L’ITALIA DOMA IN RIMONTA GLI SPAGNOLI (3-1) ALL’ESORDIO EUROPEO E VOLA IN TESTA AL GIRONE

CHIESA REALIZZA UNA DOPPIETTA, PELLEGRINI COMPLETA LA RIMONTA AZZURRA

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Inizia bene l’avventura agli Europei di calcio della Nazionale Under 21. Allo stadio “Renato Dall’Ara” di Bologna, infatti, nella gara d’esordio, gli azzurri battono in rimonta la Spagna 3-1 e si portano al comando del Girone A insieme alla Polonia vittoriosa sul Belgio per 3-2. Un successo meritato e di grande prestigio perché ottenuto contro una forte squadra che aveva vinto gli ultimi due scontri diretti (nel 2013 e 2017) e che veniva da un periodo più che positivo avendo perso solo con l’Irlanda del Nord nelle precedenti dieci gare.

La partita

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Il C.T. azzurro, Di Biagio, con il 4-3-3, manda in campo: Meret; Calabresi, Mancini, Bonifazi, Dimarco; Barella, Mandragora, Pellegrini; Zaniolo, Kean, Chiesa. Con il 4-1-4-1, invece, il C.T. della Spagna De La Fuentes, schiera: Simon; Aguirregabiria, Vallejo, Jorge Meré, Aaron Martin; Zubeldia; Soler, Ceballos, Fabian Ruiz, Oyarzabal; Mayoral.

Parte molto forte la Spagna che prende subito il comando del gioco e costringe l’Italia nella propria metà campo. Gli azzurri, nervosi, non riescono ad uscire e così Ceballos (9’) porta in vantaggio gli spagnoli con un gran tiro a giro dalla media distanza. L’Italia prova a reagire, ma non riesce a costruire azioni pericolose disturbata dal continuo e snervante palleggio degli avversari. Col passar dei minuti, intanto, la partita si incattivisce e fioccano cartellini gialli. Alla prima vera incursione in area spagnola, però, Chiesa (35’) si libera di un paio di avversari e trafigge Simon con un sinistro imprendibile. Raggiunto il pareggio si vede un’altra Italia e il finale di tempo lo testimonia. Dimarco (39’) ci prova dalla distanza, ma Simon è attento e para. Nella ripresa parte bene l’Italia. Chiesa (49’) va vicino al gol del vantaggio, ma il suo rasoterra sfiora il palo alla sinistra di Simon. Dopo qualche minuto si rivede la Spagna. Soler (54’) con un tiro dal limite costringe Meret a deviare in angolo. Ma sono gli azzurri a fare la partita con gli spagnoli a difendersi e a ripartire. Così, passa ancora qualche minuto e l’Italia completa la rimonta.

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Chiesa (65’), ancora lui, si trova al posto giusto al momento giusto e da due passi batte ancora Simon. Il Dall’Ara diventa una bolgia, mentre le furie rosse si buttano pericolosamente in avanti alla ricerca del pareggio. Ma le emozioni non finiscono. Il Var interviene e l’arbitro rivede la propria decisione concedendo un calcio di rigore all’Italia che Pellegrini (83’) trasforma con freddezza e precisione fissando il punteggio sul risultato di 3-1.

ANALISI E COMMENTI

Un successo giusto e meritato, dunque, per un’Italia dai due volti. Contratta e intimorita nella prima mezz’ora, spigliata e aggressiva per il resto del match. In effetti nel primo tempo l’Italia subisce passivamente il veloce possesso palla degli avversari senza opporre resistenza. Ma come spesso accade nel calcio, l’episodio ha cambiato anche in questo caso l’inerzia della partita. In effetti dopo il pareggio di Chiesa si è vista un’altra Italia, la vera Italia. Più convinta e determinata ha giocato con maggiore intensità alla pari degli avversari cercando insistentemente il successo. È stata la vittoria di tutto il gruppo, ma in particolare di Chiesa, il calciatore che ha preso per mano la squadra e l’ha guidata verso una vittoria importante che mancava addirittura dal 2006.

Una serata da incorniciare anche per tutto il movimento calcistico italiano che sta vivendo con la nazionale maggiore e quella femminile momenti di grande splendore. Intanto, restando pur sempre con i piedi per terra, l’Italia si regala qualcosa che va oltre la semplice vittoria: maggiore convinzione dei propri mezzi, serenità e autostima.

(Si ringrazia Figc.it per foto)

Rino Lorusso

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