L’IMMIGRAZIONE E’ SOLO UNA CONSEGUENZA: INFORMIAMOCI!

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Non prendiamoci in giro, mettiamo le cose nero su bianco senza mezzi termini. Gli interessi che ruotano attorno all’immigrazione sono parecchi, sia in America che nel resto del mondo. Chiunque voglia sistemare la questione, si scontra sempre con qualcosa di più grande di lui. Il Sud America pullula di terre fertili conquistate con soldi facili, i contadini del Brasile - e territori limitrofi - patiscono la fame a causa della competizione insostenibile con le multinazionali che, approfittando della loro superiorità economica, stabiliscono prezzi di vendita insignificanti. Il Messico soffoca nella droga e il Venezuela è immerso nel petrolio, denaro che scotta nelle tasche del tipico ingordo che dice no all’immigrazione e sì allo sfruttamento! Il mondo muore per via della logica del profitto a costo della vita, l’umanità cade a pezzi.

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Nelle vie di Milano molti ragazzi di colore fanno l’elemosina per strada o cercano di vendere qualcosa, perciò sono inconcepibili le parole intrise d’odio di chi non guarda al di là del proprio naso. Noi, per fortuna, non sappiamo cos’è la fame, quella vera. L’Africa è da sempre lo zerbino del mondo. Sfruttata, bistrattata e soffocata da multinazionali, dittatori senza scrupoli, imperialisti cinesi... Spesso i bambini, anziché andare a scuola, lavorano a costi ridicoli (per pezzi necessari alla produzione degli smartphone, ad esempio), i nostri invece vivono di capricci.

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L’Africa centrale, il cuore pulsante del continente, arranca quotidianamente. Sappiate che a nessuno interessa aiutarli a casa loro, soprattutto ad americani, russi e cinesi. Poi, diciamocelo, quale persona lascia la terra d’origine, affrontando un viaggio massacrante, se non costretta da condizioni sfavorevoli? Nessuno. Oltretutto, coloro che lamentano l’arrivo di giovanotti anziché di persone deperite, dovrebbero sapere che il viaggio richiede un quantitativo di denaro elevato e, dunque, guadagnabile attraverso lavoro e fatica. Inoltre, non sono i furti e i reati ad essere aumentati, bensì i tagli di natura economica sulla sicurezza (qui si potrebbe scrivere un libro intero sulla complessiva mancanza di organizzazione italiana, sulla carenza di investimenti adeguati al sud, sulla corruzione burocratica e non, sulla cattiva gestione economica caratterizzata dall’arrivismo politico di taluni, sul modo errato della gente comune di gestire le risorse economiche personali...). Tra l’altro, noi italiani non dovremmo neanche più preoccuparci che gli immigrati ci tolgano il lavoro: ormai lavoriamo tutti comodamente on-line! Nella migliore delle ipotesi, raccolgono pomodori per qualche centesimo all’ora assicurandosi un posto stipato in una baracca.

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Tirando le somme, la questione immigrati risulta essere il capro espiatorio delle tante incongruenze italiche, come il lavoro sottopagato, la pratica comune del lavoro in nero, l’assenteismo nel lavoro pubblico, i femminicidi visibilmente aumentati, le tasse sempre in salita (insieme all’evasione fiscale), le ricchezze sfruttate male, il sud notevolmente trascurato (questo, sappiate, è la morte dell’Italia intera), la malasanità, le organizzazioni criminali...

Alessia Gerletti

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