L’economia del coronavirus in Italia (21^ analisi)

Il tasso di crescita dell’epidemia è al 3,98%. Raddoppia ogni 422,11 ore circa

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I dati relativi alla diffusione del Coronavirus sono rappresentati di seguito con una analisi di quelle che sono anche le caratteristiche economico-finanziarie del fenomeno. I numeri relativi ai casi, ai morti ed ai guariti sono certi in quanto derivano dalle rilevazioni che vengono predisposte dalla Protezione Civile. I dati relativi alla dimensione economico-finanziaria del fenomeno sono calcolati come delle stime sulla base di quello che è il valore della vita umana, ovvero lo Human Life Cost-HLC[1]. In modo particolare il valore della vita umana, anche indicato come Life Value varia in base ad un insieme di variabili, ed in senso ampio, per quanto riguarda il mondo occidentale a reddito medio-alto, è stato stimato in un range che va dai 4 milioni di dollari in Nuova Zelanda, fino ai 9 milioni di dollari in USA. Sulla base anche delle indicazioni relative all’attribuzione di valore della vita umana che sono contenute nel libro di Felix Martin intitolato “Denaro” [2], il valore della vita umana in Italia è stato approssimato a circa 5.000.000,00 di euro. Pertanto, ciascun individuo che è risultato portatore della patologia viene ad essere potenzialmente liquidato con un ammontare di 5.000.000,00 di euro. Chiaramente il valore è una misura del danno che si manifesta in caso di eventi gravi ed altamente imprevedibili, come sono appunto le crisi e le pandemie.

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Figura 1. L’economia del coronavirus dati sanitari.

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Figura 2. L’economia del coronavirus. Dati economici.

Data 31/03/2020. Il risultato è tale da manifestare che in data 31/03/2020 è stato perso un valore cumulato pari a 765,8 miliardi di euro, ovvero pari al 42,82% del PIL, equivalente ad un valore pro-capite di 12.679,06 euro. Complessivamente, il valore che è stato perduto corrisponde ad un detrimento reddito per circa 25.863.391 italiani. Il tasso di crescita del coronavirus è diminuito nelle ultime 24 ore. Esso è infatti passato dal 4,15% del 30/03/2020 al 3,98% del 30/03/2020, con una crescita da 97.689 unità fino a 101.739 unità. Il numero dei morti è pari a 11.591 unità, il numero dei guariti è pari a 14.620. Il tasso di mortalità è pari al 11,39% mentre il tasso di guarigione è del 14,37%.

Predizione in data 31/03/2020. La crescita ha subito una riduzione. Ai tassi seguenti si verifica un raddoppio ogni 422 ore circa. Il tasso di crescita è notevolmente diminuito: questo significa che le misure assunte dal governo stanno producendo i risultati attesi. Tuttavia, per avere una certezza della fine del fenomeno pandemico occorre arrivare a tassi di contagio del 2-3%. Chiaramente il quadro è notevolmente migliorato rispetto alla settimana scorsa.

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Una stima del valore del totale degli ospedalizzati. Di seguito viene presentata una stima del valore del totale degli ospedalizzati per come sono indicati nell’interno del database della Protezione Civile. Gli ospedalizzati vengono considerati come costituiti dalla somma tra le persone ricoverate con sintomi lievi e le persone in terapia intensiva. Nel modello indicato di seguito, invece, il valore del totale degli ospedalizzati viene ad messo in relazione con il numero delle persone in isolamento domiciliare, con il valore dei ricoverati con sintomi lievi ed il valore delle persone in isolamento domiciliare espresso come percentuale dei tamponi, ovvero:

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Dall’analisi con un semplice modello OLS risulta quanto segue:

  • Esiste una relazione negativa tra il valore del totale degli ospedalizzati ed il valore delle persone in isolamento domiciliare;
  • Esiste una relazione positiva tra il totale degli ospedalizzati ed il totale dei positivi;
  • Esiste una relazione positiva tra il totale degli ospedalizzati ed il numero dei ricoverati con sintomi lievi espressi come percentuale dei tamponi;
  • Esiste una relazione negativa tra il valore del totale degli ospedalizzati ed il valore delle persone in isolamento domiciliare espresso in termini percentuali dei tamponi realizzati.

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Figura 3. Modello per la stima del totale degli ospedalizzati.

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Figura 4. Capacità predittiva del modello stimato.

La previsione a medio-lungo periodo. Se guardiamo ai dati disponibili possiamo verificare che effettivamente il fenomeno è in netta e significativa riduzione. In modo particolare se guardiamo ai tassi medi per settimana vediamo che questi sono scesi costantemente nel periodo tra la prima settimana censita, ovvero il periodo tra il 25/02/2020-01/03/2020, quando il tasso di crescita medio era pari al 33,4%, e l’ultima settimana, ovvero quella iniziata il 23/03/2020, con tassi di medi di crescita pari al 7,9%. In media ogni settimana il tasso di crescita è diminuito di circa 6 punti percentuali e questo significa inevitabilmente che entro al massimo 2 settimane il tasso di crescita dovrebbe andare a zero, in base alla tendenza corrente. Ne deriva che il fenomeno sta per esaurire la sua portata pandemica. L’andamento dei tassi medi settimanali è in costante e continua diminuzione, e verosimilmente entro la prima settimana il tasso di crescita dovrebbe essere assai prossimo a 0.

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Figura 5. Andamento del tasso settimanale del coronavirus in Italia. Fonte: Protezione civile. Il sole24orelab.

In base ai dati aggiornati in data 31/03/2020, qualora il trend giornaliero dovesse continuare, allora il tasso di crescita dovrebbe giungere a zero tra il 5/04/2020 ed il 06/04/2020. Chiaramente occorre considerare che tale andamento è predittivo sulla base della serie storica immessa, che manifesta un evidente andamento decrescente. Qualora i tassi dovessero modificare l’andamento, anche la relativa predizione di conclusione risulterebbe compromessa.

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Figura 6. Previsione dell’andamento del fenomeno. In base all’andamento attuale il tasso di crescita dei contagi dovrebbe arrivare ad un valore pari a 0 tra il 05/04/2020 ed il 06/04/2020

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Figura 7. Previsione del tasso di crescita dei contagi. Il tasso di contagio dovrebbe diventare negativo intorno al 06/04/2020.

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Figura 8. Tassi medi settimanali.

La situazione internazionale. La situazione internazionale è molto grave. In modo particolare il numero dei contagi a livello globale è cresciuto significativamente negli ultimi giorni fino ad arrivare a circa 845.634 unità, con un numero di decessi pari a 41.437 unità ed un numero di guariti pari a 176.520 unità. Al primo posto della classifica gli Usa hanno rimpiazzato la Cina con un numero di contagiati pari a 180.789, seguita dall’Italia al secondo posto con 105.792 unità e dalla Spagna con un valore pari a 94.417 unità. Chiudono la Top Ten UK, con un valore pari a 25.150 unità, Svizzera con un valore pari a 16.186 unità e Turchia con un ammontare pari a 13.531 unità.

Decessi. Tuttavia, l’Italia guida la classifica per i decessi con un numero di persone pari a 12.428 unità seguita dalla Spagna con un numero di decessi pari a 8.269 unità e dagli USA con un numero di decessi pari a 3.580 unità. Chiudono la classifica Olanda, Belgio e Germania con un numero di decessi pari rispettivamente a 1.039, 705 e 682 unità.

Guariti. Il numero dei guariti è molto alto in Cina con un numero complessivo pari a circa 76.052 unità, seguito dalla Spagna con un numero pari a 19.259 unità e dalla Germania con un numero pari a 15.824 unità. Chiudono la classifica Korea del Sud, Svizzera e Belgio con un numero di guariti pari a rispettivamente a 5.408, 1.823 e1.696.

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Figura 9. Andamento delle prime 10 nazioni al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Fonte: Worldometers

La situazione negli USA. La situazione negli Usa è molto grave. La maggior parte dei casi sono presenti a New York con un numero pari a 75.795 unità, seguito dal New Jersey con un valore pari a 18.696 unità e dalla California con 7.453 unità. Il numero di decessi negli Usa è abbastanza ridotto con un valore pari a 1.550 unità nello stato di New York, circa 267 casi nello stato del New Jersey, e 149 nello stato della California.

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Figura 10. La situazione negli USA.

L’intervento del governo. Il governo ha stanziato circa 25 miliardi di euro. Il valore risulta essere assolutamente insufficiente se paragonato alla perdita in borsa che si è verificata dal 17/02/2020 con riferimento FTSE MIB e con riferimento alla perdita dell’economia reale stimata alla data del 15/03/2020. Ne deriva che l’intervento del governo è pari a circa il 7% della somma delle perdite finanziarie e di economia reale che si sono verificate a seguito della crisi.

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[1] https://www.theglobalist.com/the-cost-of-a-human-life-statistically-speaking/

[2] https://www.amazon.it/Denaro-storia-quello-capitalismo-capito-ebook/dp/B00IEOFYZU

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Pubblicazioni precedenti

L’economia del coronavirus in Italia (1 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_16491.html#.Xmh7QnJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (2 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(2_analisi)_16505.html#.XmnRvHJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (3 analisi)

http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(3_analisi)_16522.html

L’economia del coronavirus in Italia (4 analisi)

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http://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(6_analisi)_16573.html

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http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(10_analisi)_16632.html

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http://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(12_analisi)_16671.html

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L’economia del coronavirus in Italia (20 analisi)

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Angelo Leogrande

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