Ipotesi rimpasto

M5S: "Scelta commissario Ue resta a Lega" - Pd, scoppia il caso Faraone - Palermo ricorda Borsellino

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Ipotesi rimpasto

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La linea ufficiale è quella del "no comment", perché "non ci sono state richieste ufficiali di rimpasto, quindi per noi non esiste". Ma al netto dell’ufficialità, nel M5S ci si interroga in queste ore sull’ipotesi restyling, mentre crescono i rumors di cambiamenti nella squadra di governo ormai imminenti. Nel mirino di Matteo Salvini soprattutto i ministri Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta. Ma se la responsabile della Difesa appare pressoché blindata - a ’salvarla’ i botta e risposta al vetriolo con Salvini e la guida di un dicastero su cui il Colle fa sentire la propria voce -, Toninelli appare in evidente difficoltà, fiaccato anche dal ’fuoco amico’ che va avanti ormai da mesi.
Tra i 5 Stelle di governo cresce la convinzione che il leader della Lega passerà presto ’all’incasso’ dopo aver perso un uomo di peso come Giancarlo Giorgetti alla Commissione Ue. Ma i grillini non intendono certo stare con le mani in mano, lasciando che sia la Lega a indicare quali caselle occupare. "Se rimpasto deve essere - dice una fonte di primo piano del governo giallo verde all’Adnkronos - deve essere un do ut des: noi cediamo qualcosa, ma loro altro. Anche perché la maggioranza parlamentare l’abbiamo noi, non possono pensare di invertire i rapporti di forza".

Così, mentre la Lega picchia duro su Trenta e Toninelli, anche il Movimento lascia trapelare come nel Carroccio alcuni ministri non incassino il disco verde. Pollice verso, in particolare, per Gianmarco Centinaio all’Agricoltura e Marco Bussetti all’Istruzione. E c’è chi giura che persino Giulia Bongiorno, un nome tra i più roboanti del governo Conte, abbia deluso le aspettative, non solo nella componente M5S ma persino in quella leghista. Superati i venti di crisi, almeno all’apparenza, prende corpo di ora in ora l’ipotesi rimpasto. E sebbene il premier, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, abbia difeso a spada tratta tutti i ministri del suo governo, la Lega alza il tiro, con il capogruppo lumbard al Senato, Massimiliano Romeo, che ha accusato alcuni ministri 5 Stelle di frenare l’azione di governo.
In casa M5S si guarda con preoccupazione al Mit, un dicastero dove si giocano partite decisive per il Movimento, due su tutte Autostrade e Tav. Il ministero guidato da Toninelli fa gola al Carroccio -è la convinzione- che colpisce un giorno si e l’altro pure il titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture. Altra ’poltrona’ che potrebbe rientrare nelle mire leghiste, il ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa, ma il M5S è deciso a non cedere di un passo su un dicastero rappresentativo di una delle 5 Stelle grilline.
Tra i 5 Stelle tuttavia ferma è la convinzione che, semmai si aprisse a un ’restyling’, anche la Lega dovrebbe cedere qualche pezzo. "Più che rimpasto - dice una fonte di primo piano del Movimento - saremmo davanti a un Conte bis, nel senso che a cambiare sarebbero molte facce, non solo quella di Danilo..." (Toninelli, ndr).

M5S: "Scelta commissario Ue resta a Lega"

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Una donna, per avere più chance di incassare il disco verde dell’Europa. Su indicazione leghista, "perché i patti si rispettano". Saltato il nome di Giancarlo Giorgetti, ieri salito al Quirinale per rinunciare formalmente alla candidatura a commissario Ue, i 5 Stelle guardano con favore all’indicazione di un altro membro di governo in quota Lega, il super avvocato Giulia Bongiorno: "La sua candidatura saremmo pronti ad appoggiarla", dice una fonte di prima linea del M5S all’Adnkronos. Per ora, sul nome da candidare alla concorrenza, le bocce sono ferme. Si attende l’incontro chiarificatore tra Conte, Di Maio e Salvini. Ma intanto i 5 Stelle fanno trapelare la volontà di lasciare la ’palla’ nel campo della Lega, avanzando il nome di Bongiorno, che, in casa Carroccio, conta non pochi detrattori sul ruolo di ministro svolto in questo primo anno di governo.

Intanto, però, l’affaire commissario sembra quasi una partita a tennis, con i due alleati in crisi tra loro pronti a lasciare l’uno la palla nel campo dell’altro. Possibile che, alla fine, la spunti un tecnico, o meglio una tecnica per andare incontro alle richieste di vor der Leyen sulle quote rosa. Il timore, spiega una fonte di governo, è che "chi prende il commissario resti col cerino in mano. Troppi dossier delicati e i riflettori sui conti italiani sempre accesi. In caso qualcosa dovesse andare storto, sarebbe un guaio intestarsi la titolarità della scelta".

Pd, scoppia il caso Faraone

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(Mara Montanari) - Dopo le tensioni sulla mozione di sfiducia a Matteo Salvini, un nuovo caso agita i rapporti tra area ’renziana’ e Nazareno: l’annullamento dell’elezione di Davide Faraone, renziano della prima ora, a segretario regionale del Pd in Sicilia. Un voto a maggioranza, oggi, nella commissione nazionale di garanzia. "Facendo riferimento allea aree congressuali - spiega Marco Di Maio, membro della commissione, all’Adnkronos - chi ha votato Giachetti e Martina, abbiamo tutti espresso parere contrario mentre la maggioranza si è espressa in modo diverso".

Intanto perché si è arrivati all’annullamento? Alla commissione di garanzia erano arrivati diversi ricorsi dalla mozione Zingaretti che, in Sicilia al congresso regionale, aveva candidato l’ex-deputata Teresa Piccione. La candidata zingarettiana, però, aveva ritirato la candidatura a pochi giorni dal voto denunciando irregolarità nelle procedure del congresso e nella presentazione delle liste. Oggi, dunque, la decisione della commissione su quei ricorsi.
Una decisione che ha fatto scattare l’area ’renziana’. "La decisione di annullare l’elezione del segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone è di una gravità senza precedenti. Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente. Il segretario Zingaretti intervenga a difesa delle regole", ha scritto il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, su Twitter. Un post subito rilanciato da Matteo Renzi. Ora per la Sicilia potrebbe aprirsi la strada del commissariamento. La proposta dovrà essere avanzata dal segretario Zingaretti e quindi votata dalla Direzione nazionale. Una riunione dell’organismo ci sarà venerdì prossimo come annunciato oggi dal segretario dem.

Palermo ricorda Borsellino

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"L’emozione suscitata dalla pubblicazione delle audizioni di Paolo Borsellino avanti alla Commissione Antimafia ha coinvolto in questi giorni tanti italiani e ha richiamato, ancora una volta, il nostro Paese all’impegno nella lotta contro la mafia e ai pesanti sacrifici che questa ha comportato. La riconoscenza verso la sua figura e la sua azione non si potrà attenuare con il trascorrere del tempo e appartiene al patrimonio di civiltà dell’Italia, conservato e coltivato specialmente tra i giovani. ed è, questo, un segno di speranza". Lo dice il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel 27esimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita, insieme a lui, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

"Rivolgo nei loro confronti - sottolinea Mattarella - un pensiero commosso e rinnovo la vicinanza e la solidarietà ai loro familiari, tra i quali, per il primo anno, manca Rita Borsellino che ne ha continuato in altre forme lo stesso impegno. Rimane forte l’impegno per Paolo Borsellino, e per tutte le vittime di mafia, di assicurare, oltre al tributo doveroso della memoria, giustizia e verità".

CONTE - "Ricordiamo il giudice Borsellino, ucciso 27 anni fa insieme agli agenti della scorta. Le sue parole e il suo coraggio sono sempre vivi nella nostra memoria, nella nostra coscienza" scrive in un tweet il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ricerca della verità e contrasto alle mafie sono per noi un imperativo, un impegno quotidiano".

BONAFEDE - "Ai cittadini che sono qui dico che lo Stato c’è e sta lavorando. La sua voce oggi non è quella del ministro, ma quella delle persone che sono qui e che credono ancora nello Stato dopo tutto quello che hanno subito. Ascoltare le parole dei familiari di chi è morto per servire lo Stato è ascoltare la voce stessa dello Stato, di chi ci crede veramente". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in via D’Amelio per ricordare il giudice Paolo Borsellino e tutte le vittime delle stragi di Cosa nostra. Il guardasigilli si è fermato a parlare a lungo con Vincenzo Agostino, il padre di Antonino, il poliziotto ucciso dalla mafia insieme alla moglie Ida Castelluccio il 5 agosto 1989.

"L’audio inedito di Borsellino - ha aggiunto - ci impone di ricordare che ci sono stati uomini dello Stato che lo hanno servito nonostante in quel momento lo Stato li avesse sostanzialmente abbandonati. E’ l’eredità drammaticamente più bella che possiamo consegnare alle nuove generazioni". Un lavoro, quello della commissione Antimafia, che per il guardasigilli è "apprezzabile".

"Due giorni prima del 27esimo anniversario dell’eccidio?", gli chiedono i cronisti a proposito della coincidenza temporale. "Non è a favore delle celebrazioni - ha risposto Bonafede -. In occasione di un momento importante la commissione ha voluto comunicare questo risultato, secondo me importante per la memoria del popolo italiano. E’ la memoria a che dobbiamo consegnare alle nuove generazioni".

"Adesso è il momento dei risultati e basta. Basta parole, basta commenti. La verità è un diritto che pretendono non solo i familiari delle vittime delle stragi, ma anche tutto il popolo italiano e la risposta deve arrivare con i fatti", ha aggiunto.

GABRIELLI - "Il 23 maggio e il 19 luglio sono entrati nella coscienza del nostro paese, appartengono al pantheon della memoria" ha detto poi il capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, a Palermo per ricordare il giudice e gli agenti di scorta uccisi. "Ma c’è un rischio - ha aggiunto -che queste date rimangano solo occasioni celebrative, una sorta di incontro tra reduci". Ecco perché, ha sottolineato, "è importante combattere la mafia non solo sul piano repressivo".

"Se qualcuno tra di noi ha sbagliato deve pagare - ha concluso -. Chi sbaglia portando una divisa, sbaglia due volte perché tradisce il credito che i cittadini ripongono in noi

Fiammetta Borsellino ha partecipato alla caserma a Lungaro di Palermo alla Commemorazione per il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta uccisi a strage di via D’Amelio. Presente anche il capo della polizia Franco Gabrielli. Questa mattina Fiammetta aveva lasciato in anticipo la commemorazione nel Chiostro della Questura di Palermo dove si è esibito tra gli altri Gigi D’Alessio, oltre al comico Sasà Salvaggio.

L’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, dal palco di via d’Amelio e rivolgendosi al presidente della Commissione antimafia Nicola Morra ha fatto riferimento a Giuseppe De Salvo, funzionario del Sisde legato, secondo il legale, a Bruno Contrada. "Fino a quando l’ombra di Contrada sarà al Viminale a decidere i destini dei testimoni di giustizia - ha puntato il dito - non sarete credibili. E’ mai possibile che il governo del cambiamento lo tenga lì?".

La linea ufficiale è quella del "no comment", perché "non ci sono state richieste ufficiali di rimpasto, quindi per noi non esiste". Ma al netto dell’ufficialità, nel M5S ci si interroga in queste ore sull’ipotesi restyling, mentre crescono i rumors di cambiamenti nella squadra di governo ormai imminenti. Nel mirino di Matteo Salvini soprattutto i ministri Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta. Ma se la responsabile della Difesa appare pressoché blindata - a ’salvarla’ i botta e risposta al vetriolo con Salvini e la guida di un dicastero su cui il Colle fa sentire la propria voce -, Toninelli appare in evidente difficoltà, fiaccato anche dal ’fuoco amico’ che va avanti ormai da mesi.
Tra i 5 Stelle di governo cresce la convinzione che il leader della Lega passerà presto ’all’incasso’ dopo aver perso un uomo di peso come Giancarlo Giorgetti alla Commissione Ue. Ma i grillini non intendono certo stare con le mani in mano, lasciando che sia la Lega a indicare quali caselle occupare. "Se rimpasto deve essere - dice una fonte di primo piano del governo giallo verde all’Adnkronos - deve essere un do ut des: noi cediamo qualcosa, ma loro altro. Anche perché la maggioranza parlamentare l’abbiamo noi, non possono pensare di invertire i rapporti di forza".

Così, mentre la Lega picchia duro su Trenta e Toninelli, anche il Movimento lascia trapelare come nel Carroccio alcuni ministri non incassino il disco verde. Pollice verso, in particolare, per Gianmarco Centinaio all’Agricoltura e Marco Bussetti all’Istruzione. E c’è chi giura che persino Giulia Bongiorno, un nome tra i più roboanti del governo Conte, abbia deluso le aspettative, non solo nella componente M5S ma persino in quella leghista. Superati i venti di crisi, almeno all’apparenza, prende corpo di ora in ora l’ipotesi rimpasto. E sebbene il premier, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, abbia difeso a spada tratta tutti i ministri del suo governo, la Lega alza il tiro, con il capogruppo lumbard al Senato, Massimiliano Romeo, che ha accusato alcuni ministri 5 Stelle di frenare l’azione di governo.
In casa M5S si guarda con preoccupazione al Mit, un dicastero dove si giocano partite decisive per il Movimento, due su tutte Autostrade e Tav. Il ministero guidato da Toninelli fa gola al Carroccio -è la convinzione- che colpisce un giorno si e l’altro pure il titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture. Altra ’poltrona’ che potrebbe rientrare nelle mire leghiste, il ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa, ma il M5S è deciso a non cedere di un passo su un dicastero rappresentativo di una delle 5 Stelle grilline.
Tra i 5 Stelle tuttavia ferma è la convinzione che, semmai si aprisse a un ’restyling’, anche la Lega dovrebbe cedere qualche pezzo. "Più che rimpasto - dice una fonte di primo piano del Movimento - saremmo davanti a un Conte bis, nel senso che a cambiare sarebbero molte facce, non solo quella di Danilo..." (Toninelli, ndr).

M5S: "Scelta commissario Ue resta a Lega"

Una donna, per avere più chance di incassare il disco verde dell’Europa. Su indicazione leghista, "perché i patti si rispettano". Saltato il nome di Giancarlo Giorgetti, ieri salito al Quirinale per rinunciare formalmente alla candidatura a commissario Ue, i 5 Stelle guardano con favore all’indicazione di un altro membro di governo in quota Lega, il super avvocato Giulia Bongiorno: "La sua candidatura saremmo pronti ad appoggiarla", dice una fonte di prima linea del M5S all’Adnkronos. Per ora, sul nome da candidare alla concorrenza, le bocce sono ferme. Si attende l’incontro chiarificatore tra Conte, Di Maio e Salvini. Ma intanto i 5 Stelle fanno trapelare la volontà di lasciare la ’palla’ nel campo della Lega, avanzando il nome di Bongiorno, che, in casa Carroccio, conta non pochi detrattori sul ruolo di ministro svolto in questo primo anno di governo.

Intanto, però, l’affaire commissario sembra quasi una partita a tennis, con i due alleati in crisi tra loro pronti a lasciare l’uno la palla nel campo dell’altro. Possibile che, alla fine, la spunti un tecnico, o meglio una tecnica per andare incontro alle richieste di vor der Leyen sulle quote rosa. Il timore, spiega una fonte di governo, è che "chi prende il commissario resti col cerino in mano. Troppi dossier delicati e i riflettori sui conti italiani sempre accesi. In caso qualcosa dovesse andare storto, sarebbe un guaio intestarsi la titolarità della scelta".

Pd, scoppia il caso Faraone

(Mara Montanari) - Dopo le tensioni sulla mozione di sfiducia a Matteo Salvini, un nuovo caso agita i rapporti tra area ’renziana’ e Nazareno: l’annullamento dell’elezione di Davide Faraone, renziano della prima ora, a segretario regionale del Pd in Sicilia. Un voto a maggioranza, oggi, nella commissione nazionale di garanzia. "Facendo riferimento allea aree congressuali - spiega Marco Di Maio, membro della commissione, all’Adnkronos - chi ha votato Giachetti e Martina, abbiamo tutti espresso parere contrario mentre la maggioranza si è espressa in modo diverso".

Intanto perché si è arrivati all’annullamento? Alla commissione di garanzia erano arrivati diversi ricorsi dalla mozione Zingaretti che, in Sicilia al congresso regionale, aveva candidato l’ex-deputata Teresa Piccione. La candidata zingarettiana, però, aveva ritirato la candidatura a pochi giorni dal voto denunciando irregolarità nelle procedure del congresso e nella presentazione delle liste. Oggi, dunque, la decisione della commissione su quei ricorsi.
Una decisione che ha fatto scattare l’area ’renziana’. "La decisione di annullare l’elezione del segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone è di una gravità senza precedenti. Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente. Il segretario Zingaretti intervenga a difesa delle regole", ha scritto il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, su Twitter. Un post subito rilanciato da Matteo Renzi. Ora per la Sicilia potrebbe aprirsi la strada del commissariamento. La proposta dovrà essere avanzata dal segretario Zingaretti e quindi votata dalla Direzione nazionale. Una riunione dell’organismo ci sarà venerdì prossimo come annunciato oggi dal segretario dem.

Palermo ricorda Borsellino

"L’emozione suscitata dalla pubblicazione delle audizioni di Paolo Borsellino avanti alla Commissione Antimafia ha coinvolto in questi giorni tanti italiani e ha richiamato, ancora una volta, il nostro Paese all’impegno nella lotta contro la mafia e ai pesanti sacrifici che questa ha comportato. La riconoscenza verso la sua figura e la sua azione non si potrà attenuare con il trascorrere del tempo e appartiene al patrimonio di civiltà dell’Italia, conservato e coltivato specialmente tra i giovani. ed è, questo, un segno di speranza". Lo dice il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel 27esimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita, insieme a lui, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

"Rivolgo nei loro confronti - sottolinea Mattarella - un pensiero commosso e rinnovo la vicinanza e la solidarietà ai loro familiari, tra i quali, per il primo anno, manca Rita Borsellino che ne ha continuato in altre forme lo stesso impegno. Rimane forte l’impegno per Paolo Borsellino, e per tutte le vittime di mafia, di assicurare, oltre al tributo doveroso della memoria, giustizia e verità".

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CONTE - "Ricordiamo il giudice Borsellino, ucciso 27 anni fa insieme agli agenti della scorta. Le sue parole e il suo coraggio sono sempre vivi nella nostra memoria, nella nostra coscienza" scrive in un tweet il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ricerca della verità e contrasto alle mafie sono per noi un imperativo, un impegno quotidiano".

BONAFEDE - "Ai cittadini che sono qui dico che lo Stato c’è e sta lavorando. La sua voce oggi non è quella del ministro, ma quella delle persone che sono qui e che credono ancora nello Stato dopo tutto quello che hanno subito. Ascoltare le parole dei familiari di chi è morto per servire lo Stato è ascoltare la voce stessa dello Stato, di chi ci crede veramente". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in via D’Amelio per ricordare il giudice Paolo Borsellino e tutte le vittime delle stragi di Cosa nostra. Il guardasigilli si è fermato a parlare a lungo con Vincenzo Agostino, il padre di Antonino, il poliziotto ucciso dalla mafia insieme alla moglie Ida Castelluccio il 5 agosto 1989.

"L’audio inedito di Borsellino - ha aggiunto - ci impone di ricordare che ci sono stati uomini dello Stato che lo hanno servito nonostante in quel momento lo Stato li avesse sostanzialmente abbandonati. E’ l’eredità drammaticamente più bella che possiamo consegnare alle nuove generazioni". Un lavoro, quello della commissione Antimafia, che per il guardasigilli è "apprezzabile".

"Due giorni prima del 27esimo anniversario dell’eccidio?", gli chiedono i cronisti a proposito della coincidenza temporale. "Non è a favore delle celebrazioni - ha risposto Bonafede -. In occasione di un momento importante la commissione ha voluto comunicare questo risultato, secondo me importante per la memoria del popolo italiano. E’ la memoria a che dobbiamo consegnare alle nuove generazioni".

"Adesso è il momento dei risultati e basta. Basta parole, basta commenti. La verità è un diritto che pretendono non solo i familiari delle vittime delle stragi, ma anche tutto il popolo italiano e la risposta deve arrivare con i fatti", ha aggiunto.

GABRIELLI - "Il 23 maggio e il 19 luglio sono entrati nella coscienza del nostro paese, appartengono al pantheon della memoria" ha detto poi il capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, a Palermo per ricordare il giudice e gli agenti di scorta uccisi. "Ma c’è un rischio - ha aggiunto -che queste date rimangano solo occasioni celebrative, una sorta di incontro tra reduci". Ecco perché, ha sottolineato, "è importante combattere la mafia non solo sul piano repressivo".

"Se qualcuno tra di noi ha sbagliato deve pagare - ha concluso -. Chi sbaglia portando una divisa, sbaglia due volte perché tradisce il credito che i cittadini ripongono in noi".

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Fiammetta Borsellino ha partecipato alla caserma a Lungaro di Palermo alla Commemorazione per il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta uccisi a strage di via D’Amelio. Presente anche il capo della polizia Franco Gabrielli. Questa mattina Fiammetta aveva lasciato in anticipo la commemorazione nel Chiostro della Questura di Palermo dove si è esibito tra gli altri Gigi D’Alessio, oltre al comico Sasà Salvaggio.

L’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, dal palco di via d’Amelio e rivolgendosi al presidente della Commissione antimafia Nicola Morra ha fatto riferimento a Giuseppe De Salvo, funzionario del Sisde legato, secondo il legale, a Bruno Contrada. "Fino a quando l’ombra di Contrada sarà al Viminale a decidere i destini dei testimoni di giustizia - ha puntato il dito - non sarete credibili. E’ mai possibile che il governo del cambiamento lo tenga lì?".

Redazione

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