Iran, Rohani:"Trump sobillatore mondiale"(Altre News)

Maduro: "Pronto al dialogo con Usa" - Filippine, vulcano Taal a rischio eruzione: migliaia di evacuati

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Iran, Rohani attacca: "Trump sobillatore mondiale"

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è un "sobillatore mondiale". Parola del presidente della Repubblica islamica, Hassan Rohani, che ha lanciato l’accusa al capo della Casa Bianca dopo che quest’ultimo in un tweet aveva avvertito la Guida Suprema a "stare molto attento con le parole". Ieri l’ayatollah Ali Khamenei aveva definito senza mezzi termini Trump un "pagliaccio".

"Negli ultimi due anni, lui (Trump, ndr) e il governo americano hanno provocato solo disordini", ha detto Rohani in un discorso nella città sud-orientale di Zahedan. Secondo il leader iraniano, oggi nella regione ci sono più crisi di quante ce ne fossero prima dell’inizio del mandato di Trump. "Non solo in Iran, ma anche in Iraq, in Siria, in Libano, in Afghanistan - ha causato più problemi ovunque", ha aggiunto Rohani, citato dai media locali.

Maduro: "Pronto al dialogo con Usa"

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"Se c’è rispetto tra i governi, non importa quanto siano grandi gli Stati Uniti, se c’e’ dialogo, scambio di informazioni veritiere, possiamo essere sicuri di poter formare un nuovo tipo di relazione". Così Nicolas Maduro, in un’intervista al Washington Post, la prima ad una testata americana da quasi un anno, apre al dialogo con l’amministrazione Trump che il 23 gennaio dello scorso anno ha riconosciuto come legittimo presidente del Venezuela il leader dell’opposizione Juan Guaidò, mossa seguita poi da una sessantina di Paesi.

"Una relazione di rispetto e dialogo porta ad una situazione di vantaggi per entrambi" ha continuato Maduro che rivendica di avere ancora il controllo del Venezuela nonostante il tentativo, ormai lungo un anno, dell’opposizione, sostenuta dagli alleati di Washington, di rovesciare il suo governo. Ma ora l’erede di Hugo Chavez sembra indicare che, secondo lui, sia arrivato il momento di un cambio di passo. "Una relazione basata sullo scontro porta sconfitte per entrambi", ammonisce, suggerendo che le compagnie petrolifere Usa avrebbero enormi vantaggi se Donald Trump sollevasse le sanzioni al Venezuela, Paese Opec, e premesse il bottone del ’reset’ delle relazioni tra i due Paesi, sottolinea il Post.

In questi mesi, gli Stati Uniti hanno ribadito la loro opposizione a un dialogo diretto con Maduro fino a quando non accetterà di discutere le sue dimissioni. Ma il presidente, pur dichiarandosi disposto a dialogare con Guaidò, ha ribadito il no alla principale richiesta dell’opposizione: le sue dimissioni in favore di un governo di transizione per rinnovare la Corte Suprema e convocare nuove elezioni.

Nell’intervista, Maduro si difende dalle accuse di aver orchestrato nelle scorse settimane la mossa per esautorare Guaidò dalla presidenza dell’Assemblea Nazionale - carica che lo ha legittimato a dichiararsi presidente ad interim - facendo eleggere al suo posto Luis Parra, un esponente dell’opposizione accusato di essersi fatto corrompere dal governo. Guadò poi è stato rieletto presidente dell’Assemblea da 100 deputati dell’opposizione che si sono riuniti fuori dal Parlamento.

"Guaidò è responsabile di aver perso l’Assemblea Nazionale - ha affermato Maduro - lui ed i suoi errori. Non dia la colpa a me. Ora deve essere lui a rispondere agli Stati Uniti dei suoi errori".

Filippine, vulcano Taal a rischio eruzione: migliaia di evacuati

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Migliaia di residenti nella provincia di Batangas, a sud di Manila nelle Filippine, sono stati invitati a stare lontani dalle loro case a causa della minaccia di un’eruzione esplosiva del vulcano Taal. Gli sfollati volevano tornare a casa dopo un’apparente pausa nell’attività eruttiva del vulcano, che negli ultimi tre giorni, secondo l’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs), è stata caratterizzata da "emissione di vapore costante e rare esplosioni deboli". L’Istituto però ha avvertito che il rischio di eruzioni più grandi e più pericolose è ancora alto. "Il vulcano è già aperto", ha detto Maria Antonia Bornas, capo dell’unità di monitoraggio del Taal dell’istituto. "Il magma salirà più velocemente perché non c’è più nulla che gli impedisca di farlo. Qualunque cosa lo stesse bloccando prima è stata rimossa", ha aggiunto Bornas spiegando che i funzionari "sono fermi sulla raccomandazione di evacuare totalmente la zona di pericolo".

Redazione

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