L’Italia è salva

Autonomia, ci sarà nuovo round - Italia in declino demografico - Carola ringrazia - Alitalia, entro il 15 offerta vincolante

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L’Italia è salva

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Il Collegio dei commissari europei ha deciso di non raccomandare al Consiglio Ue di aprire una procedura per deficit eccessivo legata al debito nei confronti dell’Italia, a quanto si apprende. La Commissione europea, sulla base degli "impegni" presi dal governo italiano, "ha concluso che una procedura per deficit eccessivo legata al debito" nei confronti dell’Italia "non è più giustificata, in questa fase", ha detto il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, a Bruxelles. "Fin dal primo giorno ho detto che una sanzione è sempre un fallimento. Se sanzioni, questo significa che le regole non sono state sufficienti a convincere i partner a fare progressi. E sanzionando si stigmatizza un governo o un Paese, cosa che non è positiva per nessuno", ha sottolineato, rivendicando ancora una volta la filosofia con cui la Commissione Juncker ha gestito i casi in cui i Paesi membri hanno violato le regole del patto di stabilità. "Credo davvero - prosegue Moscovici - che questa Commissione abbia gestito bene i casi" di mancato rispetto del patto, "perché non abbiamo mai pensato che il patto di stabilità sia punizione, costrizione e sanzioni. E’ per questo che quello che ho fatto è lavorare sul dialogo e sugli incentivi per avere le misure richieste. Non abbiamo sanzionato un Paese durante il mandato, ma non lo abbiamo fatto perché abbiamo ottenuto quello che era necessario attraverso il dialogo". Per quanto riguarda in particolare l’Italia, ha continuato Moscovici, "era nostro dovere andare avanti con le procedure che sono sotto la nostra responsabilità. Ma non è mai stato lo spirito di questa Commissione, né il mio".

Ma la decisione di non raccomandare al Consiglio di aprire una procedura per debito nei confronti dell’Italia "non è la fine del percorso. Monitoreremo molto attentamente il documento programmatico di bilancio" dell’Italia per il 2020, che dovrà essere presentato "entro il 15 ottobre", cosa che sarà "uno degli ultimi compiti" di questa Commissione, ha affermato allora Moscovici. Per quanto riguarda il deficit nominale, con le misure adottate dal governo lunedì scorso l’Italia rispetta "l’impegno del dicembre scorso, riportando il suo deficit al 2,04% del Pil nel 2019", ha sottolineato Moscovici aggiungendo: "Preciso che questa valutazione è fatta secondo le nostre cifre, le cifre della Commissione, perché è sempre sulle nostre cifre che ci basiamo. Il che vuol dire che l’Italia realizza lo stesso sforzo previsto in dicembre, ma senza crescita. Pensiamo che sarebbe controproducente, dal punto di vista economico, di chiedere al Paese di fare più di così quest’anno, nelle circostanze che conosciamo". "Dopo le discussioni anche nell’ultimo weekend a Osaka con Giovanni Tria il governo italiano ha adottato lunedì scorso un pacchetto di misure che formalizza le risposte alle nostre condizioni", ha affermato ancora.

"Questo pacchetto - ha continuato Moscovici - prevede misure di metà anno che prevede una correzione di bilancio totale di 7,6 mld di euro, che corrispondono allo 0,42% del Pil, cifra molto sostanziosa. Questa correzione è basata principalmente su ricavi addizionali, per un ammontare di 6,2 mld di euro, dei quali 2,9 mld di gettito, 600 mln di contributi sociali più elevati, 2,7 mld di maggiori dividendi che saranno pagati dalla Banca d’Italia e dalla Cdp". "In più - ha aggiunto - il governo ha anche adottato un decreto legge che congela 1,5 mld nel bilancio 2019, che si aggiungono ai 2 mld già congelati a fine 2018, che ora sono definitivamente congelati. Questi decreti dovranno essere votati dal Parlamento nei prossimi giorni e attivati per il 15 settembre". "Grazie all’insieme di queste misure, che sono molto sostanziose - ha concluso - l’Italia rispetterebbe globalmente le regole del patto di stabilità, in materia di sforzo strutturale e si metterà anche in regola, cosa che non era così nel dicembre 2018. Farebbe un aggiustamento più importante del previsto, a 0,3 punti di Pil, e compenserebbe inoltre una gran parte della deviazione constatata nel 2018".

CONTE - "Oggi è un giorno importante per l’Italia, che porta a casa il risultato che merita. Nessuna procedura di infrazione, l’Europa ci riconosce serietà e responsabilità", ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte. "La Commissione europea ha valutato positivamente - ha continuato - il quadro dei conti pubblici per il 2019, che è stato certificato con l’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri. Non era facile e in molti erano pronti a scommettere contro di noi". "Noi invece abbiamo sempre creduto nel nostro Paese, sulla solidità dei nostri conti pubblici e sulla bontà e sull’efficacia delle politiche adottate dal mio Governo. L’Italia è un grande Paese, credibile, e anche oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma", ha scritto ancora Conte nel suo post. "Abbiamo difeso anche questa volta gli interessi dei cittadini e delle imprese italiane, senza arretrare rispetto alle misure qualificanti della nostra Manovra, tutelando welfare e diritti sociali. Questo significa - rivendica il presidente del Consiglio - che nell’ultima Legge di bilancio, come ribadito più volte, avevamo impostato una strategia di politica economica oculata e consapevole". "Il nostro è un modello economico che coniuga stabilità dei conti pubblici con la crescita e lo sviluppo sociale - ha aggiunto - Anche la prossima Legge di Bilancio, sulla quale siamo già al lavoro, proseguirà in questa direzione".

DI MAIO - "È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L’Italia non la meritava e l’annuncio di oggi rende giustizia all’Italia e a questo governo", ha scritto su Facebook il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio.

SALVINI - Lo stop alla procedura di infrazione? "Io ne ero certo, bene. Adesso chiederò al governo di accelerare sulla manovra per l’anno prossimo", "ovviamente con la flat tax che senza dubbio resta in campo". Così il vicepremier e ministro Matteo Salvini, arrivando a Montecitorio per il question time.

TRIA - "La sfida non è finita. A questo punto dobbiamo concentrare gli sforzi per proseguire su questa strada virtuosa che ci consenta di aumentare il nostro potenziale di crescita grazie a una spinta a investimenti, produttività e competitività del nostro sistema- paese", ha commentato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Autonomia, ci sarà nuovo round

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Fumata nera dal vertice di governo sull’autonomia. Il clima nel corso della lunga riunione a palazzo Chigi, viene spiegato, era buono e costruttivo, ma non tutti i tasselli sarebbero ancora andati al loro posto. A quanto apprende l’Adnkronos, una nuova riunione si terrà lunedì 8, nel primo pomeriggio. Durante il vertice, spiegano fonti di governo che parlano di un “clima collaborativo”, “sono stati affrontati e in gran parte superati i principali nodi sul piano delle risorse finanziarie. Ci sono alcuni aspetti da definire in alcuni ministeri, come ad esempio l’Istruzione”.

A quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, sarebbe stata raggiunta un’intesa per introdurre il fondo di perequazione, vale a dire un meccanismo che consenta di raccogliere e ripartire tra tutte le regioni eventuali extra gettiti.

Italia in declino demografico

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Culle vuote in Italia: le nascite arrivano a un nuovo minimo storico nel 2018, segnando i livelli più bassi dall’Unità d’Italia. Lo rileva l’Istat, per cui i neonati iscritti all’anagrafe sono stati 439.747, con un calo del 4% rispetto al 2017, -18mila in valori assoluti.

La diminuzione delle nascite nel nostro Paese si deve principalmente a fattori strutturali. Infatti, si registra una progressiva riduzione delle potenziali madri dovuta, da un lato, all’uscita dall’età riproduttiva delle generazioni molto numerose nate all’epoca del baby-boom, dall’altro, all’ingresso di contingenti meno numerosi a causa della prolungata diminuzione delle nascite osservata a partire dalla metà degli anni Settanta.

Dal 2015 la popolazione residente è in diminuzione, configurando per la prima volta negli ultimi 90 anni una fase di declino demografico.

Al 31 dicembre 2018 la popolazione ammonta a 60.359.546 residenti, oltre 124mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,2%) e oltre 400 mila in meno rispetto a quattro anni prima. Il calo, spiega l’Istat, è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che scende al 31 dicembre 2018 a 55 milioni 104 mila unità, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Rispetto alla stessa data del 2014 la perdita di cittadini italiani (residenti in Italia) è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila).

Si consideri, inoltre, che negli ultimi quattro anni i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza sono stati oltre 638mila. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 300mila unità. Nel quadriennio, il contemporaneo aumento di oltre 241mila unità di cittadini stranieri ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti. Al 31 dicembre 2018 sono 5.255.503 i cittadini stranieri iscritti all’anagrafe; rispetto al 2017 sono aumentati di 111 mila (+2,2%) arrivando a costituire l’8,7% del totale della popolazione residente.

L’incremento delle nascite registrato fino al 2008 è dovuto principalmente alle donne straniere, ma negli ultimi anni ha iniziato progressivamente a ridursi anche il numero di stranieri nati in Italia, pari a 65.444 nel 2018 (il 14,9% del totale dei nati). Tra le cause del calo, la diminuzione dei flussi femminili in entrata nel nostro Paese, il progressivo invecchiamento della popolazione straniera, nonché l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di molte donne straniere. Le nascite di bambini stranieri si concentrano nelle regioni dove la presenza straniera è più diffusa e radicata: nel Nord-ovest (21,0%) e nel Nord-est (20,7%).

La presenza di quasi 50 nazionalità differenti con almeno 10 mila residenti conferma il quadro multietnico del nostro Paese. Al 31 dicembre 2018 le differenti cittadinanze presenti in Italia sono 196. Le cinque più numerose sono quella romena (1 milione 207 mila), albanese (441 mila), marocchina (423 mila), cinese (300 mila) e ucraina (239 mila), che da sole rappresentano quasi il 50% del totale degli stranieri residenti, confermando la graduatoria del 2017.

Carola ringrazia

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Grazie ai legali e rassicurazioni all’equipaggio della Sea Watch: queste le prime parole di Carola Rackete, come riferito nel corso della conferenza stampa convocata dalle associazioni alla stampa estera, dalla portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi. La capitana avrebbe scherzato dopo la sua liberazione decisa dal gip: "Mi ha chiesto se era il caso di migrare in Australia ad occuparsi di albatros".
"Mi ha detto di ringraziare i legali per il lavori fatto insieme perché Carola ha usato il tempo dell’isolamento per ricostruire l’accaduto - ha aggiunto -. Mi ha chiesto di mandare rassicurazioni e saluti all’equipaggio".

La capitana - che come confermato dal padre Ekkehart Rackete in una intervista all’agenzia di stampa tedesca Dpa rimarrà in Italia fino alla prossima udienza a suo carico il 9 di questo mese - "sta bene. Ha trascorso tre giorni di isolamento, non si rende conto della risonanza che la vicenda sta avendo". E sul caso aggiunge: "Che una nave umanitaria venga considerata la più urgente minaccia all’ordine pubblico, credo che questo renda ridicolo il Paese. L’ordinanza di ieri ristabilisce ordine sulla gerarchia delle norme e restituisce dignità al Paese".

E per quanto riguarda le polemiche con il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, Linardi taglia corto: "Prendiamo atto che è una persona che ci insulta dalla mattina alla sera invece di ottemperare ai suoi compiti. Nessuno - aggiunge - può chiamarci vicescafisti o quant’altro senza averne prova e non dire una parola quando a una donna viene insultata e le viene augurato di essere stuprata’’.
"Chi intraprende certe direzioni - continua la portavoce - lo fa perché si culla sul fatto di non avere alcuna idea" della situazione a bordo di una nave ma "voglio credere che se si trovasse a bordo sarebbe il primo a tendere una mano: se non lo facesse sarebbe un mostro. E’ un atto istintivo di umanità".

Linardi punta il dito: "C’è stata una sensazione di abbandono da parte dei livelli nazionali e internazionali. Per 17 giorni la Sea Watch 3 ha tentato tutto ciò che poteva per un ingresso regolare. Non c’era nessuna alternativa a Lampedusa", ha quindi sottolineato, spiegando che la ong non aveva nessuna intenzione di dirigersi verso paesi in guerra, né in Tunisia dove proprio in quei giorni una nave era bloccata, né a Malta più lontana di "50 miglia rispetto a Lampedusa". "Il comandante Carola ha fatto il suo dovere, le autorità hanno ignorato il comandante, che ha quindi fatto rotta verso un porto sicuro", ha concluso.

SALVINI - "Siamo d’accordo con Carola Rackete, che starebbe pensando di andare in Australia per occuparsi di Albatros. Sono pronto a pagarle il biglietto di sola andata", il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini che in serata su Twitter ha postato una foto che lo ritrae con le poliziotte in divisa, mentre più in basso c’è l’immagine della comandante della Sea Watch. "Io sto con le donne che difendono la legge, la vita e i confini, non con le delinquenti" ha scritto il vicepremier.

Alitalia, entro il 15 offerta vincolante

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Il consorzio acquirente dovrà presentare entro il prossimo 15 luglio l’offerta vincolante per gli asset di Alitalia e dopo inizierà, come risaputo, la discussione sul piano industriale della newco assieme alle sigle sindacali. Un piano industriale che dovrà dare rilancio alla compagnia aerea e garantire la tutela dei livelli occupazionali. E’ quanto si legge in una nota del Mise diffusa al termine dell’incontro con i sindacati. La riunione è stata presieduta dal ministro Luigi Di Maio. Presenti, i commissari straordinari dell’azienda, i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il sottosegretario al ministero del Lavoro Claudio Duringon e la Regione Lazio.

Il consorzio sarà composto per il 35% circa da Ferrovie dello Stato, per una quota tra il 10 e il 15% dall’americana Delta e per una quota approssimativamente intorno al 15% dal Mef. E’ stato inoltre reso noto che il quarto player che andrà a completare il consorzio acquirente dovrebbe essere individuato tra coloro che hanno già presentato ufficiali manifestazioni d’interesse quali, al momento, il Gruppo Toto, l’imprenditore Claudio Lotito, German Efromovich (Avianca), ma anche tra altri soggetti che in questi ultimi giorni potrebbero far pervenire il loro interessamento. È stato ribadito il fatto che Atlantia non ha presentato alcuna manifestazione d’interesse.

Redazione

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