L’AMORE NELLA RETE

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Sempre più di frequente il mondo dei social viene attaccato criticandone il suo abuso che crea dipendenza. E questo fatto, dobbiamo ammettere che non è del tutto falso. Ma il problema si innesca quando non siamo più nelle condizioni di distinguere il mondo reale da quello virtuale. Questo fraintendimento ha la sua gravosità e dipende dall’avere una mente binaria che ci porta a vivere spesso un full immersion nel virtuale, dimenticando che siamo fatti di carne e respiro. Si può vivere una conoscenza a tutti gli effetti collocata fuori dalla tecnologia di un laptop, pur ringraziando la grande mano che ci arriva dal mondo del web; sarebbe auspicabile che il mazziere della rete ci fornisse sempre la carta vincente, benché la facoltà di scelta resti sempre la nostra.

Quindi sarebbe bene muoverci nella rete chiedendo solo un passaggio, e considerando che le amicizie e le relazioni nei social possono evolversi in maniera positiva e soddisfacente, se ben ponderate. Sicché tramite i social è possibile incontrare una persona di cui si sono perse le tracce, o fare nuovi incontri conoscendo persone che vivono all’altro capo del mondo e con cui puoi parlare e volendo anche vedere, con la possibilità di costruire relazioni importanti.

L’altra faccia della medaglia (quella che ci piace meno), ci fa temere che la promessa di incontri facili e sempre nuovi, inflazioni il nostro bisogno di certezze e da qui è possibile che nascano delle vere e proprie fobie come la paura dell’abbandono. Anche questa si chiama dipendenza e nasce da tante cose ma fondamentalmente dalla leggenda di essere una metà che per ritrovare la sua interezza deve ricercare l’altro che completi e unifichi la coppia. Siamo succubi di relazioni emotivamente dipendenti, basate sulla paura di perdere l’altro anziché sulla gioia di dare incondizionatamente.

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La colpa è spesso di quei naviganti voraci e insaziabili di incontri (facilmente reperibili sui social) che sono proiettati ad esperire relazioni brevi e spesso superficiali. E se è vero che la rete amplifica comportamenti che sono connaturati nell’uomo nutrendo la voglia di cercare cose sempre nuove seppure effimere, allo stesso modo rende i sentimenti forti, attraverso nuove forme espressive di vivere una relazione.

Il nostro tempo è scandito da tante paure. Il fatto che dipendiamo in maniera eccessiva dalla rete, è certamente correlato alla paura della solitudine, dell’abbandono e dell’allontanamento, e i social hanno il potere di farci sentire parte del tessuto sociale sia pure virtuale. Sebbene non dovremmo aver paura di un futuro che non c’è ancora. E’ importante tener presente che Il qui e ora è l’unico momento che esiste, ed è l’unica certezza che abbiamo. Gli orientali ci direbbero che tutto è impermanente e che nulla è per sempre. E di questo dovremmo farne tesoro apprezzando quello che abbiamo, lasciando andare ogni paura.

Susy Tolomeo

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