L’AMORE ADOLESCENZIALE

Quando innamorarsi non è questione di età…

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Ti meriti un amore che ti voglia spettinata, con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta, con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura, in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te., che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.

Tu meriti un amore che ti ascolti quando canti, che ti appoggi quando fai la ridicola, che rispetti il tuo essere libera, che ti accompagni nel tuo volo, che non abbia paura di cadere.

Tu meriti un amore che ti spazzi via le bugie che ti porti il sogno, il caffè e la poesia.

(“Ti meriti un amore” di Frida Kahlo)

cms_13551/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…camminando lungo il nostro percorso, ad un tratto incontriamo una coppia di ragazzi, adolescenti: si tengono per mano e si guardano, saltano, si dissetano di acqua pura e di baci freschi come la loro gioventù. Lei ha i capelli castano ramato appena sulle spalle e un abito a fiori colorati; lui, t-shirt e jeans e un cappello. Camminano con la sicurezza di chi sa dove sta andando e hanno lo sguardo fiero di chi sa che sta scegliendo la cosa giusta per sé. Almeno in quel momento della sua vita…Eh sì, perché l’amore adolescenziale è quello che ognuno di noi ha considerato eterno, magari per qualcuno lo è stato anche ma la cosa importante è sottolineare la dimensione dell’eternità che caratterizza l’amore adolescenziale; è un amore fresco, o meglio è la fase dell’innamoramento in cui l’altro viene idealizzato, non ha difetti e lo desideri ogni momento della tua giornata.

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L’amore adolescenziale non è soltanto ‘questione anagrafica’, ma penso che sia una caratteristica del sentimento a prescindere dall’età: ci si innamora follemente, infatti, anche a trenta, quaranta, cinquanta e più anni, le sensazioni sono sempre quelle…ho voluto iniziare con la poesia di Frida Kahlo perché ritengo che descriva sia ciò a cui ognuno di noi dovrebbe aspirare, sia quello che è l’amore, fatto di accettazione dell’altro in ogni circostanza, che ci faccia sentire sicuri ma non dipendenti; molte coppie infatti vivono la dimensione della dipendenza scambiandola per amore.

Ci sono parole spesso utilizzate impropriamente per definire le relazioni o gli stati d’animo: ansia, legame, amore; spesso però ciò di cui parliamo è altro come appunto nel caso della differenza tra legame di dipendenza e amore. Ciò di cui sto parlando è nato dalla frase di una ragazza di 25 anni che ha incontrato un ragazzo verso il quale sta iniziando a provare un forte sentimento amoroso, dice: “Vorrei restare sulla terra ferma, ma mi rendo conto che sto già navigando”. Il ragazzo la riempie di complimenti, la fa sentire una regina, lei quasi non ci crede di aver trovato una persona che la valorizza tanto; lei, figlia di una mamma evitante che la critica sempre, si sta legando al ragazzo perché attratta dalle cose belle che lui le dichiara. E allora in questo caso, come distinguere il sentimento d’amore puro dall’attrazione per chi la elogia per la prima volta nella sua vita? La metto in guardia, dicendole di continuare la sua navigazione, ma definendo sin da subito l’orientamento della bussola; legarsi affettivamente ad una persona perché colma i nostri vuoti o ci fa sentire come mai nessuno ci ha fatto sentire può apparire una cosa romantica ma in realtà nasconde un’insidia, quella della dipendenza affettiva. In psicoterapia di coppia, ci sono poche regole ma salde per noi terapeuti che diagnostichiamo la disfunzionalità: la relazione sessuale di intimità è alla base di un rapporto di coppia, è ciò che distingue la relazione amorosa da quella fraterna, amicale e così via; in secondo luogo, l’amore vero sarebbe quello ‘terapeutico’ e cioè quello che attraverso il sentimento ci permette di correggere pattern disfunzionali della nostra personalità.

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Vittorino Andreoli, psichiatra esperto nel campo dell’adolescenza, nella sua “Lettera ad un adolescente” parla dell’importanza del dialogo con i ragazzi e soprattutto di ciò che caratterizza la fase di transizione tra il rapporto con i genitori e le prime relazioni affettive; in particolare l’adolescenza viene descritta come una metamorfosi e cioè come un cambiamento di vedere se stessi e il mondo che ci circonda; anche il corpo cambia e inizia ad avere funzione riproduttiva e orientata al piacere. Ciò che è importante – sottolinea Andreoli – è insegnare agli adolescenti che il corpo e le consapevolezze ad esso legate sono la radice di un rapporto sano con la propria sessualità e con la funzione che essa ha nella nostra vita. In una coppia è inconcepibile che non ci sia una dimensione sessuale perché, come dicevo poc’anzi, se ci pensiamo è l’unica vera differenza rispetto ad altre relazioni; l’amore è cosa complessa perché ci porta a sconvolgere la nostra vita quando si presenta al nostro cospetto, sempre senza preavviso; ci innamoriamo quando meno ce lo saremmo aspettato e la nostra esistenza inevitabilmente inizia a ruotare intorno all’attesa di rivedere o di risentire la persona amata. C’è un’altra parola spesso utilizzata in termini positivi descrivendo una relazione di coppia: simbiosi. La simbiosi, al contrario, non è mai sintomo di una coppia sana poiché in essa muore l’individualità dei due amanti che col tempo finiscono per dimenticare chi sono e quindi il motivo per cui si sono scelti.

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Il rapporto di coppia è cosa complessa poiché implica necessariamente una continua ri-negoziazione delle regole e allo stesso tempo necessita di sempre nuovi obiettivi e progetti; il dialogo di cui parla lo psichiatra Andreoli penso sia una indispensabile prerogativa affinchè una relazione duri nel tempo: parlare vuol dire esprimere i propri bisogni, le proprie emozioni, vuol dire confrontarsi e scontrarsi, il prof. Chianura, terapeuta di coppia e della famiglia, sostiene che fare psicoterapia di coppia voglia sostanzialmente “insegnare alle coppie a litigare”. Gli adolescenti innamorati si fanno desiderare, sognano, si arrabbiano, si scontrano e poi si ritrovano per fare l’amore e cioè per ritrovarsi nel calore della loro intimità. Dovremmo recuperare un po’ tutti quella dimensione adolescenziale dell’amore con la maturità e la consapevolezza di negoziare nuove regole e nuovi spazi per noi stessi e per l’altro.

Amare è un’arte che va appresa giorno dopo giorno e soprattutto va insegnata ai nostri ragazzi che hanno tanto bisogno di sostituire i like virtuali con abbracci, carezze e baci umani.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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