L’ECCIDIO DI FIESOLE

Gli echi del 72° Anniversario

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Fara Sabina e Montelibrettihanno commemorato

L’Arma, il Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare e la cittadinanza attiva hanno ricordato e commemorato i “Tre Eroi” MOVM trucidati il 12 agosto 1944 dai nazisti.

Ed anche in questa circostanza, così come in tutte le occasioni in cui c’è da commemorare, onorare e celebrare, anche venerdì u.sc., Carabinieri in congedo e cittadini sensibili, si sono assiepati in Via Martiri di Fiesole. Ed in preghiera, al cospetto della Insegna dedicata alle MOVM (Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia) Carabinieri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, stroncanti dai nazisti in quel remoto 12 agosto del 1944, si sono ritrovati in tanti. Tra essi, l’immancabile don Tonino, il neo Vice Sindaco Giuseppe Gioia con fascia Tricolore accompagnato dagli Assessori Claudia Molinari, Franca D’Alessio e Fulvio Bonanni, il Cap. Comandante della Polizia Urbana, il Presidente dell’ANC (Ass. Naz. Carabinieri in congedo) di Fara in Sabina Lgt Lorenzo Picarelli con un gruppo di associati con Labaro e, in rappresentanza del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare, il cui presidente è il Gen. D. dei Carabinieri MOVM Umberto Rocca - Eroe Nazionale, il Col, (c.a.) dottor Giancarlo Martini. Un gruppo sensibile e convinto di esternare, con la propri presenza nel luogo dedicato agli eroici Carabinieri, un segno tangibile di riconoscenza e rispetto per il Valore di coloro che si sono immolati per la Patria. << Un gesto, quello dei Martiri di Fiesole, -ha scritto il Gen. MOVM Umberto Rocca nel biglietto di saluto- che illustra l’Arma Benemerita e che indica la giusta via: quella del dovere, della dignità e della responsabilità. Un auspicio e, soprattutto per le nuove generazioni, un invito a riflettere profondamente affinché l’esempio dei “Ragazzi” di Fiesole possa accrescere in ognuno la “consapevolezza della forza e del valore di Patria” >>. Ebbene si !.

cms_4433/foto_1.jpgTre giovani,i nostri Martiri di Fiesole, stroncati nel fior fiore della vita per salvare la vita di 10 poveri “cristi”; umili operai, semplici padri di famiglia ad essi sconosciuti, che l’ira nazista voleva fucilare per rappresaglia. Eroi straordinari al pari dei Padri della nostra Patria, del Risorgimento e delle vittime delle Grandi Guerre, della Resistenza, di Salvo D’Acquisto e del Gen. dalla Chiesa, dei dodici di Nassiriya e di tanti altri come il Gen. D. CC Umberto Rocca massacrato in servizio dalle BR, ai quali anche a Montelibretti è stata intitolata una Via. Un simbolo di rispetto che, purchessia semplice quanto decoroso, testimonia al viandante e al mondo intero, la cifra della riconoscenza dovuta agli eroici militi della Benemerita. Una icona d’onore che richiamando all’ estremo gesto di coraggio, invita tutti: nel giorno dell’eccidio, al raccoglimento, a recitare una preghiera, a lanciare un fugace cenno d’affetto e, in memoria dei nostri Martiri, a deporre un fiore al cospetto dei Cippi dedicati. Ricordiamoli i Martiri di Fiesole; giovanissimi carabinieri, spazzati dal mondo nel momento in cui Firenze e l’Italia stavano per essere definitivamente liberate dal giogo straniero. Strappati alla vita che essi non hanno esitato un solo istante ad offrire per sottrarre al piombo degli usurpatori (in disordinata ritirata verso il Nord), dieci ostaggi innocenti. Un’opera altrettanto funesta concepita da mentecatti incattiviti, servita … ebbene si ? solamente a stroncare delle vittime senza riuscire a soffocargli in gola l’esalazione del grido: “Viva l’Italia”. A quest’ Italia che anch’essi, forse più di tanti altri, hanno contribuito a rendere unica, libera e solenne … per noi, indipendente e rispettata per i nostri figli e per tutti.

cms_4433/foto_2.jpgUn’eco profonda, sorda solamente per gli usurpatori che, nonostante avessero le ore contate, si intestardirono contro i miti Carabinieri della Stazione dell’ Arma di Fiesole che si offrirono al posto dei dieci ostaggi: ’’ o collaborate - urlò il ten. nazista Hiesserich - o fucileremo voi carabinieri o gli ostaggi civili già in nostre mani ! ’’ Un tristissimo verdetto; una feroce sentenza senza appello, il giudizio senza scampo. Non già perché i “nostri” si fossero macchiati di chi lo sa quali nefandezza o reato infamante, solamente perché non avevano collaborare. Ed in quel 12 agosto del 1944, i tre carabinieri…“ nonostante le strade fossero deserte, anzi, pure da quelle pietre promanasse il terrore” … lasciarono le loro comode postazioni per incamminarsi a testa alta, verso il loro Golgota. Ed incontrarono la morte che li falciò alle ore 20,15. Luminoso esempio poi premiato con Medaglia d’Oro al V.M.. Un monito che seppure insufficiente a scacciare definitivamente i carnefici dal suolo italico, li ha comunque feriti a morte. Ed è scritto: “… passando su terre oramai sventrate e città schiantate, … si può dire che costoro hanno convissuto con l’acre odore della morte e … negli occhi le chiazze del sangue innocente da essi disperso ! Un evento struggente e forte: quel 12 agosto 10944, che non è passato inosservato.

Giancarlo Giulio Martini

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