L’indice di tutela dei creditori

E’ cresciuto di 0,9 punti tra il 2013 ed il 2019

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La banca mondiale calcola il valore della persistenza dei diritti dei creditori. Si tratta di una analisi di quelle che sono le capacità dei paesi di fare rispettare i diritti dei prestatori. L’indice varia da 0 a 12. 0 è il livello più basso mentre 12 è il livello più ampio che indica un grado di protezione molto ampio nei confronti della tutela giuridica dei prestatori. L’indice può essere analizzato in forma di ranking con riferimento all’esercizio 2019. I paesi che nel 2019 hanno fatto segnare un livello molto alto di rispetto di requisiti di carattere legale in grado di tutelare i creditori, con un valore pari a 12, ovvero il valore massimo sono: Azerbaijan, Brunei Darussalam, Montenegro, New Zealand, e Puerto Rico. A metà classifica si trovano il Bangladesh, il Botswana, l’Egitto, la Spagna, le Fiji, la Croazia e il Giappone. Agli ultimi posti troviamo la Bolivia, l’Eritrea, l’Iraq, la Libya, la Somalia, Timor-Leste, lo Yemen.

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Di seguito si prendono in considerazione i valori degli indici considerati in Azerbaijan, Brunei e Montenegro.

Azerbaijan. Il valore dell’indice della tutela dei creditori in Azerbaijan è cresciuto nel periodo tra il 2013 ed il 2019. Nel periodo tra il 2013 ed il 2017 il valore dell’indice della tutela dei creditori è stato pari ad un valore di 2 unità per poi successivamente crescere fino ad 8 unità nel 2018 ed arrivare ad un valore di 12 unità nel 2019. Nel complesso del periodo tra il 2013 ed il 2019 il valore dell’indice di tutela dei creditori in Azerbaijan è cresciuto di 10 unità ovvero di un ammontare pari al 500%.

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L’indice di tutela dei creditori nei paesi con le top performances. Fonte: World Bank

Brunei Darussalam. Il valore della tutela dei creditori nel Brunei è cresciuto nel periodo tra il 2013 ed il 2019. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2015 il valore della tutela dei creditori nel Brunei è stato pari ad un valore di 4 unità per poi crescere fino ad un valore di 5 unità nel 2016. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore dell’indice di tutela dei creditori è cresciuto da un ammontare pari a 5 unità fino ad un valore pari a 12 unità. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2019 il valore dell’indice della tutela dei creditori è rimasto pari a 12 unità- Nel complesso del periodo considerato il valore dell’indice della tutela dei creditori è cresciuto da un da un valore pari a 4 unità fino ad un valore pari a 12 unità ovvero una variazione assoluta pari ad un valore di 8 unità pari ad un valore di 200%.

Montenegro. Il valore dell’indice della tutela dei creditori in Montenegro è stato costante ad un valore di 12 punti nel periodo tra il 2013 ed il 2019. Il Montenegro ha mantenuto un valore molto alto dell’indice con un ammontare pari a 12.

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Indice di tutela dei creditori. Fonte: World Bank

Conclusioni. Nel complesso l’indice che misura la capacità degli ordinamenti di tutelare i creditori è cresciuto dello 0,9%. In modo particolare l’ordinamento globale è tale da essere orientato in misura preponderante nei confronti del rafforzamento delle tutele nei confronti dei creditori. Certamente si tratta di un elemento che risulta essere positivo per l’economia nel suo complesso soprattutto nella dimensione sviluppista, ovvero una economia che consenta di creare degli incrementi di crescita economica nei paesi a basso reddito. La teoria economica ha infatti messo in evidenza il ruolo della finanza nello stimolare quelli che sono i driver della crescita economica, e certamente, creare un quadro normativo che consenta di accedere facilmente al credito, grazie anche alla tutela dei creditori dinanzi al fallimento dei debitori, consente di aumentare la dotazione creditizia dell’economia. Tuttavia vi sono ancora molti ostacoli da rimuovere per creare dei sistemi creditizi che possano essere veramente in linea con la capacità dei territori di svilupparsi. Per esempio il caso del banchiere Yunus con la sua Gramen Bank ha dimostrato che per fare in modo che un sistema funzioni, non c’è bisogno di chiedere ai clienti delle controparti misurate in assets, quanto piuttosto è sufficiente stimolare le attività di controllo sociale che vengono ad essere attivate attraverso sistemi di cooperazione e di mutualità tra una serie di contraenti. Yunus è riuscito a creare le condizioni per consentire ai molti abitanti del Bangladesh di ottenere il micro-credito essenziale per svolgere attività anche di carattere imprenditoriale, una delle attività che i poveri realizzano per uscire dalla condizione di indigenza. Ne deriva che il quadro normativo è importante, tuttavia esso da solo non basta, e deve essere accompagnato anche da buone pratiche che consentano di mobilitare gli assets immateriali della fiducia, della cooperazione e del mutuo controllo sociale.

Angelo Leogrande

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