Istat:"Shock economia inimmaginabile"(Altre News)

Intesa governo-sindacati su aziende essenziali - Enac: stop aeroporti prorogato al 3 aprile -

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Coronavirus, Istat: "Shock economia di dimensioni inimmaginabili"

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Il diffondersi della crisi sanitaria connessa all’epidemia di covid-19 ’’ha imposto limiti alla circolazione delle merci e delle persone e alle attività produttive sempre più stringenti, e ora tali da determinare uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia internazionale’’. ’’L’attuale contesto d’incertezza non ha precedenti nel dopoguerra’’. Lo scrive l’Istat nella memoria consegnata alla commissione Bilancio del Senato, impegnata nell’esame del decreto legge marzo, che contiene le misure per contrastare gli effetti del coronavirus.

’’È immediato ipotizzare che il gap di produzione/valore aggiunto si determinerà in tutta la sua ampiezza nel secondo trimestre, con tutti gli indicatori e le statistiche relative all’economia e al mercato del lavoro che ne registreranno i risultati’’, scrive l’Istat.

Le imprese attive, che fanno parte dei settori le cui attività non vengono sospese, sono quasi una su due: poco meno di 2,3 milioni di unità su 4,5 milioni (il 48,7% del totale). Il valore aggiunto generato ammonta a circa due terzi di quello complessivo (circa 512 miliardi di euro).

In termini di unità locali, risulta che l’insieme delle attività rimaste attive includono circa la metà (precisamente il 49,5%) delle quasi 4,8 milioni di unità locali censite nel 2017. In termini di addetti complessivi il primo insieme pesa per quasi il 53%, contando circa 8,8 milioni di occupati, a fronte dei 7,9 milioni che operano nelle unità produttive appartenenti a settori non attivi.

In termini di dimensioni aziendali, le imprese che proseguono la propria attività sono il 50,7% tra le microimprese (quelle con meno di 10 addetti), il 58,7% tra le piccole imprese, il 69,2% tra le medie imprese. Nel segmento delle grandi imprese (quelle con 250 e più addetti), l’incidenza delle aziende che proseguono l’attività è pari al 71,6% per quelle con 250-499 addetti ed al 67,6% per le unità con 500 e più addetti. Infine, la continuità dell’attività coinvolge il 51,2% delle imprese esportatrici e il 48% di quelle non esportatrici.

Coronavirus, intesa governo-sindacati su aziende essenziali

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Intesa raggiunta tra governo e sindacati sull’integrazione all’elenco delle aziende essenziali che potranno derogare dallo stop previsto con il Dpcm del 22 marzo scorso per fronteggiare il Coronavirus.

L’accordo, che non prevede firme ma che sancisce la condivisione del perimetro individuato per concedere le deroghe, è arrivato al termine di un lungo confronto tra il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e i leader di Cgil, Cisl e Uil.

Finito l’incontro tra governo e sindacati, la Cgil in un tweet ha scritto: "Positivi i risultati".

"Il Protocollo interviene per garantire a tutto il personale che opera nei servizi sanitari gli standard di protezione in maniera rigorosa", evidenziano Cgil, Cisl, Uil e le Categorie in relazione al Protocollo siglato con il ministero della Salute per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità. Il documento, riferiscono le tre Confederazioni nella nota congiunta, "prevede particolare attenzione alla necessità di fornire agli operatori gli adeguati dispositivi di protezione individuale e, soprattutto, pone la necessità di assicurare a tutto il personale esposto l’effettuazione dei fondamentali test diagnostici, prevedendo anche la loro ripetizione nel tempo, secondo criteri stabiliti dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid-19".

I sindacati evidenziano inoltre che "l’accordo interviene anche in ordine alle misure di sanificazione degli ambienti di lavoro e insiste sulla necessità di adeguare le dotazioni organiche del sistema sanitario attraverso misure straordinarie di assunzione e di stabilizzazione dell’attuale personale precario".

L’elenco delle aziende essenziali:

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Coronavirus, Enac: stop aeroporti prorogato al 3 aprile

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La chiusura degli aeroporti è prorogata fino al 3 aprile 2020, in applicazione del decreto numero 127 del 24 marzo 2020 emanato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro della Salute, con il quale, tra le varie disposizioni, viene prorogato il decreto ministeriale n. 112 del 12 marzo 2020 che prevedeva lo stop temporaneo di alcuni scali nazionali. Lo comunica l’Enac in una nota. Gli aeroporti interessati sono i medesimi individuati nel decreto n. 112 del 12 marzo scorso relativo alla razionalizzazione del trasporto a seguito dell’emergenza Covid-19.

Redazione

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