L’economia del coronavirus in Italia (22^ analisi)

Il tasso di crescita dell’epidemia è al 4,52%. Raddoppia ogni 371,68 ore circa

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I dati relativi alla diffusione del Coronavirus sono rappresentati di seguito con una analisi di quelle che sono anche le caratteristiche economico-finanziarie del fenomeno. I numeri relativi ai casi, ai morti ed ai guariti sono certi in quanto derivano dalle rilevazioni che vengono predisposte dalla Protezione Civile. I dati relativi alla dimensione economico-finanziaria del fenomeno sono calcolati come delle stime sulla base di quello che è il valore della vita umana, ovvero lo Human Life Cost-HLC[1]. In modo particolare il valore della vita umana, anche indicato come Life Value varia in base ad un insieme di variabili, ed in senso ampio, per quanto riguarda il mondo occidentale a reddito medio-alto, è stato stimato in un range che va dai 4 milioni di dollari in Nuova Zelanda, fino ai 9 milioni di dollari in USA. Sulla base anche delle indicazioni relative all’attribuzione di valore della vita umana che sono contenute nel libro di Felix Martin intitolato “Denaro” [2], il valore della vita umana in Italia è stato approssimato a circa 5.000.000,00 di euro. Pertanto, ciascun individuo che è risultato portatore della patologia viene ad essere potenzialmente liquidato con un ammontare di 5.000.000,00 di euro. Chiaramente il valore è una misura del danno che si manifesta in caso di eventi gravi ed altamente imprevedibili, come sono appunto le crisi e le pandemie.

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Figura 1. L’economia del coronavirus dati sanitari.

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Figura 2. L’economia del coronavirus. Dati economici.

Data 01/04/2020. Il risultato è tale da manifestare che in data 01/04/2020 è stato perso un valore cumulato pari a 793,8 miliardi di euro, ovvero pari al 44,39% del PIL, equivalente ad un valore pro-capite di 13.143,98 euro. Complessivamente, il valore che è stato perduto corrisponde ad un detrimento reddito per circa 26.811.761 italiani. Il tasso di crescita del coronavirus è aumentato nelle ultime 24 ore. Esso è infatti passato dal 3,98% del 31/03/2020 al 4,52% del 01/04/2020, con una crescita da 105.792 unità fino a 110.574 unità. Il numero dei morti è pari a 12.990 unità, il numero dei guariti è pari a 16.440. Il tasso di mortalità è pari al 11,75% mentre il tasso di guarigione è del 14,87%.

Predizione in data 01/04/2020. La crescita ha subito una riduzione. Ai tassi seguenti si verifica un raddoppio ogni 371,68 ore circa. Il tasso di crescita è notevolmente diminuito: questo significa che le misure assunte dal governo stanno producendo i risultati attesi. Tuttavia, per avere una certezza della fine del fenomeno pandemico occorre arrivare a tassi di contagio del 2-3%. Chiaramente il quadro è notevolmente migliorato rispetto alla settimana scorsa.

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Una stima del valore del totale degli ospedalizzati. Di seguito viene presentata una stima del valore del totale degli ospedalizzati per come sono indicati nell’interno del database della Protezione Civile. Gli ospedalizzati vengono considerati come costituiti dalla somma tra le persone ricoverate con sintomi lievi e le persone in terapia intensiva. Nel modello indicato di seguito, invece, il valore del totale degli ospedalizzati viene messo in relazione con il numero delle persone in isolamento domiciliare, con il valore dei ricoverati con sintomi lievi ed il valore delle persone in isolamento domiciliare espresso come percentuale dei tamponi, ovvero:

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Dall’analisi con un semplice modello OLS risulta quanto segue:

  • Esiste una relazione negativa tra il valore del totale delle persone in isolamento domiciliare ed il numero dei ricoverati con sintomi;
  • Esiste una relazione negativa tra il totale delle persone in isolamento domiciliare ed il totale delle persone in terapia intensiva;
  • Esiste una relazione positiva tra il totale delle persone in isolamento domiciliare ed il numero totale dei positivi;
  • Esiste una relazione positiva anche se pari a zero tra il numero delle persone in isolamento domiciliare e la variazione totale dei positivi;
  • Esiste una relazione negativa tra il numero delle persone in isolamento domiciliare ed il numero delle persone in terapia intensiva.

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Figura 3. Modello per la stima delle persone in isolamento domiciliare.

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Figura 4. Capacità predittiva del modello stimato.

La previsione a medio-lungo periodo. Se guardiamo ai dati disponibili possiamo verificare che effettivamente il fenomeno è in netta e significativa riduzione. In modo particolare, se osserviamo i tassi medi per settimana possiamo notare che questi sono scesi costantemente nel periodo tra la prima settimana censita, ovvero il periodo tra il 25/02/2020-01/03/2020, quando il tasso di crescita medio era pari al 33,4%, e l’ultima settimana, ovvero quella iniziata il 23/03/2020, con tassi di medi di crescita pari al 7,9%. In media ogni settimana il tasso di crescita è diminuito di circa 6 punti percentuali, e questo significa inevitabilmente che entro al massimo 2 settimane il tasso di crescita dovrebbe andare a zero, in base alla tendenza corrente. Ne deriva che il fenomeno sta per esaurire la sua portata pandemica. L’andamento dei tassi medi settimanali è in costante e continua diminuzione, e verosimilmente entro la prima settimana il tasso di crescita dovrebbe essere assai prossimo a 0.

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Figura 5. Andamento del tasso settimanale del coronavirus in Italia. Fonte: Protezione civile. Il sole24orelab.

In base ai dati aggiornati in data 31/03/2020, qualora il trend giornaliero dovesse continuare, allora il tasso di crescita dovrebbe giungere a zero tra il 5/04/2020 ed il 06/04/2020. Chiaramente occorre considerare che tale andamento è predittivo sulla base della serie storica immessa che manifesta un evidente andamento decrescente. Qualora i tassi dovessero modificare l’andamento, anche la relativa predizione di conclusione risulterebbe compromessa.

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Figura 6. Previsione dell’andamento del fenomeno. In base all’andamento attuale il tasso di crescita dei contagi dovrebbe arrivare ad un valore pari a 0 tra il 05/04/2020 ed il 06/04/2020.

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Figura 8. Tassi medi settimanali.

La situazione internazionale. La situazione internazionale è molto grave. In modo particolare, il numero dei contagi a livello globale è cresciuto significativamente negli ultimi giorni fino ad arrivare a circa 921.020 unità, con un numero di decessi pari a 46.155 unità ed un numero di guariti pari a 193.352 unità. Al primo posto della classifica gli Usa hanno rimpiazzato la Cina con un numero di contagiati pari a 207.535, seguita dall’Italia al secondo posto con 110.574 unità e dalla Spagna con un valore pari a 102.136 unità. Chiudono la Top Ten UK, con un valore pari a 29.474 unità, Svizzera con un valore pari a 17.137 unità e Turchia con un ammontare pari a 15.679 unità.

Decessi. Tuttavia, l’Italia guida la classifica per i decessi con un numero di persone pari a 13.155 unità seguita dalla Spagna con un numero di decessi pari a 9.053 unità e dagli USA con un numero di decessi pari a 4.609 unità. Chiudono la classifica Olanda, Belgio e Germania con un numero di decessi pari rispettivamente a 1.173, 858 e 828 unità.

Guariti. Il numero dei guariti è molto alto in Cina con un numero complessivo pari a circa 76.238 unità, seguito dalla Spagna con un numero pari a 22.647 unità e dalla Germania con un numero pari a 18.700 unità. Chiudono la classifica Corea del Sud, Svizzera e Belgio con un numero di guariti pari a rispettivamente a 5.567, 2.967 e 2.132.

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Figura 9. Andamento delle prime 10 nazioni al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Fonte: Worldometers

La situazione negli USA. La situazione negli Usa è molto grave. Gli Usa infatti hanno quasi il 20% dei casi mondiali. La maggior parte dei casi sono presenti a New York con un numero pari a 83.712 unità, seguito dal New Jersey con un valore pari a 22.255 unità e dal Michigan con 9.334 unità. Al quarto posto vi è la California con un valore pari a 8.704 unità, seguita dalla Florida con un valore pari a 6.955 unità. Il numero di decessi negli Usa è pari a 1.941 unità nello stato di New York, circa 365 casi nello stato del New Jersey, e 337 nello stato del Michigan.

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Figura 10. La situazione negli USA.

L’intervento del governo. Il governo ha stanziato circa 25 miliardi di euro. Il valore risulta essere assolutamente insufficiente se paragonato alla perdita in borsa che si è verificata dal 17/02/2020 con riferimento FTSE MIB e con riferimento alla perdita dell’economia reale stimata alla data del 15/03/2020. Ne deriva che l’intervento del governo è pari a circa il 7% della somma delle perdite finanziarie e di economia reale che si sono verificate a seguito della crisi.

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[1] https://www.theglobalist.com/the-cost-of-a-human-life-statistically-speaking/

[2] https://www.amazon.it/Denaro-storia-quello-capitalismo-capito-ebook/dp/B00IEOFYZU

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Pubblicazioni precedenti

L’economia del coronavirus in Italia (1 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_16491.html#.Xmh7QnJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (2 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(2_analisi)_16505.html#.XmnRvHJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (3 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(3_analisi)_16522.html

L’economia del coronavirus in Italia (4 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(4_analisi)_16538.html

L’economia del coronavirus in Italia (5 analisi)

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http://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(6_analisi)_16573.html

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http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(10_analisi)_16632.html

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http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(19_analisi)_16805.html

L’economia del coronavirus in Italia (20 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(20_analisi)_16819.html

L’economia del coronavirus in Italia (21 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(21%5E_analisi)_16837.html

Angelo Leogrande

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