LA GIORNATA MONDIALE CONTRO I DISTURBI ALIMENTARI NELL’ERA DEL CORONAVIRUS

La pandemia ne eleva il rischio di insorgenza e ne aggrava le conseguenze

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Anoressia e bulimia, due termini tanto abusati quanto sottovalutati. Entrambe identificano dei pericolosi disturbi dell’alimentazione, attualmente aggravati dalla pandemia di coronavirus. Prima di analizzare il collegamento tra il virus e le due malattie, soffermiamoci su queste ultime nel dettaglio. L’anoressia (dal greco anorexìa, composto dall’an privativo e orexis, “appetito”) identifica un disagio in cui la persona coinvolta si rifiuta di nutrirsi per diversi motivi. Il più comune e diffuso è la paura di ingrassare e di apparire grassi o “imperfetti”, che va a denotare un disagio più psicologico che organico, dettato dal rapporto che si ha con se stessi e con le persone con le quali si interagisce ogni giorno.

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La bulimia (alla lettera “fame da bue”, traducendo anche qui dal greco) indica una voracità patologica ed eccessiva associata a malattie di diversa natura, tra cui spicca senza dubbio il diabete. Una persona affetta da bulimia spesso si provoca vomito (soprattutto dopo aver mangiato), fa uso di lassativi, digiuna per lunghi periodi di tempo e pratica intensa attività fisica. È pleonastico aggiungere che gli scompensi interni e le conseguenze psicologiche sono da non sottovalutare nella loro portata distruttiva. Ecco perché, per combatterla assieme all’anoressia, l’ISS ha proclamato il 2 giugno come “Giornata della lotta contro i disturbi alimentari”.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità l’emergenza sanitaria in corso, come già accennato, può aumentare il rischio di ricadute e peggioramento dei disturbi alimentari. Oppure, addirittura, contribuire all’insorgenza degli stessi. Proprio per questo, è importante identificare e potenziare le strutture di cura affinché tutti i pazienti affetti da tali patologie possano essere adeguatamente seguiti. I dati riportano che l’età media di insorgenza è tra i 15 e i 19 anni, ma va abbassandosi; gli uomini sono i più colpiti, 1 ogni 4 donne. Questi ultimi due numeri vengono spesso fatti passare sotto traccia, coperti da pregiudizi e luoghi comuni. Anche le donne, comunque, non ne sono certamente immuni: l’anoressia e la bulimia nervosa sono la dodicesima causa di disabilità per le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni, secondo il Global burden of disease study 2013.

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La quinta edizione della Giornata della lotta contro i disturbi alimentari si apre con una nota di Maddalena Patrizia Cappelletto, presidente del Coordinamento nazionale dei disturbi alimentari: “Queste patologie vengono ancora troppo sottovalutate, sia da un punto di vista sanitario che dalle istituzioni, mentre dovrebbero essere iscritte tra le emergenze socio-sanitarie, anche perché colpiscono mediamente giovani e giovanissimi, e l’età di comparsa della malattia si è ulteriormente abbassata nel corso degli anni”. “Possiamo affermare tranquillamente che queste malattie sono spesso il sintomo di un disagio profondo, di un vuoto interiore, di un autostima scarsa o addirittura assente, - conclude la presidente - ma dipendono anche da fattori genetici e risentono molto delle situazioni ambientali, delle sollecitazioni del mondo esterno, dell’opera dei mass media, della cultura dell’apparire, dell’ideale di bellezza che viene fatto coincidere con quello di magrezza, dell’omologazione, della necessità di aderire ad un modello estetico che quasi mai coincide con la vera essenza della persona, ciò che è veramente da proteggere”.

Francesco Bulzis

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