Kim e Moon, incontro storico

Il primo passo verso un’era di pace

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Il tanto atteso summit tra i leader della penisola coreana ha portato i suoi frutti.

A 65 anni dalla sottoscrizione dell’armistizio che pose fine alla Guerra di Corea del 1950-53, ponendo il nuovo confine della Corea divisa in corrispondenza del 38°parallelo, i presidenti dei due paesi, Kim Jong-un (nord) e Moon Jae-in (sud) sembrano essere pronti allo storico passo di trasformare quell’armistizio in una ufficiale dichiarazione di pace, che faccia uscire la penisola dal clima di Guerra fredda in cui imperversa.

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Questa mattina, in effetti, a partire dalle ore 09.30 (le 02.30 in Italia), i due leader si sono incontrati sulla linea di confine inscenando una stretta di mano simbolica, a cui è seguito un invito fuori programma da parte di Kim: attraversare la striscia, entrando tenendosi per mano sul terreno della Corea del Nord. Moon è il primo presidente del Sud dopo anni ad aver messo piede su quella terra.

L’incontro è poi proseguito con la visita alla Peace House, nella zona demilitarizzata del confine, a sud del villaggio di Panmunjom, dove fu firmato l’armistizio. Kim, infatti, scrive nel libro degli ospiti: "Una nuova storia comincia adesso - un punto di partenza della storia e di una nuova era di pace". Mentre il cerimoniale è stato trasmesso in live, la sessione dei colloqui si è svolta a porte chiuse; nel pomeriggio, come gesto simbolico, i due hanno piantato un albero lungo la linea di confine e, infine, hanno firmato un documento nella cui dichiarazione congiunta (che è stata resa pubblica) si legge dell’impegno dei due Paesi di trasformare l’armistizio del ’53 in Trattato di pace entro il 2018. Quella di Corea fu una vera guerra fratricida, Kim infatti tiene a sottolineare: "Non ripeteremo gli errori del passato […], siamo una stessa famiglia e dobbiamo garantire un futuro di pace alle nostre popolazioni".

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Le aspettative per i risultati del summit, dunque, sono alte a livello internazionale. Il portavoce di Moon assicura che "i due leader hanno avuto un dialogo sincero e franco sulla denuclearizzazione e sullo stabilire una pace permanente nella penisola di Corea e sullo sviluppo di legami intercoreani", perchè nonostante la fine del conflitto le due fazioni erano rimaste ad armi spianate in quanto si trattò di un armistizio, differente da una pace ufficiale. Ciò è testimoniato dai test nucleari condotti da Kim, circa sei nello scorso anno, con missili a lungo raggio in grado di raggiungere gli Stati Uniti. É per questo motivo che la Casa Bianca si dichiara entusiasta per i risultati del processo di distensione iniziato con le Olimpiadi di Inverno, soprattutto in vista del possibile bilaterale fra Kim Jong-un e Donald Trump previsto entro i primi di giugno.Trump ha chiesto a Pyongyang di rinunciare alle sue armi in modo totale, irreversibile e verificabile, ma già dall’altra parte sono richieste garanzie per discutere del proprio arsenale. La Corea del Sud, infatti, fa notare che un completo disarmo sarebbe impossibile visti gli avanzamenti tecnologici del Nord, nonostante sia stato dichiarato durante il summit che "Il Sud e il Nord hanno affermato il loro comune obiettivo di realizzare una penisola coreana priva di nucleare attraverso una completa denuclearizzazione" anche tramite un ardito scambio di battute. Pare infatti che Kim abbia riferito a Moon: "Ho sentito che il tuo sonno è stato disturbato molte volte perché hai dovuto partecipare alle riunioni del Consiglio di sicurezza nazionale a causa nostra. Alzarsi di mattina presto sarà diventata un’abitudine. Mi assicurerò che il tuo sonno non venga più disturbato", a cui Moon, dal canto, suo ha risposto: "Adesso posso dormire in pace".

Federica Scippa

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