LA MAFIA SUL MERCATO DELL’ORTOFRUTTA

19 ARRESTI A SIRACUSA PER MINACCE, ESTORSIONI E TRAFFICO DI STUPEFACENTI

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Alle prime luci dell’alba di mercoledì 25 luglio, la Polizia di Stato è entrata in azione arrestando, su Disposizione del Giudice per Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, 19 persone accusate a vario titolo di “associazione di tipo mafioso, finalizzata alle estorsioni, al traffico di sostanze stupefacenti, ai furti”. Grazie ad una fitta rete criminale, i responsabili avrebbero ottenuto il monopolio del mercato ortofrutticolo di Siracusa. L’indagine, condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Siracusa, con la collaborazione dei loro colleghi della provincia di Catania, ha consentito di rilevare la presenza attiva di un gruppo criminale nella zona Sud della provincia di Siracusa che, per mezzo della forza intimidatrice attuata dai suoi membri, aveva condizionato tutto il mercato ortofrutticolo di quei territori.

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L’operazione Araba Fenice - che ha impegnato 60 uomini della Polizia di Stato, con il Reparto Prevenzione Crimine di Catania - ha consentito di acclarare che l’attività illecita consisteva nella commissione di reati come estorsioni, traffico di droga e furti in abitazioni ed aziende agricole. Nell’indagine sono coinvolti, tra gli altri, anche Salvatore Giuliano e il figlio Gabriele, questi ultimi già rinviati a giudizio per minacce di morte al giornalista Paolo Borrometi, responsabili di una tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso e, come si rileva dalle intercettazioni avvenute alcuni mesi or sono, in fase di preparazione di un attentato proprio nei confronti del giornalista dell’Agenzia Giornalistica Italiana. Giuseppe Antoci, ex Presidente del Parco dei Nebrodi, ha così commentato: “Borrometi ha avuto ragione, nelle sue inchieste raccontava il clima che si respirava e le vessazioni provocate dalle famiglie mafiose”. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione Siciliana della stampa e l’Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai) affermano in una nota: “E’ una bella giornata per la legalità e per la lotta alla mafia. Il capomafia Salvatore Giuliano, il figlio Gabriele ed altre 17 persone sono stati arrestati. Si tratta di coloro che, fra l’altro, stavano progettando un attentato per far saltare per aria con un’autobomba il giornalista Paolo Borrometi, presidente di Articolo21. Alcuni degli arrestati sono, inoltre, attualmente a processo per minacce di morte aggravate dal metodo mafioso nei confronti dello stesso Borrometi”.

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Le Organizzazioni Sindacali Nazionali e Territoriali dei Giornalisti hanno scritto: “L’operazione di magistratura e forze dell’ordine dimostra ancora una volta che lo Stato è più forte. Chi, come Borrometi, insieme ad altri cronisti siciliani, si impegna da anni per illuminare le periferie del malaffare in quei territori, mettendo spesso a rischio la propria vita, vede oggi ripagato il proprio lavoro. Il sindacato dei giornalisti italiani, che si è costituito parte civile nei processi a carico di tutti coloro che hanno minacciato o aggredito i cronisti, ringrazia la Procura, le Forze dell’Ordine e tutti i giornalisti che garantiscono la “scorta mediatica” a Borrometi e agli altri colleghi minacciati e continuerà a battersi affinché venga assicurato a tutti i giornalisti il diritto di fare inchieste e di informare i cittadini”.

Anna Di Fonzo

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