Ippolito Caffi 1809-1866. Between Venice and the East

At Musem Correr in Venice from 28th May till 20th November

Between_Venice_and_the_East.jpg

cms_3998/1.jpg

The Exhibition. 150 years ago during the Battle of Lissa, Ippolito Caffi (1809-1866) lost his life on the sinking ship Re d’Italia, on which he had embarked to document the events of the war through his swift and accurate drawings.

cms_3998/2.jpg

Caffi, born in Belluno but Venetian by choice, was an extraordinary painter and reporter, a restless observer of society and a convinced patriot. 150 years ago (almost a sign of fate!) the Veneto and Venice were annexed to Italy.

cms_3998/3.jpg

Venice was the city that Caffi loved most, whose freedom he fought for and whose spectacular beauty he translated into painting, employing a capacity for synthesis unequalled during the entire nineteenth century.

cms_3998/4.jpg

Now, to commemorate the coincidence of this double anniversary, the complete, impressive collection of his paintings, the property of the Venice Civic Museums Foundation, is to be shown after fifty years, in a major exhibition that is a tribute to the artist.

cms_3998/5.jpg

Caffi was the most modern and original landscape artist of his time: his lightfilled paintings are unsurpassed in immortalising the soul of the places and peoples he encountered during his many trips throughout Italy, Europe and the Mediterranean basin.

cms_3998/6.jpg

The collection on show is a virtually unexplored and extraordinary treasure in every respect. It consists of a group of more than 150 paintings that Caffi’s widow, Virginia Missana, donated to the city in 1889, together with many loose drawings and twenty-three albums. For this exhibition, Caffi’s paintings, normally conserved in the Ca’ Pesaro depositories, will be accompanied by their first catalogue raisonné, published by Marsilio.

cms_3998/7.jpg

The collection is a chronicle of all the various cities and regions visited by Caffi, and represents the most comprehensive record of the artistic career of any nineteenth-century painter. Caffi’s restlessness and desire for knowledge made him a tireless traveller, and whether he visited places from personal choice, such as the Near East, but also Rome and Naples, or whether they were destinations he was obliged to visit out of patriotic militancy, he has left us a vibrant and unprecedented artistic record of his day, whose absolute uniqueness is now evident.

cms_3998/italfahne.jpgUna vita che scorre come in un romanzo, tra arte e passione politica. A 150 anni dalla morte di Ippolito Caffi e dall’annessione di Venezia e del Veneto all’Italia, una grande mostra celebra il più innovativo vedutista dell’Ottocento, visionario e patriota. Per la prima volta dopo cinquant’anni, esposto per intero il fondo di oltre 150 dipinti donato dalla vedova alla città. 150 anni fa muore, durante la battaglia di Lissa nell’affondamento della Re d’Italia – sulla quale si era imbarcato per testimoniare le vicende belliche con l’incisività dei suoi disegni – Ippolito Caffi (1809-1866), bellunese di nascita e veneziano d’elezione, straordinario pittore -reporter, irrequieto osservatore della società e convinto patriota.

150 anni fa (quasi un segno del destino!) il Veneto e Venezia vengono annessi all’Italia. Venezia: la città che Caffi ha maggiormente amato, lottando per la sua libertà, e di cui ha tradotto in pittura la struggente bellezza, con una capacità di sintesi che non ha eguali in tutto il secolo. È in questa coincidenza di ricorrenze che l’imponente fondo di dipinti di Caffi appartenente alla Fondazione Musei Civici Venezia – che ha avviato un’intensa attività di valorizzazione del proprio patrimonio – viene esposto integralmente, a distanza di cinquant’anni, in una grande mostra in programma al Museo Correr dal 28 maggio al 20 novembre 2016, promossa dalla Fondazione MUVE insieme a Civita Tre Venezie e a Villaggio Globale International e curata da una delle massime studiose del pittore, Annalisa Scarpa.

Una mostra che è un tributo a quello che possiamo considerare il più moderno e originale vedutista del tempo, insuperabile nell’immortalare con la sua pittura di luce l’anima di luoghi e di popoli incontrati in tanti viaggi in Italia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Ma soprattutto un tesoro – pressoché inesplorato e stupefacente nel suo complesso – che finalmente riemerge: un nucleo pittorico di oltre 150 opere che la vedova di Caffi, Virginia Missana, ha donato alla città nel 1889 insieme ad altrettanti disegni sciolti e a ventitré album.

I dipinti di Caffi – abitualmente conservati nei depositi di Ca’ Pesaro e di cui si realizza ora il primo catalogo ragionato edito da Marsilio – danno testimonianza di tutte le città e le regioni visitate e sono la più completa raccolta esistente del percorso artistico d’un pittore dell’Ottocento che fu viaggiatore instancabile ora per inquietudine personale, ora per insaziabile curiosità culturale. Fossero i luoghi del suo viaggiare una scelta, come il Vicino Oriente ma anche Roma e Napoli, o fossero mete obbligate dalla propria militanza patriottica, egli ce ne ha lasciato un’immagine artisticamente viva, vitale e socialmente inedita nella capillarità dei suoi vagabondaggi e delle sue esplorazioni. Ne emergono istantanee di monumenti, di architetture, di spazi urbani e di vita sociale che colgono e trasmettono tanto poeticamente quanto meticolosamente il volto di gran parte dell’Ottocento.

Ne emerge soprattutto la modernità della pittura di Caffi rispetto ai canoni del suo tempo.Definito per la sua abilità prospettica l’ultimo erede di Canaletto, Ippolito Caffi supera in realtà ed elude la tradizione canalettiana, arricchendola con un’accentuata comprensione del dato atmosferico e un ricercato studio sugli effetti di luce, fino a traghettare il genere del vedutismo verso la contemporaneità. È una luce “emotiva” quella che Caffi traduce in pittura e che rende i suoi quadri tanto poetici, affascinanti e amati; una capacità di analisi di ogni sfumatura ambientale così come di ogni elemento architettonico e urbanistico percepito con inusuale empatia. Una miscela geniale di bagliori artificiali e di luce naturale: effetti chiaroscurali che scardinano il concetto di vedutismo tradizionale, applicando un’inedita ottica che raggiunge formule modernissime, in un gioco continuo tra il “sublime” e il “pittoresco”. Ecco Ippolito Caffi, artista ma anche uomo travolgente: una vita che scorre come in un romanzo tra arte e passione politica.

Domenico Moramarco

Tags: Ippolito Caffi Museo Correr Venezia mostre patriottico

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App