L’ITALIA PERDE CON L’OLANDA, MA LASCIA IL MONDIALE A TESTA ALTA

CARTA (EX NAZIONALE): “OLANDESI PIU’ FORTI, MA GRAZIE AZZURRE!”

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Si infrange ai quarti di finale di Francia 2019 il sogno mondiale della Nazionale di calcio femminile. Allo “Stade du Hainaut di Valenciennes”, infatti, le azzurre, autrici di uno splendido mondiale, perdono 2-0 e consegnano la semifinale all’Olanda di Sarina Wiegman. Un risultato giusto, legittimato e maturato dalle calciatrici olandesi soprattutto nella ripresa quando hanno impresso un ritmo diverso alla gara e schiacciato l’Italia - che aveva ben figurato nel primo tempo - nella propria metà campo. Ma di fronte, questa volta, non c’era una nazionale qualunque, ma l’Olanda, campione d’Europa in carica e sicura candidata alla vittoria finale, una squadra forte che in questo mondiale ha sempre vinto.

La partita

Con il 4-4-2 Milena Bertolini, CT della nazionale italiana, schiera: Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli (46’, Boattin); Bergamaschi (76’, Serturini), Galli, Giugliano, Cernoia; Giacinti, Bonansea (54’, Sabatino).

Con il 4-3-3, invece, la C.T. dell’Olanda, Sarina Wiegman, manda in campo: Van Veenendaal; Van Lunteren, Van der Gragt (87’, Dekker), Bloodworth, Van Dongen; Groenen, Van de Donk, Spitse; Van de Sandon (56’, Beerensteyn), Miedema (87’, Roord), Martens.

Parte meglio l’Olanda che attraverso il fraseggio cerca di guadagnare campo. Col passar dei minuti, però, le azzurre prendono le misure rimettendo la partita su un piano di sostanziale equilibrio.

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Il primo vero pericolo della gara arriva dall’Italia, ma Bernardeschi (17’), da ottima posizione, fallisce una ghiotta occasione. Le olandesi provano a fare la partita, ma è ancora l’Italia a pungere in contropiede con un sinistro incrociato di Giacinti (36’) che termina di poco fuori. La reazione dell’Olanda è tutta nella conclusione di Spitse (43’) peraltro neutralizzata da Giuliani. Nella ripresa le olandesi cambiano ritmo e creano pericoli a ripetizione. Ci provano Miadema (48’ e 52’) in ritardo di un soffio, Martens (49’) con la sfera parata da Giuliani e Van de Donk (58’) che colpisce una clamorosa traversa dal limite. L’Olanda è scatenata, mentre dell’Italia non vi è traccia. Così, sono ancora le olandesi a sfiorare il vantaggio con Spitse (62’), ma la sua conclusione accarezza il palo alla destra di Giuliani. Il gol, però, è nell’aria e Miedema (69’), di testa, questa volta insacca per il meritato vantaggio olandese. Ma le azzurre tardano a reagire e così, qualche minuto dopo, arriva il raddoppio dell’Olanda con Van der Gragt (79’) ancora di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione. Sabatino (82’) prova a dare la scossa all’Italia, ma la sua conclusione è deviata in angolo da Van Veenendaal. Il tempo trascorre e, purtroppo per l’Italia, arriva il triplice fischio finale che premia le olandesi approdate meritatamente in semifinale.

Analisi e commenti

Cala il sipario, dunque, su questo mondiale per le azzurre di Bertolini. Un’Italia che poteva entrare nella storia, ma che, invece, è uscita per mano di un’Olanda davvero forte e superiore rispetto alle ragazze italiane a cui non si può rimproverare nulla.

Eppure nel primo tempo era stata l’Italia a concludere maggiormente verso la porta avversaria. Ma nella ripresa il cambio di marcia delle olandesi ha spiazzato letteralmente le azzurre costrette solamente a difendersi e incapaci di costruire trame offensive come accaduto nel primo tempo. In semifinale quindi ci va meritatamente l’Olanda che nel complesso si è mostrata superiore sia sul piano del gioco che su quello delle occasioni create. Ma l’Italia esce da questo mondiale a testa alta come evidenziato, a fine gara, anche dall’ex capitano della nazionale: Antonella Carta.

In effetti queste ragazze vanno elogiate per quanto fatto e per le emozioni che hanno saputo regalare sia pure tra lo scetticismo iniziale, uno scetticismo che si è ben presto trasformato in stupore generale grazie ai risultati e alle prestazioni convincenti delle azzurre. Certo, non sono andate in semifinale, ma queste azzurre un’impresa l’hanno già compiuta conquistando gli sportivi italiani con il loro gioco e anche con le loro lacrime.

(Si ringrazia Carta Antonella per commento e Figc.it per foto)

Rino Lorusso

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