L’ACCESSIBILITA’ E’ UN DIRITTO UNIVERSALE

DISABILITY PRIDE CONTRO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE PER RIVENDICARE I DIRITTI DELLE PERSONE DISABILI

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I disabili sono invisibili, spesso trascurati. Eppure di soggetti diversamente dotati, nel nostro Paese, se ne contano oltre 4 milioni. Oggi risulta assente il concetto di leggi e riforme, ma è anche lento il processo di trasformazione culturale e mentale. Secondo una recente indagine realizzata dall’Onu, pare che l’Italia non sia un paese a misura di disabile, perché poche sono le leggi e di conseguenza i fondi risultano essere scarsi; alto è il pregiudizio, ed abbondanti sono le barriere architettoniche. E questa è un’inconfutabile realtà, che tutti noi possiamo toccare con mano, soprattutto se ci spostiamo all’estero. In Francia o in Inghilterra, per esempio, l’approccio verso il disabile è cordiale e la loro considerazione è alta, perché la cultura delle differenze è intesa come condivisione e apertura alle diverse abilità che ogni uomo possiede per sua natura. Il mondo del lavoro è disponibile alla loro inclusione, e questi soggetti vengono impiegati con fiducia e considerazione nelle fabbriche, come negli uffici e nella scuola, piuttosto che ghettizzati come avviene nella nostra vetusta Italia.

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Ogni giorno è possibile sperimentare il livello di accessibilità delle città. Tutte le azioni semplici e normali, come uscire di casa, salire e scendere le scale, risultano gesti che non sempre è possibile effettuare con facilità per quei soggetti che utilizzano una carrozzina, o anche un bastone. Per permettere la massima libertà di movimento a ciascuno di noi, sarebbe utile che ogni spazio fosse frutto di un progetto che soddisfi chiunque, nell’intero arco della vita, a beneficio del bambino, del disabile, dell’anziano. Spesso associamo le barriere architettoniche a coloro che si muovono su una sedia a rotelle, ma dovremmo ampliare questa visione alle persone con difficoltà cognitive e sensoriali. L’avvicinamento inclusivo alla progettazione, la conoscenza dei limiti delle barriere architettoniche, che possono rappresentare un ostacolo per chi è momentaneamente disabile in seguito ad un incidente, per esempio, ci porta a considerare il problema dell’accessibilità con partecipazione, e a vederlo appunto come un diritto universale.

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Oggi per manifestare contro ogni tipo di barriera le associazioni, le università e le istituzioni del settore si sono riunite per garantire alle persone disabili, accessi verso una società, ancora distante dal concetto d’inclusione. Questo è lo scopo della manifestazione che oggi avrà luogo a Roma, la Disability Pride, giunta alla sua quarta edizione, con l’obiettivo di rivendicare le pari opportunità. Il corteo sfilerà per le strade della capitale muovendosi da Piazza Venezia alle ore 17,30 a Piazza del popolo, dove si alternano sul palco le performance degli artisti. La Disability Pride è patrocinata dal comune di Roma, dal Parlamento europeo, dell’Anci e dall’Ambasciata britannica. In una conferenza tenutasi alcuni giorni addietro, che annunciava questo evento, la sindaca Raggi si è espressa annunciando che “le persone affette da disabilità devono avere la precedenza su tutti i servizi anagrafici municipali, a partire dalle carte di identità elettroniche, che saranno consegnate a vista”. Il comune di Roma ha eseguito una mappatura delle barriere architettoniche. Le sanzioni effettuate dalla polizia locale per le soste sui parcheggi e sulle rampe per disabili, sono state un migliaio negli ultimi tre mesi. Così appare il fotogramma della Capitale, un luogo ancora poco accessibile a tutti. “Ma è importante stabilire un punto di partenza” conclude giustamente la sindaca Virginia Raggi.

Susy Tolomeo

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