LA BATTAGLIA DI UN GIOVANE GUERRIERO

Giovanni Custodero non ce l’ha fatta, ma rimane un grande esempio per tutti quelli che lottano contro il cancro

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Il giovane calciatore di Fasano di soli 27 anni, affetto da sarcoma osseo, è morto nella domenica mattina, scegliendo qualche giorno fa la sedazione profonda perché stremato di combattere contro la sofferenza procurata dalla rara forma di tumore che lo aveva colpito. Lo ricordiamo per aver giocato nella squadra di calcio a 5 del Fasano nel campionato di C2. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, esprime così il suo cordoglio per la perdita del giovane calciatore: “È una domenica di dolore per tutta la famiglia della Lega Dilettanti. Dopo una lunga battaglia, Giovanni non ce l’ha fatta: il suo cuore ha smesso di battere, ma il ricordo resterà vivo in tutti noi. E che la sua forza nel lottare fino all’ultimo giorno sia da esempio”. La famiglia lo ricorda come un ragazzo come tanti, che all’età di 23 anni aveva avvertito un gonfiore alla caviglia sinistra, mentre ricopriva il ruolo di portiere nella squadra di calcio a 5 del Cocoon di Fasano. Gli fu consigliato di recarsi a Firenze dove nel marzo 2016 gli sarà diagnosticato una rara forma di sarcoma osseo in stadio avanzato. (Per chi non fosse a conoscenza di cosa fosse un sarcoma, altro non è che un tumore maligno del tessuto connettivo e cioè vale a dire del tessuto di sostegno dell’organismo.)

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Nonostante tutto il giovane calciatore decide di indossare l’armatura e scendere in campo a combattere questa battaglia per uscirne vincitore. Infatti, decide di amputare l’arto fin sotto il ginocchio e di lì cominciare a godersi ogni momento con la sua famiglia, la sua fidanzata e i suoi amici. In collaborazione con il suo amico Luigi, realizza delle magliette con l’immagine dell’elmo, convinto del fatto che ognuno di noi racchiuda dentro di sé la forza e il coraggio di superare tutti gli ostacoli della vita. Questo messaggio diventa virale sui social, ma allo stesso tempo esempio per tutti e soprattutto sostegno per tutti coloro che stanno affrontando la sua stessa battaglia, esortando a non arrendersi mai. Le sue sfide sono state molteplici proprio perché dopo l’amputazione ha dovuto subire ben 5 interventi, susseguiti da cicli di radioterapia e di chemioterapia, ma lui non smette mai di sorridere. Giovanni, allora, decide di trasformare la sua bacheca Facebook in una sorta di diario di bordo, dove annotare i suoi momenti e le sue emozioni e lo fa in modo tale da non sentirsi mai solo, ma continuamente inondato dall’amore di tutti. Un giovane battagliero che sorride nonostante l’atroce sofferenza, che l’ha spinto, alla fine, ad optare per la sedazione profonda, un guerriero che non si arrende mai, ironizzando anche sulla sua malattia, che impara ad apprezzare le piccole cose della vita. Il nostro eroe, pur sopraffatto dalla malattia, ha comunque vinto la sua battaglia dimostrando a tutti noi, che la vita merita di essere vissuta fino in fondo.

Giuseppe Capano

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