L’ABITO FA IL MONACO? ... PIU’CHE LA FIRST LADY POTE’ LA FIRST DAUGHTER?

DUBBI DI UNA FASHION ADDICTED

1479020618COPERTINA_MODA.jpg

L’America ha il suo quarantacinquesimo presidente, ha vinto Donald Trump certo, ma ha vinto anche la parte femminile del suo clan: Melania, Ivanka e Tiffany, che lo hanno sempre sostenuto e difeso, anche dall’indifendibile, rimanendogli sempre accanto nei momenti più difficili, quando tutta la stampa gli dava addosso, le sue donne lo hanno sostenuto con la loro presenza fisica e con le loro battute, più o meno riuscite, per stemperare un clima divenuto sempre più teso.

cms_4906/foto_1.jpg

Non è compito di una fashion addicted fare un’analisi del voto americano, ma a mio modesto parere anche la moda ci ha messo lo zampino nella sconfitta della candidata democratica. Hilary Clinton non è mai stata simpatica agli americani e in particolar modo alle donne del ceto medio americano, è sempre apparsa distante, in molte non gli hanno perdonato un femminismo di facciata, il suo voler ostinatamente usare il cognome del marito, che tanto femminista e progressista non sembra, essergli rimasta accanto solo per ragioni di opportunismo politico, l’aver difeso durante la sua carriera di avvocato anche degli stupratori.

cms_4906/foto_2.jpg

Hillary Clinton non ha avuto una dote fondamentale per creare consenso: l’empatia, come si può pensare di parlare alle donne comuni dall’alto dei suoi tailleur griffati Ralph Laurent? Può sembrarvi stupida come affermazione, ma anche l’outfit è un dettaglio non trascurabile quando si è in cerca di consenso, l’abito deve veicolare “parità”, o almeno farla credere, tra chi parla e chi ascolta. In questo è stata imbattibile Michelle Obama, perfetta sempre stilosa, ma mai indossando griffe di grido che avrebbero potuto far gridare allo scandalo, ha scelto, quasi sempre, giovani stilisti, molte volte sconosciuti e abiti di grandi catene low cost che tutte le donne potevano acquistare e sentirsi per un giorno una first Lady. Se ci pensate è la stessa strategia che usa Kate Middleton con risultati strabilianti: tutte le giovani donne inglesi si immedesimano in lei, convincendosi (illudendosi, questo sia chiaro) che sia una di loro, che veste come loro, che ha i loro stessi gusti. E Melania Trump? Certo lei non è stata proprio l’immagine in cui la donna media americana poteva immedesimarsi, ma questo non era il suo ruolo, quello spettava a Donald Trump, che ha saputo parlare alla pancia della gente, anche delle donne, additando Hillary come lontana da come deve essere una buona donna e madre americana.

cms_4906/foto_3.jpg

Melania ha avuto il ruolo, difficilissimo, di capire e perdonare il marito per le sue dichiarazioni, per così dire, infelici e di mettere “in scena” la moglie americana dell’alta borghesia: bella, di poche parole, che sorridente sopporta il maritino bricconcello e sfacciatamente lussuosa! Non è un caso che Melania Trump ha sempre dichiarato: “sarò una first Lady tradizionale” e di ispirarsi ad una donna che ha saputo rappresentare con molta classe questo modo di essere: Jacqueline Kennedy. Certamente Melania Trump non possiede il carisma e lo charme di Jackie, ma la ricorda molto, nella scelta dei suoi outfit, fatti di lunghezze misurate, calori mai accesi, ricerca maniacale degli accessori, trucco e parrucco mai invadente, ma sempre perfetti. Tutt’altra storia da Michelle Obama che se ne infischiava del dress code, che amava sfoggiare colori mai visti prima alla Casa Bianca, che non seguiva la moda e per questo la influenzava.

cms_4906/foto_4.jpg

Melania è sempre impeccabile, misurata nei gesti e nelle parole, ma ahimè anche le perfettine fanno dei gran capitomboli di stile, quello di Melania è stato presentarsi sul palco della vittoria, con il suo primo outfit da first Lady del tutto inadeguato, è apparsa con una tuta in seta bianca con una scollatura monospalla e leggero svolazzo sul davanti ( ma l’effetto statua della libertà era voluto?) di Ralph Lauren (in questo periodo non porta granchè bene il caro Ralph!), ma come amo dire: gli americani hanno sempre un vestito inappropriato per un’occasione appropriata, quando un abito riesce a rendere brutta anche una donna bella! Di certo Melania Trump ha studiato per il ruolo da First Lady, ha virato decisamente il suo look verso lidi più sobri abbandonando abiti luccicanti da red carpet che tanto amava indossare, adottando via via colorini pastellosi come: l’azzurrino, il rosino e il besciolino, portando alla ribalta il tubino (gli piace vincere facile!) sfoggiato in molte occasioni formali. Certo sarà difficile immaginarla nella cucina della Casa Bianca come Laura Bush, immortalata con il grembiulino intenta a sfornare biscotti, oppure a sporcarsi le mani nell’orto come Michelle Obama, ma di sicuro nelle cene di gala non fatichiamo ad immaginarla perfettamente a suo agio.

cms_4906/foto_5.jpg

Ma questa volta in America in molti scommettono che più della first Lady sentiremo parlare della first daughter: Ivanka Trump, la figlia prediletta e la vera consigliera del tycoon, Ivanka è una bella trentacinquenne che in passato è stata una modella, ma che oggi ha una linea di abbigliamento e profumi e con una laureata con lode in economia in tasca è la vicepresidente delle aziende immobiliari di famiglia. Molti giurano che la figlia continuerà ad essere la consigliera in ombra del padre anche grazie al marito Jared Kushner, influente uomo d’affari, ma soprattutto editore del New York Observer, il suo parere è tenuto in grande considerazione dal nuovo Presidente degli Stati Uniti. Donald Trump rivede in sua figlia molti lati del suo carattere: determinazione, fiuto per gli affari avendo in più bellezza e glamour, “se non fosse mia figlia la corteggerei” ha detto di lei il padre e forse questo, sussurrano i maligni, porterà Melania a non fargli la guerra, ma ad entrare nelle sue grazie anche correndo il rischio di rimanere nel suo cono d’ombra.

cms_4906/foto_6.jpg

Molte donne americane hanno votato per Trump anche grazie a sua figlia, le giovani donne in carriera si identificano in lei: bella, giovane e in carriera, ma al tempo stesso tradizionalista: un marito, un buon matrimonio e tre figli da crescere. E’ stata lei, da sempre l’antidoto agli eccessi verbali del tycoon, e non Melania a salire sul palco per difendere strenuamente il padre dalle accuse di sessismo dichiarando fermamente che il padre premia il merito delle donne, che nell’azienda di suo padre donne e uomini hanno pari dignità e pari salario e che una volta diventate mamme hanno tutto il tempo di accudire i loro figli senza la paura di perdere il loro posto di lavoro. Vero o no sta di fatto che è stata molto convincente, mettendoci sempre la faccia, ha conquistando l’elettorato femminile, riportando Donald Trump nuovamente in alto nei sondaggi.

cms_4906/foto_7.jpg

Ivanka Trump ama la moda e si vede sino ad ora non ha sbagliato un outfit, bellissima, ma al tempo stesso austera nel suo tubino rosa sul palco di Cleveland per difendere il padre dalle accuse sessiste, perfetta sul palco della vittoria in un abito azzurro dalla gonna a corolla svolazzante e ballerina. Nel corso dell’intera campagna elettorale Ivanka non ha perso un colpo in fatto di stile mettendo molte volte in ombra Melania, che di certo non è meno bella della figliastra, ma non ha, forse per timidezza, lo stesso appeal di Ivanka sulla gente.

cms_4906/foto_8.jpg

Infine c’è Tiffany (chiamata così in onore della famosa casa di gioielli) classe ’93 appena fresca di laurea in sociologia, ha sempre vissuto lontana dal clan Trump è, diciamo così, la figlia un po’ in ombra, Donald Trump ha dichiarato di essere orgoglioso di tutti i suoi figli un po’ meno di Tiffany che per il momento studia e basta mentre gli altri lavorano sodo. Sul palco della vittoria ha cercato di emulare la sorellastra Ivanka scegliendo un vestito del medesimo colore anche se con una forma differente. In molti dell’entourage di Trump invece sono convinti che sia stata proprio Ivanka a suggerire a Tiffany di vestirsi dello stesso colore per salire sul palco della proclamazione del loro padre a quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. In cerca, forse, dell’approvazione della sorellastra copia il suo trucco e il colore dei suoi capelli, chiedendole spesso consigli sui vari outfit sfoggiati nella campagna elettorale.

Staremo a vedere se dopo la vittoria del padre la piccola Tiffany prenderà coraggio e cercherà di ritagliarsi uno spazio tutto suo oppure se sarà anche lei risucchiata nel cono d’ombra di Ivanka Trump che da oggi inaugura la stagione delle first daughters, figure giovani, ambiziose che si impongono al mondo per bellezza e stile certo, ma anche per il potere che consapevolmente sanno di esercitare.

T. Velvet

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su