L’economia del coronavirus in Italia (30^ analisi)

Il tasso di crescita dell’epidemia è al 2,75%. Raddoppia ogni 25 giorni circa

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I dati relativi alla diffusione del Coronavirus sono rappresentati di seguito con una analisi di quelle che sono anche le caratteristiche economico-finanziarie del fenomeno. I numeri relativi ai casi, ai morti ed ai guariti sono certi in quanto derivano dalle rilevazioni che vengono predisposte dalla Protezione Civile. I dati relativi alla dimensione economico-finanziaria del fenomeno sono calcolati come delle stime sulla base di quello che è il valore della vita umana, ovvero lo Human Life Cost-HLC[1]. In modo particolare il valore della vita umana, anche indicato come Life Value varia in base ad un insieme di variabili, ed in senso ampio, per quanto riguarda il mondo occidentale a reddito medio-alto, è stato stimato in un range che va dai 4 milioni di dollari in Nuova Zelanda, fino ai 9 milioni di dollari in USA. Sulla base anche delle indicazioni relative all’attribuzione di valore della vita umana che sono contenute nel libro di Felix Martin intitolato “Denaro” [2], il valore della vita umana in Italia è stato approssimato a circa 5.000.000,00 di euro. Pertanto, ciascun individuo che è risultato portatore della patologia viene ad essere potenzialmente liquidato con un ammontare di 5.000.000,00 di euro. Chiaramente il valore è una misura del danno che si manifesta in caso di eventi gravi ed altamente imprevedibili, come sono appunto le crisi e le pandemie.

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Figura 1. L’economia del coronavirus. Dati sanitari.

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Figura 2. L’economia del coronavirus. Dati economici.

Data 10/04/2020. Il risultato è tale da manifestare che in data 10/04/2020 è stato perso un valore cumulato pari a 975,7 miliardi di euro, ovvero pari al 54,56% del PIL, equivalente ad un valore pro-capite di 16.154,80 euro. Complessivamente, il valore che è stato perduto corrisponde ad un detrimento reddito per circa 32.953.394 italiani. Il tasso di crescita del coronavirus è diminuito nelle ultime 24 ore. Esso è infatti passato dal 3,02% del 09/04/2020 al 2,75% del 10/04/2020, con una crescita da 143.626 unità fino a 147.577 unità. Il numero dei deceduti è pari a 18.849 unità, il numero dei guariti è pari a 30.455. Il tasso di mortalità è pari al 12,77% mentre il tasso di guarigione è del 20,64%.

Predizione in data 10/04/2020. La crescita ha subito una riduzione. Ai tassi seguenti si verifica un raddoppio ogni 25 giorni circa. Il tasso di crescita è notevolmente diminuito: questo significa che le misure assunte dal governo stanno producendo i risultati attesi. Il tasso di crescita dei contagi è sceso per la prima volta sotto il 3%. Chiaramente poiché la base ha superato le 140.000 unità si creano comunque un numero di casi molto ampi. In ogni caso la riduzione dei tassi di contagi è certamente un elemento positivo nell’interno del contesto dell’analisi del fenomeno sotto il punto di vista metrico. Il rischio è che il tasso ad un certo punto si fermi, ed invece di continuare a crescere, si blocchi intorno ad un valore anche basso, che però con le basi che sono indicate può significare avere un numero di casi comunque notevolmente elevato.

La previsione a medio-lungo periodo. Occorre considerare che il tasso medio di crescita del coronavirus è diminuito sostanzialmente nel periodo tra la settimana del 25/02/2020, in cui il tasso era pari al 33,4%, e l’ultima settimana tra il 30/03/2020 ed il 04/04/2020, in cui il tasso è stato pari al 4,12%. Chiaramente occorre considerare che anche se i tassi diminuiscono in realtà vengono ad essere calcolati su montanti sempre più significativi e quindi anche un aumento di una percentuale bassa su una base di centinaia di migliaia di unità dà un risultato in valore assoluto significativo.

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Modello econometrico.

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Figura 3. Stima degli ospedalizzati. Fonte: Protezione Civile.

Di seguito viene stimato un modello per individuare le relazioni di alcune variabili prodotte dalla protezione civile rispetto al numero al tasso di mortalità.

Il modello che è stato proposto è indicato di seguito:

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Con riferimento al totale delle ospedalizzazioni il modello prevede la presenza delle seguenti relazioni:

  • Una relazione negativa con le persone in isolamento domiciliare;
  • Esiste una relazione positiva con il totale dei positivi;
  • Esiste una relazione positiva con la variazione del totale dei positivi;
  • Esiste una relazione negativa con il tasso di guarigione;
  • Esiste una relazione positiva con il tasso di mortalità;
  • Esiste una relazione positiva con il tasso di crescita;
  • Esiste una relazione negativa con i ricoverati con sintomi in percentuale dei tamponi;
  • Esiste una relazione negativa con le persone in terapia intensiva calcolate in percentuale del numero dei tamponi;
  • Esiste una relazione positiva con il totale delle ospedalizzazioni in percentuale dei tamponi;
  • Esiste una relazione positiva con il numero delle persone in isolamento domiciliare espresse in percentuale dei tamponi;
  • Esiste una relazione positiva con il numero delle persone in isolamento domiciliare espresso in percentuale dei tamponi;
  • Esiste una relazione negativa con il numero dei nuovi positivi in percentuale del numero dei tamponi;
  • Esiste una relazione positiva con il numero dei dimessi guariti in percentuale dei tamponi;
  • Esiste una relazione negativa con il numero del totale dei casi come percentuale dei tamponi.

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Dati Regionali. Di seguito vengono ad essere riportati i dati relativi alle regioni italiani. Il dato viene riportato in quanto la situazione italiana presenta una elevatissima polarizzazione e centralizzazione nell’interno della regione Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. E pertanto l’analisi nazionale risulta essere parziale e manca di rappresentare la complessità del fenomeno che riguarda le regioni e che in modo particolare aggrava la situazione di talune aree geografiche e di alcune popolazioni locali rispetto al dato nazionale.

Ricoverati con sintomi. Nella classifica delle regioni per numero di ricoverati con sintomi al primo posto vi è la Lombardia con un ammontare pari a 11.877 unità, ovvero pari ad un ammontare del 42,05% seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 3.596 unità pari al 12,73% e al terzo posto vi è il Piemonte con un valore dei ricoverati con sintomi pari a 3.497 unità pari al 12,38%. Le prime tre regioni pertanto totalizzano un ammontare pari al 67,16% del totale dei ricoverati con sintomi. Agli ultimi posti della classifica si posizionano Sardegna con un numero di ricoverati con sintomi pari a 107 pari allo 0,38% del valore nazionale, seguiti dalla Basilicata con un valore pari a 59 unità ovvero pari allo 0,21% e il Molise con un ammontare pari a 28 unità ovvero pari ad un valore di 0,10%.

Terapia intensiva. Nella classifica delle regioni italiani per valore della terapia intensiva la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 1.202 unità ovvero pari ad un valore del 34,37%, seguita dal Piemonte con un numero di persone paria 394 unità pari all’11,27% e dall’Emilia Romagna con un valore pari a 349 unità pari al 9,98% del dato nazionale. Le prime 3 regioni della classifica totalizzano il 55,62% del valore nazionale delle persone in terapia intensiva. Agli ultimi posti vi con un valore pari a 15 unità la Basilicata pari allo 0,43% del dato nazionale, Calabria con un ammontare pari a 14 unità pari allo 0,40% e Molise con un valore pari a 4 unità equivalente allo 0,11%.

Totale ospedalizzati. Nella classifica per totale degli ospedalizzati al primo posto vi è la Lombardia con un numero pari a 13.079 unità pari al 41,21% del valore nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari al 3.945 unità pari al 12,43% del valore nazionale e dal Piemonte con un ammontare pari a 3.891 unità pari all’12,26% del valore nazionale. In totale le prime tre regioni totalizzano il 65,9% del valore totale degli ospedalizzati.

Agli ultimi posti vi sono Sardegna con un numero di ospedalizzati pari a 133 ovvero pari allo 0,42% del dato nazionale, la Basilicata con un numero del totale degli ospedalizzati pari a 74 ovvero pari allo 0,23% del dato nazionale ed il Molise con un ammontare pari a 32 unità pari allo 0,10%.

Isolamento domiciliare. La Lombardia è al primo posto per numero delle persone in isolamento domiciliare con un valore pari a 16.451 unità ovvero pari al 24,73% del dato nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 9.405 unità pari al 14,14% del dato nazionale e dal Veneto con un valore pari a 8.869 unità pari al 13,33% del valore nazionale. Complessivamente le prime tre regioni totalizzano un valore pari a 52,2% del valore complessivo del totale delle persone in isolamento. Agli ultimi tre posti si trovano Valle D’Aosta, Basilicata e Molise con un valore delle persone in isolamento domiciliare pari rispettivamente a 455 unità pari allo 0,68%, 205 unità pari a 0,31% e 161 unità pari a 0,24%.

Totale positivi. La classifica per numero dei totali positivi vede al primo posto la Lombardia con un valore pari a 29.530 unità ovvero pari al 30,05% del dato nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 13.350 unità pari al 13,58% e dal Piemonte con un valore pari a 11.576 pari a 11,78%. Le prime tre regioni totalizzano il 55,41% del valore complessivo dei totali positivi. Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un numero pari a 602 unità pari allo 0,61% del valore nazionale, Basilicata con un ammontare pari a 279 unità equivalente allo 0,28% e il Molise con un ammontare pari a 193 unità pari allo 0,20%.

Dimessi guariti. Nella classifica del numero dei dimessi guariti la Lombardia è al primo posto vi è la Lombardia con un ammontare pari a 16.280 unità pari al 53,46%, seguita dall’Emilia Romagna con 3.381 unità pari al 11,10% e dal Veneto con un numero paria 1.981 unità pari al 6,50%. Le prime tre regioni totalizzano il valore pari a 71,06%. Agli ultimi posti della classifica vi sono Calabria con un numero di 50 unità pari a 0,16%, Molise con un numero di 37 unità pari a 0,12% e Basilicata con un valore pari a 14 unità pari allo 0,05%.

Deceduti. Nella classifica dei deceduti la Lombardia è al primo posto con un numero pari a 10.238 unità pari al 56,70% del valore nazionale, seguito dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 2.397 unità pari al 13,28% e dal Piemonte con un valore pari a 1.532 unità pari a 8,48%. Complessivamente le prime tre regioni italiane hanno totalizzato un ammontare pari al 78,46% dei decessi nazionali. Agli ultimi posti vi sono l’Umbria con un numero di casi pari rispettivamente a 52 unità pari allo 0,29%, a 15 unità pari allo 0,08% la Basilicata e il Molise con 13 unità pari a 0,07%.

Totale Casi. Nella classifica del numero totale dei casi la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 56.048 unità ovvero pari ad un valore del 41,78% seguita dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 19.128 unità pari al 14,26% del valore nazionale e seguita dal Piemonte con un ammontare pari a 15.012 unità pari al 11,19% del valore nazionale. Complessivamente le prime tre regioni hanno totalizzato un valore pari al 67,23% dei casi nazionali. Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un ammontare pari a 879 unità pari ad un valore di 0,66%, la Basilicata con un ammontare pari a 308 unità pari a 0,23% e il Molise con un ammontare pari a 243 unità pari a 0,18%.

Tamponi. Nella classifica dei tamponi la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 186.325 unità pari a 25,66%, seguita dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 85.884 unità ovvero pari a 11,83% e dalla Toscana con un ammontare pari a 72.001 unità pari a 9,92%. Complessivamente le prime tre regioni totalizzano un valore pari a circa il 47,41% dei tamponi realizzati su base nazionale. Agli ultimi posti vi sono Basilicata, Valle D’Aosta e Molise con un numero di tamponi realizzati rispettivamente pari a 3.696 unità ovvero pari a 0,51% del livello nazionale, 3.328 unità pari allo 0,46% e 2.069 unità pari a 0,28%.

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La situazione internazionale. La situazione internazionale è molto grave. In modo particolare il numero dei contagi a livello globale è cresciuto significativamente negli ultimi giorni fino ad arrivare a 1.680.485 di casi con un numero di decessi pari a 101.762 unità ed un numero di guariti pari a 373.538 unità. Al primo posto della classifica vi sono gli Usa con un numero di contagiati pari a 489.646 seguita dalla Spagna al secondo posto con 157.053 unità e dall’Italia con un valore pari a 147.577 unità. Chiudono la Top Ten Iran, con un valore pari a 68.192 unità, Turchia con un valore pari a 47.029 unità e Belgio con un ammontare pari a 26.667 unità.

Decessi. Tuttavia, l’Italia guida la classifica per i decessi con un numero di persone decedute pari 18.849 unità seguita dagli Usa con un numero di decessi pari a 18.034 unità e dalla Spagna con un numero di decessi pari a 15.970 unità. Chiudono la classifica Belgio, Germania e Olanda con un numero di decessi pari rispettivamente a 3.019, 2.688 e 2.511 unità.

Guariti. Il numero dei guariti è molto alto in Cina con un numero complessivo pari a circa 77.455 unità, seguito dalla Spagna con un numero pari 55.668 unità e dalla Germania con un numero pari a 52.407 unità. Chiudono la classifica Svizzera, Korea del Sud e Austria con un numero di guariti pari a rispettivamente a 11.100, 7.117, 6.064.

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Figura 4. Dati internazionali. Fonte: Worldometers.com

La situazione negli USA. La situazione negli Usa è molto grave. Gli Usa infatti hanno quasi il 30% dei casi mondiali. La maggior parte dei casi sono presenti a New York con un numero pari a 170.512 unità, seguito dal New Jersey con un valore pari a 54.588 unità e dal Michigan con 24.504 unità, al quarto posto vi è la California con un valore pari a 20.330 unità, seguita dalla Pennsylvania con un valore pari a 19.979 unità. Chiudono la classifica Florida, Illinois, e Texas con un numero di contagiati pari a 17.531, 16.422 e 11.671 unità. Il numero dei decessi a New York è stato pari a 7.844 unità, in New Jersey pari a 1.932 unità, e Michigan pari a 1.076 unità. Chiudono la classifica Illinois con un numero pari a 528 unità, seguito da Massachusetts con un numero di decessi paria 503 unità, Florida con un numero di unità pari a 390 unità e il Texas con un numero di unità pari a 226.

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[1] https://www.theglobalist.com/the-cost-of-a-human-life-statistically-speaking/

[2] https://www.amazon.it/Denaro-storia-quello-capitalismo-capito-ebook/dp/B00IEOFYZU

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Pubblicazioni precedenti

L’economia del coronavirus in Italia (1 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_16491.html#.Xmh7QnJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (2 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(2_analisi)_16505.html#.XmnRvHJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (3 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(3_analisi)_16522.html

L’economia del coronavirus in Italia (4 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(4_analisi)_16538.html

L’economia del coronavirus in Italia (5 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(5_analisi)_16554.html

L’economia del coronavirus in Italia (6 analisi)

http://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(6_analisi)_16573.html

L’economia del coronavirus in Italia (7 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(7_analisi)_16578.html

L’economia del coronavirus in Italia (8 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(8_analisi)_16601.html

L’economia del coronavirus in Italia (9 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(9_analisi)_16610.html

L’economia del coronavirus in Italia (10 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(10_analisi)_16632.html

L’economia del coronavirus in Italia (11 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(11_analisi)_16654.html

L’economia del coronavirus in Italia (12 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(12_analisi)_16671.html

L’economia del coronavirus in Italia (13 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(13_analisi)_16701.html

L’economia del coronavirus in Italia (14 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(14_analisi)_16717.html

L’economia del coronavirus in Italia (15 analisi)

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L’economia del coronavirus in Italia (16 analisi)

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L’economia del coronavirus in Italia (17 analisi)

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L’economia del coronavirus in Italia (18 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(18_analisi)_16787.html

L’economia del coronavirus in Italia (19 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(19_analisi)_16805.html

L’economia del coronavirus in Italia (20 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(20_analisi)_16819.html

L’economia del coronavirus in Italia (21 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(21%5E_analisi)_16837.html

L’economia del coronavirus in Italia (22 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(22%5E_analisi)_16850.html

L’economia del coronavirus in Italia (23 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(23%5E_analisi)_16866.html

L’economia del coronavirus in Italia (24 analisi)

http://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(24%5E_analisi)_16903.html

L’economia del coronavirus in Italia (25 analisi)

http://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(25%5E_analisi)_16924.html

L’economia del coronavirus in Italia (26 analisi)

http://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(26%5E_analisi)_16935.html

L’economia del coronavirus in Italia (27 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(27%5E_analisi)_16954.html

L’economia del coronavirus in Italia (28 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(28%5E_analisi)_16966.html

L’economia del coronavirus in Italia (29 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(29%5E_analisi)_16981.html

Angelo Leogrande

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