LA BUCAREST DIMENTICATA

L’ESTREMA PERIFERIA DELLA CAPITALE ATTANAGLIATA DALLA DROGA

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Anche in una delle più grandi capitali europee, come Bucarest, esiste una zona oscura, o per meglio dire un vero e proprio inferno, a cui non sembra esserci via d’uscita. Stiamo parlando di Ferentari, settore cinque di Bucarest. Per poter accedere bisogna lasciarsi alle spalle il centro in direzione sud-ovest.

A meno di cinque km dalle strade della movida c’è un’altra via, Livezilor, il girone della droga, dell’eroina dove l’intero quartiere è stretto dalla morsa della malavita. È praticamente impossibile accedere a questa bolgia di cemento, dove anche gli stessi giornalisti hanno difficoltà nel fotografare lo scempio a cielo aperto che gli si presenta dinanzi. Si aggirano per la zona fantasmi con occhi sbarrati, speranzosi di trovare una nuova vita, anche se questa estrema periferia sembra non rientrare nelle priorità dell’attuale governo

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Quella di Bucarest rischia di diventare un’emergenza nazionale con ampio riflesso per l’est europeo.

Chi abita qui è condannato alla miseria, al disagio, alla tossicodipendenza e all’Aids. Lì la vita si svolge in un ciclo continuo, fatto di disperazione e criminalità, che toglie ogni percezione del futuro anche ai più giovani. A Livezilor sembra non essere consentito sperare: il tutto è un enorme binomio tra bianco e nero. Basti pensare che una sola casa su sei dispone di acqua calda, gas ed elettricità.

L’aria è irrespirabile e lo scenario che a cui si assiste è tragico.

Per l’intero quartiere si possono trovare siringhe e aghi usati, oltre che centinaia di rifiuti; insomma, una vera e propria discarica a cielo aperto.

Il dramma si è consumato in questi anni, che hanno visto trasformarsi il quartiere da zona centrale ad area con la più alta percentuale relativa al consumo di droga, come ha fatto sapere con un rapporto annuale l’agenzia nazionale sulle droghe. Si stima che già nel 2015 i tossicodipendenti fossero 20mila, di cui il 48% sieropositivi; ad oggi, non si è ancora pervenuti ad una percentuale attendibile relativa ai fenomeni, ma si sa per certo che essi sono in aumento.

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Eppure, fino a poco tempo fa la Romania veniva ricordata nell’opinione pubblica per il solo problema dei ragazzi di strada, costretti a vivere nei famosi “canal”, dove scorrono le tubature del teleriscaldamento. Nel presente di Bucarest c’è un altro nemico da sconfiggere: la droga. Un problema che per molti può apparire secondario, ma che, alla luce degli ultimi devastanti eventi, merita la priorità.

Discuterne serve a ben poco, in questa città come in altre zone del mondo: occorrono politiche concrete mirate a migliorare le condizioni di vita dei giovani, affinché questa enorme piaga possa un giorno dirsi davvero debellata.

Giuseppe Capano

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