L’UNIONE EUROPEA E IL RESTO DEL MONDO

Rapporti Economico-Politici

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Quando si tira troppo la corda, ad un certo punto si strappa. Solitamente inizia a sfilarsi poco a poco e anche se le conseguenze sono conoscibili (e ignorate) sin dall’inizio, succede all’improvviso. Come la crisi attuale che, dapprima ha investito gli Stati uniti, e poi il resto del mondo.

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Ad un certo punto si è deciso (è stata una scelta!) di basare l’economia per lo più su derivati - cioè prodotti finanziari (qualcuno li chiama titoli tossici, altri addirittura aria fritta) costruiti sulla base di un prodotto finanziario ad essi preesistente, ricavati tramite calcoli difficili e complessi-. Noncurante delle rischiose conseguenze, una delle banche Statunitensi di maggior prestigio e importanza ha eseguito operazioni di assicurazione legando mutui e derivati. La recessione partita dalla crisi del settore immobiliare fondato in gran parte sui subprime, ha poi colpito -quasi- tutto il mondo. Mentre le economie fragili (soprattutto quelle con un debito pubblico che grava in maniera esponenziale) non sono riuscite ad attutire il colpo, quelle in crescita hanno trovato terreno fertile nella mancanza di concorrenza dovuta alla crisi stessa (si pensi ad esempio all’economia cinese).

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D’altro canto, l’informazione marcata e intimidatoria della problematica vicenda da parte dei media, ha fatto perdere fiducia nei mercati, nelle borse e negli investimenti, creando ulteriori problemi. L’Italia partendo da una situazione economica non positiva ma neanche eccessivamente negativa, ha vissuto sino a quel momento una fase di stallo causata dall’assenza di un reale incremento di crescita. Purtroppo non ha retto a causa dell’incapacità e della malagestione finanziaria. Anche l’Europa ha subito un mutamento che ha portato ripercussioni in tutti i campi.

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Insomma, Stati Uniti ed Europa versano attualmente in condizioni di difficoltà economiche. Nonostante ciò, i modi di affrontare la questione, sono profondamente diversi (gli Stati Uniti stanno reagendo e si stanno lentamente riprendendo -è doveroso seguire gli sviluppi quotidiani in quanto l’economia non è qualcosa di stabile-). Per quanto riguarda il versante economico-commerciale, Unione Europea e Stati Uniti cercano di trattare al fine di procurarsi un vantaggio reciproco.

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Invece sul piano politico, gli Stati membri dell’Unione Europea tendono a mantenere un forte senso di individualismo nazionale. Da tempo gli Stati Uniti si sono accorti della frammentarietà dell’Europa e non a caso, spesso, decidono volutamente di evitare di coinvolgerla nei rapporti con il resto del mondo (non necessariamente con entusiasmo, poiché gli Stati Uniti vorrebbero vedere nell’Unione anche un alleato forte e stabile). Non è difficile metterla fuori gioco dal momento che ciascuno degli Stati membri dell’Unione mira ad ottenere un trattamento privilegiato dagli Stati Uniti.

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Questi ultimi, anche se hanno perso parte del loro potere nel ruolo di grandezza economica e politica, riescono ancora a plasmare fatti e situazioni a proprio vantaggio grazie alle spaccature e alla disaggregazione presente all’interno dell’Unione. Mentre gli Stati Uniti hanno capito che l’unione fa la forza, l’Europa boccheggia a fatica, stritolata nella gabbia del nazionalismo spiccato di alcuni stati. Gli Stati Uniti sono ancora i grandi creatori dei rapporti nel mondo (meno di una volta però!). L’Europa che ha la possibilità di migliorare la situazione, è troppo occupata a dirimere le liti tra i rappresentanti di linee politiche e interessi personalistici-nazionali divergenti. Accade che l’Europa non segue -come dovrebbe- un’unica direzione politica ed economica, ma al contrario si perde in mille vie traverse senza riuscire a raggiungere un risultato concreto. La guerra fredda è finita da un pezzo ed è rimasta solo l’ombra di un antagonismo che ogni tanto risale nuovamente in superficie.

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Nemmeno la Russia assiste impotente al cambiamento degli equilibri internazionali. Russia e Stati Uniti giocano la stessa partita ma in campi diversi e capita che -ideologicamente- talvolta si scontrino ancora (benché siano ben attenti a non creare lotte e confusioni che mettano a repentaglio o in pericolo i propri interessi!). Si può dire che preferiscano mantenere rapporti formali e distaccati per evitar di recar danno al proprio tornaconto personale. Sicuramente è da rimarcare il fatto che tra queste due potenze se ne stiano aggiungendo altre seguite dai relativi interessi. Dunque l’assetto geopolitico mondiale è cambiato. La situazione economico-politica globale sta subendo dei mutamenti. Non sono simultanei, è qualcosa che si sta formando nel tempo. Di ciò fa parte anche l’Europa, ed è ora che si metta una mano sulla coscienza e inizi a fare ciò per cui è stata creata, cioè affrontare i problemi con sinergia e fiducia nell’Unione.

Alessia Gerletti

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