L’uso delle App nell’apprendimento strategico scolastico

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Per poter ideare, disegnare, progettare, implementare e valutare percorsi didattici strategici ed inclusivi, l’insegnante deve aver ben presente quali sono le azioni e le operazioni mentali che ogni alunno dovrà mettere in campo per realizzarli, ancor più nel momento in cui il percorso preveda l’utilizzo di app e strumenti tecnologici. Gli insegnanti sanno bene che gli studenti, per quanto nativi digitali, devono scoprire che la tecnologia può essere utilizzata per apprendere meglio; non è sufficiente saper utilizzare uno strumento con dimestichezza – e con altrettanta dimestichezza essere in grado di imparare ad utilizzarne uno nuovo – affinché lo studente impieghi sua sponte tale strumento nelle attività che riguardano lo studio, la scuola.

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Gli insegnanti sanno bene che devono incuriosire, stimolare, motivare, talvolta anche imporre; pertanto, è opportuno che la nostra attività di design sia il più precisa e puntuale possibile. Infatti, non è l’uso della tecnologia o di una particolare applicazione a fare la differenza, ma le logiche che gli insegnanti mettono in gioco e gli obiettivi che intendono perseguire nel momento in cui le Web App entrano nella normale vita scolastica degli studenti.

Applicazioni come le sintesi vocali (Natural Reader e Leggi x me) hanno primariamente un utilizzo compensativo per alunni con specifiche difficoltà (alunni dislessici o ipovedenti), ma possono anche essere utilizzate da alunni senza particolari difficoltà, ad esempio nello studio delle lingue straniere, sfruttando la possibilità di rallentare la velocità della lettura.

Altre applicazioni consentono l’acquisizione di metodi di lavoro utili a tutti e non solo a scuola; per esempio saper organizzare un’agenda o prendere appunti che siano poi immediatamente condivisibili o rielaborabili in ulteriori documenti, saper usare un drive o una piattaforma per la condivisione delle risorse e del lavoro svolto sono abilità che posso rivelarsi molto utili nel mondo del lavoro oltre che nella vita di relazione. Strumenti come gli aggregatori di risorse (Padlet, TesTeach, Linoit…) o quelli che permettono di produrre presentazioni introducendo stimoli di differente natura (Prezi, Adobe Spark, Power Point…), obbligano gli studenti ad organizzare e riorganizzare le informazioni che hanno a disposizione e le proprie acquisizioni per produrre nuovi prodotti, al fine di accompagnare e approfondire l’attività di studio o di supportare un’esposizione. Questi stessi strumenti sono utili anche agli insegnanti per predisporre o presentare materiali su un argomento con stimoli di natura differente (testi, video, schemi, infografiche…) tra cui ogni alunno può trovare quello a sé più congeniale ed arricchire le proprie conoscenze. Infine, la produzione di mappe o schemi (C-map, Coggle, Popplet…) o di linee del tempo e mappe geografiche, obbliga a dover manipolare le informazioni in possesso per riorganizzarle in percorsi che collegano, anche visivamente, concetti, tempi, azioni…e possono essere utili nelle attività di studio, di ripasso oltre che per accompagnare le esposizioni. Le mappe e gli schemi, inoltre, possono essere un ottimo supporto durante le lezioni in classe in quanto permettono allo studente di visualizzare la complessità dell’argomento e di seguire con maggiore consapevolezza la lezione.

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Oltre a quelle già citate, applicazioni come EdPuzzle (web-app che permette di inserire in un video domande, testi e richieste di feedback), le linee del tempo, strumenti per lo storytelling (Sutori), possono essere utilizzate per creare delle risorse-stimolo per introdurre un argomento, verificando quali possono essere le pre-cognizioni. Molti degli strumenti citati in questo paragrafo possono essere utilizzati anche per la valutazione, aiutando così l’insegnante a non soffermarsi solo sulla verifica dei contenuti che lo studente dimostra di avere acquisito, ma anche delle elaborazioni che di tali nozioni vengono svolte e delle modalità di utilizzo dello strumento tecnologico.

Leonardo Bianchi

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