L’ENNESIMO TORTO A FEDERICA ANGELI

Insulti e minacce da alcuni membri della famiglia Spada

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Isolamento, paura, rabbia. Sono questi i sentimenti che affollano la mente di Federica Angeli, giornalista di Repubblica da anni impegnata nella lotta contro il clan Spada nella città di Ostia. Eppure, nonostante tutto, lei non si è mai arresa portando avanti con tanta tenacia e determinazione la sua battaglia per la legalità in una terra difficilissima e dimenticata dalle istituzioni. La sua inchiesta, ha portato alla luce i traffici illeciti della famiglia Spada. Tutto questo, ha portato drastici cambiamenti nella sua vita al punto di essere scortata. Aldilà di ogni analisi sui singoli episodi, è necessario soffermarsi sugli ultimi eventi in ordine di tempo, che ci aiutano ad inquadrare l’attuale situazione della città di Ostia. Non vi è dubbio, che la geografia del potere sia cambiata vedendo gli Spada indeboliti ma non del tutto sconfitti, visto il forte ascendente sulla stessa città. L’ultimo “scempio”, è avvenuto qualche giorno fa nell’aula di tribunale dove si svolgeva il processo per alcuni membri della famiglia. Infatti, alcune donne degli Spada hanno rivolto parole pesanti alla giornalista dove ovviamente non sono mancate le minacce.

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I giudici, nel corso del processo hanno chiesto condanne esemplari per i boss. Tre sono le richieste di ergastolo rivolte agli esponenti maggiori della famiglia Carmine, Ottavio e Roberto Spada. Sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il tutto, si concretizza con una serie di reati che vanno da svariati omicidi fino alle estorsioni. Il territorio di Ostia è assediato, deturpato, una grande nebbia oscura tutta la bellezza di una delle terre più fruttuose del Paese. Il clan Spada, non ha solo elevato a livello esponenziale la criminalità organizzata ma ha anche “ammazzato” il commercio locale, spingendo numerosi imprenditori a fuggire. Grande solidarietà da parte della FNSI (Federazione della Stampa italiana) e dell’associazione Antimafia Noi, che tramite un comunicato dichiara: “Non saranno degli insulti in aula a fermarci”. Oltre ogni reticenza, Federica Angeli continua la sua battaglia per riportare la giustizia evidenziando nello stesso tempo la dimenticanza colpevole dello stato: “Sono 1580 giorni che vivo sotto scorta, quando lo stato è assente per troppo tempo l’anti stato diventa stato”.

Giuseppe Capano

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