LA FARMACIA DI MADRE NATURA

Il Carbone vegetale come e quando usarlo

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Il carbone vegetale è un rimedio naturale molto controverso, utile per molti, ma non per tutti.

Si tratta di una polvere ottenuta dalla combustione senza fuoco ad alte temperature di legnami quali la betulla, il salice, il pioppo, ma anche da gusci di noce di cocco, trattata per aumentarne la porosità e quindi la capacità di assorbimento o meglio di adsorbimento in quanto ingloba e trattiene. Il processo di carbonizzazione avviene in ambiente povero di ossigeno, a cui segue un’ulteriore combustione con vapore.

Efficace come antitossico, in caso di avvelenamento alimentare, ingloba meccanicamente l’elemento tossico, che così non viene assorbito durante la digestione, ma viene eliminato.

Ad esempio può essere d’aiuto nel caso di avvelenamento da funghi, da alimenti scaduti o andati a male per una cattiva conservazione, farmaci pericolosi in sovradosaggio o assunti per sbaglio, alcaloidi, arsenico.

Ovviamente, in caso del genere è indispensabile rivolgersi a un medico o a un presidio sanitario e non agire mai di testa propria. Se il medico lo riterrà utile, sarà lui stesso a darci indicazioni su come avvalercene.

Utile per i disturbi fermentativi e putrefattivi, patologie gastrointestinali, come iperacidità gastrica, alito cattivo, aerofagia, meteorismo, diarrea, flatulenza, per la capacità di assorbire gas fermentativi, virus e batteri da stomaco e intestino.

Il carbone vegetale non è in grado di assorbire i metalli pesanti come il ferro o i Sali di cianuro, solventi o acidi.

Facciamo attenzione se seguiamo cure farmacologiche perché possono essere inglobate ed eliminate sostanze utili.

Il carbone vegetale è controindicato in caso di stitichezza o di appendicite. Per ovviare a problematiche legate al rallentamento delle funzioni intestinali si può trovare in commercio l’associazione carbone vegetale ed erbe carminative ,come cumino ,carvi e finocchio,che contrastano la formazione di gas e meteorismo senza fenomeni di stipsi.

Il gonfiore addominale può dipendere da rallentamenti metabolici legati alla digestione oppure dalla fermentazione di alimenti associati male che ristagnano in un intestino affetto da colite o da sindrome del colon irritabile o ancora da intolleranza al lattosio.

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In questi casi il carbone vegetale è un rimedio ottimo e molto diffuso che può essere utilizzato anche per i nostri amici a 4 zampe quando sono intossicati o avvelenati da sostanze pericolose per loro, ma non fatelo mai senza prima aver consultato il veterinario.

Aggiunto agli alimenti, come i prodotti da forno, è stato oggetto di dibattito: è ammesso come edulcorante con funzione di colorante, definito con la sigla E 153, nei prodotti similari al pane, quali ad esempio cracker, grissini , fette biscottate ,friselle, ma non nel pane vero e proprio.

Curiosità: la polvere di carbone vegetale, dotata di virtù purificanti, viene impiegata nelle maschere di bellezza ,mescolata all’argilla verde e all’acqua fino a farle assumere la consistenza di una morbida crema da tenere in posa sul viso per circa 20 minuti. Grazie alla sua porosità riesce a catturare le impurità, attivando una pulizia profonda e lasciando la pelle liscia e luminosa.

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La polvere di carbone vegetale può anche sbiancare i denti, ma è pur sempre un prodotto abrasivo come il bicarbonato, quindi provatelo se volete, ma con delicatezza e attenzione perché può graffiare lo smalto e renderlo poroso. Sembra che alcune ricerche abbiano dimostrato che il carbone attivo o vegetale possa cambiare il ph della bocca e di conseguenza essere un valido aiuto nella prevenzione delle carie e delle gengiviti. Ricordate però che niente può sostituire un ‘accurata igiene orale.

Renata Are

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