a queste pericolose imprese poiché gli inquirenti grazie ad indagini serrate sono riusciti ad acquisire sufficiente materiale (foto e video) che li immortalavano in performance estreme poi da loro condivise sui maggiori social network.

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Si erano immortalati intenti a mostrare la loro abilità nel riuscire ad “impadronirsi” di grattacieli per farne teatro delle loro imprese da diffondere poi sulla rete così da diventare un cattivo esempio per tanti giovani. L’estate scorsa avrebbero asportato illegalmente anche pezzi della copertura dello stadio San Siro e collezionando una cinquantina di foto di panorami notturni di Milano scattati da posti illegali e inaccessibili. Scorrendo le foto s’avverte un’intenzione “estetica” nel fermare immagini di Milano dall’alto quando la luce passa dal tramonto alla notte o quando vasti pezzi di città vivono soltanto nei bagliori dei lampioni, dei fanali, degli abbaglianti delle auto.

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Peccato però che contro quei bellissimi panorami si staglia la sagoma nera di un ragazzo messo di profilo o di schiena con le braccia spalancate condividendo sui social il pericoloso brivido per l’altezza, l’audacia dell’impresa, la contemplazione della città e l’esperienza della solitudine sulla metropoli. Uno dei due ragazzi è stato intervistato da Francesco Langiulli dell’agenzia “Milano Panoramica” che ha potuto pubblicare in esclusiva anche alcune delle loro fotografie, il ragazzo ha dichiarato: “…ogni tetto regala emozioni diverse, il posto può essere vissuto con tranquillità oppure velocemente dato che certi posti non sono accessibili. In generale mi sento rilassato e attivo allo stesso tempo dimentico la mia solita vita concentrandomi solo sul posto in cui mi trovo, sicuramente l’altezza è un fattore che incide sull’atmosfera e la tranquillità mentre il modo in cui si sale incide sul tempo e sull’adrenalina”. Per l’avvocato difensore, Marco De Giorgio la violazione di domicilio non sussiste poiché il luogo scelto dai due ragazzi è aperto al pubblico, infatti i giovani hanno dichiarato di aver trovato gli accessi aperti e di essere entrati senza alcun impedimento, quindi se sanzione dev’essere sarà solamente una condanna ad una pena pecuniaria.

Anna Di Fonzo

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