L’ALBANIA DA RINNOVARE

RI-GJANICA: RIGENERAZIONE URBANA E PAESAGGISTICA DEL CENTRO CITTA’ DI FIER

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Il progetto fa parte del Programma Nazionale della Rinascita Urbana Albanese, che il governo Rama finanzia e appoggia in questi anni di governance. Oltre al rinnovo del centro di Tirana, nel progetto rientrano tutti i centri delle città albanesi; tra questi, anche quello di Fier, pronto a trasformarsi da parco inquinato a spazio pubblico, in cui il fiume Gjanica sia parte integrante di una città rinnovata.

Non perde tempo lo studio MAU Architecture, trasferitosi in Albania con uno studio a Tirana, che propone un progetto ispirato ai più virtuosi modelli di riqualificazione del panorama europeo, come base di una pianificazione territoriale intelligente che mira a utilizzare soluzioni contemporanee compatibili con l’ambiente urbano, al fine di garantire una migliore qualità della vita per i suoi abitanti. MAU Architecture ha vinto il secondo posto alla Biennale di Venezia con il Progetto “The Passage” https://www.mauarch.com/pagebv/. Ora si propone al primo posto con l’idea innovativa Ri-Gjanica a Fier.

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Entriamo nel dettaglio del progetto parlando con Andrea Michelini, giovane architetto che ha vissuto a Tirana per più di 7 mesi, e con la sua collega Amrda Velçani, che vive tra Milano e Tirana. I due fanno da tramite per la nuova iniziativa intrapresa dallo studio, il trasferimento in Albania.

L’idea di trasferirsi nel Paese delle aquile nasce da un gruppo di giovani architetti in Italia con socia una giovane Albanese, Amarda Velçani, che studia e si forma al Politecnico di Milano presso l’Università degli Studi di Milano. Come ogni giovane studentessa immigrata, Amarda sogna di poter sfruttare le sue capacità e la sua formazione in favore del suo Paese di origine, che ha tanto da migliorare dal punto di vista sociale e strutturale.

Lo scopo del progetto era di ridisegnare il nuovo centro città, compresa la sua piazza principale, il lungomare e i dintorni, coprendo un’area di 60.000 metri quadrati, in linea con le attuali tendenze nella rigenerazione urbana. La strategia del progetto mira ad aumentare quegli elementi specifici che caratterizzano l’identità della città di Fier, per realizzare la ricostruzione di una serie di relazioni che condizioneranno positivamente la vita quotidiana dei suoi cittadini.

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La città di Fier è stata fondata e organizzata lungo le rive del fiume Gjanica, valorizzandolo come elemento attivo della città. Si tratta di una grande opportunità per sviluppare contemporaneamente sia la città che il paesaggio naturale. I ponti lungo il fiume sono stati anch’essi un elemento vitale per l’intero sistema, collegando direttamente due parti della città.

Il problema principale in quasi tutte le città albanesi è la crescita spontanea che si è sviluppata in Paese che dal 1997 ha drammaticamente aumentato la costruzione di edifici abusivi; questa pratica ha colpito anche le rive del fiume, ostacolandone la visione e l’uso come nel caso della città di Fier.

Contrariamente a questa situazione originale, il fiume è oggi visto come un limite che divide la città da entrambi i lati, dove la parte occidentale è più sviluppata rispetto alla parte orientale. Un nuovo limite, costruzioni urbane spontanee e dense sono state costruite su entrambi i lati del fiume, separando fisicamente e visivamente le due parti della città l’una dall’altra.

Quindi, la prima intuizione nella genesi del progetto è stata la volontà di riportare Gjanica al suo ruolo di soglia urbana naturale, con l’obiettivo di ripristinare il fiume come principale generatore della città.

Il primo passo nell’affrontare il tema del progetto è stato l’analisi dello stato attuale del territorio, in particolare l’orizzonte del carro armato sul fiume Gjanica, che nel corso degli anni è stato condizionato da un’intensa costruzione. L’operazione comprenderà la demolizione degli edifici abusivi. La riconnessione della città con il fiume Gjanica è ricercata non solo attraverso la presenza di una nuova piattaforma urbana, ma anche attraverso un collegamento al suo territorio più ampio e complesso verso la trasparenza, la visibilità, l’usabilità e l’accesso alla costa. Una relazione verde consente il riconoscimento di un confine permeabile all’interno di costruzioni compatte, migliorando la percezione visiva.

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Lungo la sponda nord del fiume, il progetto propone, a questo proposito, un viale e un parco lineare che bilancia gli spazi attraverso una rete stradale verde con una visione multidimensionale, dovuta a diversi percorsi e punti di vista. La parte meridionale presenta un nuovo edificio a destinazione mista e un parco adiacente.

Il rapporto con il contesto e le strutture esistenti, le caratteristiche di una fisionomia già radicata nel paesaggio della città, avrà inevitabilmente il compito di tenere insieme un complesso sistema di connessioni interrelate (strade storiche, la cattedrale, strutture dell’era comunista, recenti costruzioni) con i poli del nuovo sviluppo urbano. Il progetto mantiene i vecchi assi della città mettendoli in servizio solo per i pedoni, mentre la piazza dell’Europa Plaza diventa il generatore di un terzo asse come nuovo elemento tra il nord e il sud della città.

La bonifica di un collegamento diretto con le sponde del fiume stabilisce diverse portate a diverse altezze (dal livello stradale al livello del fiume) e consente di percorrere l’intera area in vari modi e velocità. Su entrambi i lati del fiume, un sistema di ciclismo si sviluppa come un flusso veloce (lungo la strategia del fiume lungo la città), mentre su un livello più alto si conservano gli assi principali dei due ponti esistenti e si aggiunge un terzo ponte, che collega direttamente il nord e le parti sud della città attraverso una sequenza di macchie verdi e aree di sosta. Il centro fisico e la pietra angolare dell’intero sistema sono progettati come un anfiteatro sul lungofiume, racchiuso tra due ponti, consentendo alla gente di godersi le rive reclamate del Gjanica, offrendo l’opportunità di creare uno spazio pubblico di interazione.

Il parco lineare, con una grande varietà di specie di piante e alberi, collega dolcemente la città con la sponda settentrionale del fiume e conduce direttamente al nuovo ponte pedonale e all’Europa Plaza, che diventa un nuovo nucleo urbano volto ad attivare interazioni e aumentare la qualità urbana; accanto al ponte sud esistente, un piccolo edificio commerciale si affaccia direttamente sul parco e sul fiume. Per riconquistare una connessione tra la parte settentrionale e la parte meridionale della città, che al giorno d’oggi è totalmente disconnessa dal centro, il nuovo edificio sull’altro lato è progettato come un punto di riferimento multifunzionale con l’obiettivo di riattivare questa parte della città (lungo il nuovo ponte). Le sue lastre galleggianti lasciano che sia permeabile ai panorami da nord a sud, e le sue grandi rampe verdi e la terrazza sul tetto lo rendono parte integrante del masterplan generale come spazio pubblico stesso.

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Come parte del progetto, un intenso processo di riorganizzazione e riqualificazione degli spazi pubblici in tutta la città, riorganizzazione funzionale e sistemazione dei giardini sulle rive del fiume, consentirà l’accesso solo a autobus, pedoni e ciclisti. Lo spazio pubblico è concepito come catalizzatore per il miglioramento degli edifici vicini e la crescita di nuove attività economiche. Il rafforzamento del trasporto pubblico porterà a un netto cambiamento delle tendenze dei cittadini a utilizzare l’auto, mentre la creazione di una corsia protetta lungo il sistema del parco lineare renderà possibile attraversare l’intero centro storico.

Strade, piazze, parchi e spazi pubblici in generale non funzioneranno solo come elementi funzionali dello sviluppo urbano, ma diventeranno una componente fondamentale dell’immagine e dell’identità della città.

Il progetto ha appena iniziato la sua prima fase, con la demolizione degli edifici lungo il fiume.

Avremo modo di seguire tutto il processo di sviluppo mantenendoci in contatto con questo gruppo di giovani e parlando con Amarda e Andrea, che sono anche le persone che mantengono le relazioni con i media e i possibili partner dello studio.

Marsela Koci

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