L’AMORE VIAGGIA SULL’ORIENT EXPRESS

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Qual e il rapporto con il sesso per gli orientali? Prendiamo i cinesi per esempio. E pensando a loro, salta subito in mente l’idea del massaggio cinese; scattano le fantasie più piccanti circa l’argomento, sebbene la sessualità taoista invece, risulti essere un concetto alquanto serio.

Lo yin e lo yang del taoismo sono importanti tanto che, fin dai tempi più remoti, i cinesi davano enorme credito al fatto che il sesso curasse molte malattie. Secondo i taoisti il sesso rendeva più lunga la vita degli uomini, fino ad ipotizzare l’immortalità, specie se praticato con ragazze vergini.

L’equilibrio perfetto tra lo yin e lo yang scaturisce dall’energia sessuale e viene fuori quando due corpi si incontrano, collegandosi in un rapporto erotico.

Le ragazze cinesi non hanno molte pretese quando si innamorano. Nel rito del corteggiamento apprezzano il dono di un dolce, una rosa, ed un piccolo pensiero è sufficiente per dare lo start ad un approccio sessuale. La cosa più romantica che ad una donna cinese si possa regalare, è rappresentata dal tempo. Per loro il tempo equivale ad un diamante. Questo può sembrare strano a noi donne occidentali, laddove il tempo preferiamo spenderlo in un centro di estetica, o dedicarlo allo shopping compulsivo in compagnia di un galante compagno, ovviamente.

L’amore nella concezione islamica è un darsi reciprocamente. Mentre l’uomo occidentale rivela la sua supremazia sulla donna, i musulmani considerano la donna come cacciatrice e l’uomo come vittima passiva. Forse per contenere l’esuberanza femminile, ipotizziamo che le donne musulmane siano obbligate ad indossare il velo, oppure per ridurre il loro potere seduttivo, o magari per evitare che l’uomo pensi più al sesso che non ad Allah.

I musulmani rifiutano la modernità.

Le donne occidentali hanno la libertà grazie alla monogamia, godendo della sessualità libera e del romanticismo. I musulmani rifiutano la modernità seppur non disdegnino il sesso, che considerano essere un dono di Allah.

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L’approccio buddhista è diverso da quello occidentale. Nella nostra cultura abbiamo due punti di vista fondamentali a cui attenerci: uno etico, di provenienza biblica ed uno proveniente dalla cultura greca; secondo questi presupposti, se obbediamo alle norme bibliche siamo bravi, e verremo ricompensati col paradiso.

L’etica ci spinge pertanto ad obbedire ad un’entità superiore. Poi è chiaro che facendoci troppe domande, maturiamo sensi di colpa. Le norme degli antichi greci erano stabilite dai cittadini, secondo un loro codice. Infrangendo le regole, si subiva una multa o la prigione.

L’etica buddhista invece si basa sugli insegnamenti del buddha che è possibile riassumere in questo semplice assioma: “ se la vita è dura, dobbiamo cercare la causa ed eliminarla”.

Se invece non vogliamo cambiare nulla della nostra vita, il buddha ci lascia liberi di non fare nulla. Con la considerazione finale che se ci comportiamo male siamo sciocchi, e se ci comportiamo bene siamo saggi. E risolviamo i problemi rinunciando a ciò che ci fa star male.

Se smettiamo di creare la causa che ci produce il problema, esso non esisterà più. E non è la recitazione di un mantra che aiuta, bensì la rinuncia a ciò che procura malessere. Noi occidentali, per un principio dovuto ad un retaggio greco, rincorriamo il miraggio di un corpo giovane è bello. Ecco perché lo ricerchiamo con affanno e quando facciamo sesso la cosa ci sembra bellissima e siamo convinti che fare l’amore poterà ad entrambi i soggetti, la felicità.

cms_10921/3.jpgCelebrando la bellezza del nostro corpo, cerchiamo un partner più bello sicché il tradimento ci sembra giustificato. Non osiamo guardare sotto la carne e le vene sotto la pelle, o nello stomaco, o nella testa, come i buddisti invitano a fare. Ci limitiamo ad apprezzare l’aspetto esteriore del corpo, e siamo felici del momento, ignorando il resto; tantomeno ci piacciono i buddisti quando adducono queste argomentazioni, benché ricercando la felicità in un rapporto amoroso basato tutto sulla bellezza esteriore di un uomo, o di una donna, pensiamo che questo fatto possa renderci felici e ci creiamo un’infinità di problemi.

Per vivere l’amore godendo pienamente del momento, dovremmo fare un biglietto sull’orient express senza ritorno, facendo nostra la ragione dell’impermanenza, secondo cui vale il principio universale che “niente è per sempre”.

Susy Tolomeo

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