L’Italia che vorrei: il sogno di una venezuelana

Lisette Fernandez, Candidata al Consiglio Comunale di Milano

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A giugno di quest’anno i cittadini di Milano saranno chiamati per scegliere il nuovo Sindaco e la nuova giunta comunale. La gara si è rivelata molto accesa tra vari partiti da destra a sinistra e centro che a capo della città più importante lombarda, vorrebbero vedere un loro prescelto. Le sorprese non sono mancati nemmeno dentro in un PD, ormai di larghe coallizioni, che fino all’ultimo, ha scelto di mettere in campo tre candidati sindaco con l’ultima sorpresa finita quasi nel vuoto per il gruppo sostenitore di Francesca Balzani. Ma questo è un’altro discorso.

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Quest’anno a Milano si respira un’altra aria, un venticello che già aveva cominciato a soffiare ma non si era mai voluto respirare. In un’Italia ormai multietnica con sulle spalle più di 25 anni di immigrazione massicia crescono e diventano italiani quelli che si chiamano “prime e seconde generazioni”. Non si sono mai visti, cosi tanti nomi stranieri nelle liste dei candidati consiglieri del comune di Milano. Vuol dire che l’Italia si è resa conto che dentro ad’essa non c’è un solo colore che vive ma ci sono tanti altri colori che danno vita a forme di pensiero fino ad’ora tenute in silenzio, c’era ma non c’era, si sentiva ma non si voleva sentire, si vedeva ma non si voleva vedere, e ora ti bussano alla porta e ti chiedono di vederli, di non negarli e alla fine di rappresentarti. In fondo i nuovi arrivati non sono più cosi tanto nuovi. Vivono da più di vent’anni, imparano l’italiano, cosnoscono la mentalitè, le usanze, le tradizioni, conoscono i dialetti e sono stufi di essere sempre rappresentati da altri che non riconoscono in loro ciò che sono, nuovi cittadini italiani.

cms_3882/foto_3_.jpgSolo in Lombardia sono stati rilasciati 35.879 nuove cittadinanze italiane Fonte: elaborazioni Ismu su dati Istat (demo.istat.it), in Italia saranno molti di più. Tra i loro nomi ho notato Lisette Fernandez con la lista Italia dei Valori, a sostegno del candidato sindaco Beppe Sala. Vorrei farvela conoscere lei appartiene a uno di quei tanti colori che formano l’Italia di oggi.

Lissette Fernandez, candidata con la lista di Italia dei Valori al Consiglio Comunale di Milano: una cittadina attiva da anni nel territorio milanese per favorire l’integrazione e la conoscenza delle differenti culture, grazie alle attività nel mondo associativo milanese.

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Buongiorno sig.ra Fernandez, sono molto felice di incontrarla. Iniziamo subito: per quale motivo ha deciso di entrare in politica proprio in questo momento?

Buongiorno anche a lei! Ho deciso di candidarmi a queste amministrative per un mio personale senso del dovere: come probabilmente sa, io faccio parte di un’Associazione Culturale dedicata sia alla promozione della cultura del mio paese d’origine, che alla promozione di una vera integrazione degli immigrati nel tessuto sociale. In tutti questi anni sono venuta spesso a contatto con il mondo della politica, ed in parecchi mi hanno chiesto, nel tempo, di espormi personalmente. Allora non mi sentivo ancora pronta: avevo bisogno di accumulare maggiori esperienze, sia professionali che a livello di “piccola amministrazione”, prima di propormi come amministratrice di un’intera comunità. Ora, credo di aver maturato sufficienti esperienze: posso finalmente mettere al servizio della comunità milanese le esperienze che ho accumulato in questi venticinque anni in Italia.

Sembra sensato. Però ora vorrei sapere anche quali sono i suoi obiettivi, soprattutto nell’interesse di chi ci sta leggendo.

Ho scelto di candidarmi per la lista di Italia dei Valori proprio perché gli obiettivi da loro proposti coincidono perfettamente con i miei. In primo luogo, la ricerca della massima trasparenza amministrativa: questa è per me una questione di fondamentale importanza, i cittadini sono stanchi di garbugli burocratici e mezze verità. Inoltre, le battaglie portate avanti da Italia dei Valori, come la raccolta firme per il referendum per l’inviolabilità del domicilio, o la petizione popolare organizzata per richiedere un aumento di pena e maggiori controlli verso coloro i quali sono violenti con il proprio partner, sono di pubblica utilità e, per me, basi per migliorare la qualità di vita nella nostra società. La petizione popolare contro la violenza sulle donne di cui sopra è per me di particolare importanza, data la mia esperienza con la gestione di uno Sportello d’Ascolto Donna proprio qui a Milano. Colgo l’occasione per ricordare agli interessati che entrambe le petizioni possono essere firmate presso il proprio Comune di residenza.

In quanto candidata al Consiglio Comunale di Milano spero, ovviamente, di essere eletta .… E, una volta che questo sarà successo, porterò con me le mie esperienze di madre, moglie e donna lavoratrice, oltre a cercare, come sempre, nuove soluzioni per l’integrazione, tramite eventi e iniziative che coinvolgano tutta la città. Vorrei anche cercare di avere un contatto vero con i cittadini ed i loro problemi: la distanza che si è venuta a creare tra cittadinanza ed istituzioni, sebbene parzialmente colmata dalla giunta Pisapia, è controproducente: voglio conoscere da vicino la città e lavorare per migliorare, insieme.

Ci ha già raccontato di non aver mai partecipato attivamente al mondo politico. Ci può parlare, per curiosità, delle sue esperienze professionali?

Certamente! Parto dall’Associazione, che forse è l’attività più vicina alla politica in cui ho operato. Bè, l’ho fondata poco più di dieci anni fa, inizialmente con l’intento di creare una rete di sostegno tra immigrati in Italia, ma in seguito abbiamo iniziato anche ad organizzare eventi sociali che coinvolgessero tutti i cittadini, in modo da promuovere l’integrazione, quella vera, che prevede l’assorbimento e la conoscenza della cultura italiana da parte di chi arriva e non il contrario. Ho lavorato per parecchi anni come consulente assicurativo e, in seguito, anche come team manager sempre all’interno della stessa azienda, una delle più note e grandi in Italia ed in Europa. Questo mestiere mi ha dato molto: ho conosciuto e sono entrata in contatto con centinaia di persone, scoprendone le storie e, spesso, aiutandoli a ideare soluzioni per alcune situazioni problematiche. Ho scoperto anche la mia capacità di gestire e formare ampi gruppi di persone: non avevo idea di esserne capace finché non l’ho fatto, piuttosto bene direi. E, infine, ho conciliato la mia vita professionale con la mia vita familiare: credo di aver trovato sempre il giusto compromesso tra carriera e famiglia.


Lei è un’italiana acquisita e ha sicuramente un punto di vista più distaccato rispetto a chi è nato qui: cosa vorrebbe cambiare, nell’Italia di oggi?

Un punto di vista più distaccato non direi… In fondo, sono arrivata qui in Italia ad appena 19 anni, e da allora sono sempre rimasta qui. Esponendomi al rischio di rivelare l’età – sa che alle signore non piace – le confesso che sono qui da 25 anni: ho vissuto più a lungo in Italia che in Venezuela, ed è qui in Italia che mi sono formata, ho lavorato, ho costruito la mia vita. L’unica cosa che le posso dire è che vorrei ardentemente che gli italiani di nascita amassero di più la nostra Italia. Siamo in un paese straordinario, chi ha viaggiato poco forse non se ne rende ben conto. So che ci sono gravi problemi, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e fare qualcosa, senza lamentarci ma con un po’ di spirito di positività, riconoscendo che la nostra nazione è splendida, per migliaia di ragioni.

Cosa promette ai suoi elettori?

Nessuna promessa, a parte la garanzia che lavorerò ed opererò al meglio delle mie possibilità, cercando di comunicare con la cittadinanza e mettendo a disposizione tutte le mie esperienze, professionali e non, per cercare di trovare soluzioni pratiche che siano veramente valide e percorribili. In questo campo non possono esistere promesse: cercherò di portare avanti le battaglie sostenute da Italia dei Valori, consultabili sul sito web, e di scegliere, sempre, soluzioni nell’interesse di Milano e dei suoi cittadini.

Ad maiora semper Lissette Fernandez

Marsela Koci

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