L’ENNESIMO OMICIDIO SENZA SENSO

La morte di Luca Sacchi, è lo specchio di una Capitale allo sbando

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Per molti può risuonare come il solito caso di cronaca, dove si è concretizzato un tragico evento. In questo caso, però, la morte del venticinquenne Luca Sacchi fa emergere numerosi interrogativi sulla tenuta della sicurezza a Roma. Nemmeno un anno, Manuel Bortuzzo, giovane nuotatore di grandi prospettive, veniva sparato da due persone su uno scooter. Il motivo? Un semplice (si fa per dire) segnale di vendetta nei confronti del clan nemico. Ad ogni modo, aldilà delle singole dinamiche, la situazione di Roma merita un’attenta osservazione statistica. Infatti, secondo il quotidiano il Sole24Ore, emerge un quadro terrificante per la città eterna. La classifica, ha usufruito dei dati del Viminale inerenti all’anno 2018. Pertanto, Roma vanta il triste primato dello spaccio di stupefacenti con ben 5.000 denunce, 117,6 ogni 100 mila abitanti. Tutto questo, ha come conseguenza l’aumento del 10,9% rispetto il 2017. Insomma, una città allo sbando, che non riesce a liberarsi dalla morsa della criminalità. Come già detto, questa volta a farne le spese è stato il giovane Luca, che si trovava in compagnia della sua ragazza e di amici dopo una serata trascorsa al pub nella zona Caffarella.

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Purtroppo, il giovane personal trainer era seguito a vista dai due malfattori, che si erano prefigurati l’obiettivo di scippare lo zainetto della ragazza. Ed è proprio in questo momento che accade l’irreparabile. Da quanto emerge dalle prime ricostruzioni, il giovane per difendere la ragazza viene sparato brutalmente alla testa con un revolver. Inutile la corsa verso l’ospedale San Giovanni, dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico. In tutta questa storia, sembra ancor di più inconcepibile la dinamica e le finalità del gesto. Come si può sparare per uno zainetto, che tra l’altro conteneva poche decine di euro? I malfattori sono scappati a bordo di una vettura, e niente e nessuno restituirà la vita a Luca. La famiglia non riesce a darsi pace e con tono disperato lasciano trapelare tutto il loro rammarico: “E’ stata peggio di un’esecuzione, sparare alla testa per uno zainetto è assurdo”. Oltre ogni slogan, auspichiamo tutti in un cambio di rotta nella capitale, perché morire in questo modo non è giusto soprattutto se a farne le spese sono persone innocenti.

Giuseppe Capano

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