L’impatto macroeconomico delle esportazioni nette nell’economia italiana

Un’analisi nel periodo 1960-2020 con dati AMECO

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Il modello econometrico presentato utilizza i dati che sono prodotti dall’Eurostat nel database Ameco. I dati fanno riferimento al periodo tra il 1960 ed il 2020. I dati sono relativi all’Italia. Il modello econometrico stimato è indicato di seguito:

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Modello econometrico stimato

Variabile

Denominazione

P-value

Relazione

y

Net Exports Of Goods And Services

Esportazioni nette di beni e servizi

x_1

Price deflator actual individual final consumption of households

Deflatore dei consumi effettivi finali individuali delle famiglie

0.000

Positiva

x_2

Final consumption expenditure of general government at current prices

Spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche a prezzi correnti

0.014

Negativa

x_3

Price deflator total final consumption expenditure of general government

Deflatore di spesa totale dei consumi finali delle amministrazioni pubbliche

0.065

Negativa

x_4

Price deflator collective consumption of general government

Deflatore dei consumi collettivi delle amministrazioni pubbliche

0.004

Positiva

x_5

Individual consumption of general government at current prices

Consumo individuale delle amministrazioni pubbliche a prezzi correnti

0.054

Positiva

x_6

Gross fixed capital formation at current prices: total economy

Formazione lorda di capitale fisso a prezzi correnti: economia totale

0.000

Negativa

x_7

Net fixed capital formation at current prices: total economy

Formazione netta di capitale fisso a prezzi correnti: economia totale

0.000

Positiva

La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi e il deflatore dei consumi effettivi finali ed individuali delle famiglie. Si tratta di una relazione positiva. In modo particolare dobbiamo considerare che il valore del deflatore dei consumi finali effettivi ed individuali delle famiglie non è altro che il valore dei consumi deflazionata ovvero al netto dell’inflazione. Ne deriva che se aumentano i consumi, aumentano anche i consumi, l’aumento dei consumi in genere è associato ad una crescita del prodotto interno lordo, e la crescita del prodotto interno lordo è positivamente associata al valore delle esportazioni. Pertanto l’incremento del consumo delle famiglie e l’incremento delle esportazioni sono positivamente correlati poiché essi sono sostanzialmente connessi alla crescita del PIL. La crescita del PIL tende ad essere tale da generare sia un aumento delle esportazioni che un aumento dei consumi delle famiglie.

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Figura 1. Matrice delle correlazioni del modello stimato

La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi e la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche a prezzi correnti. Si tratta di una relazione negativa. La crescita delle esportazioni nette è associata ad una riduzione della spesa dei consumi finali delle amministrazioni pubbliche. Secondo quanto indicato dall’Eurostat la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche a prezzi correnti è definita come:

Final consumption expenditure by general government includes the value of goods and services purchased or produced by general government and directly supplied to private households for consumption purposes.” [1]

Ovvero si tratta della spesa che le amministrazioni realizzano per incrementare la condizione economiche della popolazione. Chiaramente la relazione è negativa in quanto quando il PIL cresce le esportazioni aumentano, il reddito pro capite aumenta e la condizione delle famiglie migliora. Ne deriva che le famiglie esprimono una domanda ridotta di beni e di servizi nei confronti dello Stato.

La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi e la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche a prezzi correnti. Si tratta di una relazione negativa. Le motivazioni sono simili a quelle del punto precedente e sostanzialmente fanno riferimento al fatto che in genere le esportazioni crescono in relazione alla crescita del PIL e questo comporta una riduzione della spesa delle amministrazioni pubbliche per le famiglie poiché il reddito delle famiglie tende a crescere. Chiaramente la crescita delle spese della pubblica amministrazione tende ad essere una misura anticiclica ovvero cresce quando il PIL si riduce e si riduce quando il PIL cresce. La medesima relazione anticiclica è posta con riferimento al valore delle esportazioni poiché le esportazioni sono sostanzialmente un predittore della crescita del PIL.

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Figura 2. Descrizione delle variabili utilizzate nel modello econometrico

La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi Deflatore dei consumi collettivi delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di una relazione positiva.Occorre considerare che secondo l’Eurostat il valore dei consumi collettivi delle amministrazioni pubbliche è indicato di seguito:

“Collective consumption expenditure of general government consists in particular of spending on the

following functions:

- management and regulation of society;

- the provision of security and defence;

- the maintenance of law and order; legislation and regulation;

- the maintenance of public health;

- the protection of the environment;

- research and development;

- infrastructure and economic development”

cms_14871/F3.jpgFigura 3. Modello econometrico stimato OLS

Ovvero si tratta di un insieme di caratteristiche essenziali della spesa pubblica. Chiaramente la crescita della spesa pubblica per beni e servizi alla popolazione in senso ampio, e non solo alle famiglie, viene ad essere caratterizzata da una relazione con la crescita delle esportazioni. Ora abbiamo già detto che la crescita delle esportazioni in realtà è una misura della crescita del PIL. Quindi in questo caso, e con riferimento al caso italiano, si verifica una crescita del valore della spesa pubblica in connessione ad una crescita delle esportazioni. Si tratta dell’ipotesi proposta più volte dell’economista turco-americano Rodrik nel suo libro “La globalizzazione intelligente”[2]. Ovvero Stato e Mercato non sarebbero posti in un gioco a somma zero, quanto piuttosto sarebbero orientati a crescere insieme, in un contesto caratterizzato da crescita economica connessa con la crescita della spesa pubblica.

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La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi e il consumo individuale delle amministrazioni pubbliche a prezzi correnti. Si tratta di una relazione positiva. In modo particolare il valore del consumo individuale delle amministrazioni pubbliche è definito dall’Eurostat come indicato di seguito:

“Individual consumption of general government comprise purchases by general government of goods and services produced by market producers that are supplied to households - without any transformation - as social transfers in kind. Expenditures under each of the following headings should be treated as expenditures on individual consumption services except for expenditures on general administration, regulation, research etc. in each category:

- Education

- Health

- Social -Security and -Welfare

- Sport and recreation

- Culture

and, when they are important:

- (part of) the provision of housing

- (part of) the collection of household refuse

- (part of) the operation of transport system”[3]

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Chiaramente si tratta della previsione da parte degli enti pubblici di servizi nei confronti della popolazione. In modo particolare vale quanto affermato circa il punto precedente ovvero anche in questo caso si determina congiuntamente un miglioramento dell’economia privata, sintetizzato dalla crescita delle esportazioni associato ad una crescita del valore dei servizi offerti dallo stato nei confronti della cittadinanza.

La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi e la formazione lorda di capitale fisso a prezzi correnti. Relazione negativa.La crescita delle esportazioni nette è associata negativa alla formazione del capitale lordo. La formazione del capitale lordo è definita dall’Eurostat come indicato di seguito:

“UIGT = Gross fixed capital formation at current prices; construction (UIGCO)

+ Gross fixed capital formation at current prices; equipment (UIGEQ)

+ Gross fixed capital formation at current prices; products of agriculture, forestry,

fisheries and aquaculture

+ Gross fixed capital formation at current prices; other products

’Other products’ comprise:

- mineral exploration

- computer software

- entertainment, literary or artistic originals

- other intangible fixed assets”[4]

Si tratta chiaramente di una grandezza che fa riferimento alla dimensione della crescita della capitalizzazione. La crescita della capitalizzazione delle imprese tende a crescere nelle fasi di crisi, poiché le imprese cercano di capitalizzarsi per rilanciarsi. Nelle fasi di crescita le imprese tendono a ridurre gli investimenti e a puntare su strategie di breve periodo per massimizzare i profitti.

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La relazione tra esportazioni nette di beni e servizi e la formazione netta di capitale fisso a prezzi correnti. Relazione positiva.L’Eurostat definisce la formazione netta di capitale fisso a prezzi correnti come indicato di seguito:

“OIGT - OKCT

OIGT = Gross fixed capital formation at constant prices; total economy

[…]

OKCT = Consumption of fixed capital at constant prices; total economy (price deflator

gross fixed capital formation)”[5]

Si tratta quindi di una relazione positive per il fatto che l’indice non mette in relazione il valore della formazione del capitale umano, quanto piuttosto lo considera al netto del valore del consumo di capitale fisso a prezzo costante. Quindi poiché le esportazioni sono associate ad una crescita del valore della produzione, e la crescita della produzione è associata ad una crescita del consumo di capitale fisso, ne deriva una relazione positiva tra il valore delle esportazioni nette ed il valore del capitale netto.

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Conclusioni. In conclusione è possibile affermare che la crescita delle esportazioni ha un impatto positivo sulle variabili che sono associate alla crescita del prodotto interno lordo. Inoltre esiste una relazione positiva tra crescita delle esportazioni e crescita della spesa dei servizi pubblici generalisti alla popolazione, mentre i trasferimenti alle famiglie sono associate negativamente. La crescita delle esportazioni ha quindi degli effetti sull’economia mondiale che sono molto simili a quelli che vengono ad essere determinati dalla crescita del prodotto interno lordo.


[1] https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-datasets/product?code=tec00010

[2] Rodrik, D. (2015). La globalizzazione intelligente. Gius. Laterza & Figli Spa.

[3] https://ec.europa.eu/economy_finance/ameco/HelpHtml/ucig.html

[4] https://ec.europa.eu/economy_finance/ameco/HelpHtml/uigt.html

[5] https://ec.europa.eu/economy_finance/ameco/user/serie/SelectSerie.cfm

Angelo Leogrande

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