L’Etna erutta... Catania trema

Sisma 4.8 paura, crolli e feriti

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Paura nella notte scorsa in provincia di Catania. Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 è stata avvertita alle 3,19 nell’area a nord della città. Si registrano crolli e feriti lievi. Secondo quanto riferito dall’Ingv (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia), la scossa ha avuto epicentro a 2 chilometri a nord di Viagrande, sul versante dell’Etna, e ipocentro a un chilometro di profondità. Il terremoto è stato il più forte, assieme a un altro di magnitudo 3.3 (4 chilometri a nord di Aci Sant’Antonio all’1,09), di uno sciame sismico che dalla mezzanotte è stato registrato sui versanti del vulcano.

cms_11276/vito-crimi-piedi.jpgIl sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, riferisce in una nota: ’’Stanotte la terra ha tremato vicino a Catania, probabilmente legata alle attività vulcaniche dell’Etna". "Dalle prime notizie fortunatamente - aggiunge - non risultano deceduti, una decina di feriti, e alcune case crollate". Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte scrive su Twitter di essere "vicino alle popolazioni del catanese" di seguire "gli sviluppi in costante contatto con il capo del @DPCgov Borrelli e con il sottosegretario @vitocrimi".

I SOCCORSI

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La macchina dei soccorsi si è immediatamente messa in moto. Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha effettuato, assieme al prefetto di Catania, Claudio Sammartino, un sorvolo in elicottero sui comuni colpiti dal sisma. "I sindaci dei comuni colpiti dal sisma hanno evidenziato alcune criticità con danni alle infrastrutture. La riunione è servita per coordinare le attività di intervento", ha spiegato Borrelli al termine della riunione operativa in Prefettura a Catania. Un team della Protezione civile opererà ora a supporto dei comuni delle aree colpite.

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"Tutto il sistema della Protezione civile è stato attivo sin dai primi momenti. Il Centro coordinamento soccorsi è operativo e tutto il sistema di sicurezza e ordine pubblico è attivo sul territorio" ha affermato il prefetto di Catania, Claudio Sammartino, a conclusione della riunione sull’emergenza. "La stima dei danni e le verifiche sono partite, ma è troppo presto ancora per fare un bilancio", ha aggiunto il prefetto, sottolineando che "la priorità è assicurare tempestività ed efficacia negli interventi e soprattutto fornire una cornice di sicurezza e di ordine pubblico". "I cittadini devono sapere - ha aggiunto Sammartino - che siamo accanto a loro, in particolar modo in questi momenti in cui hanno più bisogno. E accanto a loro ci sono i sindaci, e noi siamo assieme a loro".

LE ZONE COLPITE

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Sono sei i comuni maggiormente colpiti e nei quali è stato avviato un monitoraggio da parte della protezione civile. Si tratta di Zafferana Etnea, Acireale, Aci S.Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina.

I DANNI

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Danni maggiori si sono registrati alle abitazioni di Zafferana Etnea e Fleri, Acireale e Santa Venerina, con in tutto una quindicina le case danneggiate. E’ in campo anche la sovrintendenza alle Belle Arti di Catania per i danni registrati alle chiese di Milo, Fleri e Santa Venerina.

A Fleri diversi edifici hanno riportato lesioni e gravi danni, due persone sono state estratte dalle macerie di una palazzina crollata e hanno riportato alcune ferite lievi. I soccorritori stanno verificando le eventuali criticità degli edifici lesionati. Danni anche a Santa Venerina, dove sono caduti calcinacci dalla chiesa madre, Santa Maria del Carmelo in Bongiardo. Sempre a Santa Venerina è anche crollata, dal campanile della chiesa del Sacro Cuore, la statua della Madonna, che era stata risparmiata dal terremoto del 2002. Molta paura e qualche danno anche a Zafferana Etnea e nei centri dell’acese, tra i quali Santa Maria La Stella, dove si è creato un avvallamento sull’asfalto in via Cantagallo con una fessura larga una trentina di centimetri.

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Il terremoto ha danneggiato anche la chiesa di Maria Santissima del Carmelo di Pennisi, frazione di Acireale. Crollati il campanile e la statua di Sant’Emidio, venerato perché ritenuto il protettore dei terremoti. Sempre a Pennisi, sei famiglie sono state sfollate per il crollo della parete al secondo piano di una palazzina. Non si registrano danni o criticità invece a Catania.

I FERITI

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Il bilancio del sisma è di diversi feriti trasportati in ambulanza negli ospedali catanesi per delle ferite leggere. Una sola, una donna anziana, è quella più grave per delle fratture in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita. Altre diciotto persone si sono recate autonomamente in ospedale per farsi medicare leggere contusioni create da cadute.

GLI SFOLLATI

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Sono seicento gli sfollati per il terremoto. E’ il dato emerso dalle richieste presentate alla Regione Siciliana che ha redatto una convenzione con Federalberghi per poterli ospitare in strutture turistiche. Altre persone che, pur non vivendo in case dichiarate inagibili, hanno paura a rientrare a casa, saranno ospitate in palazzetti dello sport dove potranno trascorrere la notte.

AUTOSTRADA CHIUSA

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Resta chiusa l’autostrada nel tratto Acireale-Giarre per una crepa sul manto strade.

INGV

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Il timore ora è che ci possano essere altre scosse. "Stiamo potenziando i sistemi di rilevamento sismici e Gps della deformazione del suolo in quella zona. La forte sismicità non ci lascia tranquilli. Vediamo come evolverà", afferma Eugenio Privitera, direttore dell’Ingv di Catania. "Non si può escludere - aggiunge - un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Se ci riuscirà, non lo sappiamo". "La situazione - continua - ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove fa danno".

LA TESTIMONIANZA

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"Siamo vivi per miracolo", hanno ripetuto ai cronisti e ai soccorritori i componenti una famiglia di quattro persone - madre, padre e due figli minori - che hanno visto crollare le pareti della loro casa a Fleri. "Eravamo a letto - ha ricostruito il capo famiglia - ci siamo svegliati di soprassalto e abbiamo visto le pareti crollarci addosso. Per fortuna i mobili ci hanno protetti dalle macerie: siamo vivi per miracolo".

(Fonte AdnKronos)

Redazione

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