Inps: "Pensioni scaglionate in ordine alfabetico"(Altre News)

Coronavirus, Fmi taglia crescita Italia nel 2020 a -0,6% - Coronavirus, rate e pagamenti: tutti gli stop

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Coronavirus,Inps: "Pensioni scaglionate in ordine alfabetico"

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Nei mesi di aprile, maggio e giugno il pagamento presso gli sportelli postali dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili sarà anticipato rispetto alle normali scadenze e verrà distribuito su più giorni. Lo comunica l’Inps in una nota.

L’erogazione scaglionata delle prestazioni previdenziali segue l’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri, emanata il 19 marzo ’’allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli uffici postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus covid-19’’, spiega l’Istituto. Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario: 26-31 marzo per la mensilità di aprile 2020; 27-30 aprile per la mensilità di maggio 2020; 26-30 maggio per la mensilità di giugno 2020. Per la prima scadenza, cioè marzo, sono stati stabiliti i seguenti scaglioni, suddivisi in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione: A-B giovedì 26 marzo; C-D venerdì’ 27 marzo; E-K sabato 28 marzo; L-O lunedì 30 marzo; P-R martedì 31 marzo; S-Z mercoledì 1 aprile.

Anche per le successive mensilità Poste italiane programmerà l’accesso agli sportelli dei titolari delle prestazioni in modo da scaglionare le presenze all’interno degli uffici postali. Il calendario, spiega l’Inps, sarà comunicato in prossimità della scadenza.

Coronavirus, Fmi taglia crescita Italia nel 2020 a -0,6%

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Alla luce dell’epidemia di coronavirus in atto, il Fondo Monetario Internazionale taglia da +0,5 a -0,6% la stima sulla crescita dell’economia italiana nel 2020, sebbene, spiega, le dimensioni di questo calo “potrebbero restare molto incerte per diverso tempo” viste le profonde ricadute dell’emergenza. Nel rapporto annuale sul nostro Paese, aggiornato per tenere conto dell’emergenza coronavirus, l’Fmi ricorda come, al di là delle difficoltà economiche interne, “anche lo scenario esterno si è indebolito” e quindi “è forte il rischio che il dato sia notevolmente più debole”. Per il Fondo “la crescita a medio termine è prevista intorno allo 0,7 per cento, sebbene anche questo dato sia soggetto a incertezza legata alla durata e sull’entità della crisi”.

Dopo il calo del 2020, il Fondo stima una leggera ripresa negli anni a venire: +0,8% l’anno nel periodo 2021-2023, soprattutto grazie al contributo della domanda interna, pubblica e privata, mentre dal commercio estero arriverebbe un contributo praticamente piatto con un export che quest’anno dovrebbe registrare un calo pari all’1,9% del Pil mentre per l’import la riduzione sarebbe del 2,0%.

DEFICIT E DEBITO/PIL - Le ripercussioni dell’emergenza coronavirus e l’impegno fiscale connesso alla sua risposta peseranno considerevolmente sui conti pubblici italiani con un deficit rivisto al 2,6% del Pil mentre il rapporto debito/Pil schizzerebbe al suo picco del 137%, secondo le nuove stime, “moderatamente più deboli”, formulate dal Fondo Monetario Internazionale nell’aggiornamento del rapporto periodico sull’Italia in cui si avverte che “il disavanzo potrebbe essere maggiore se l’impatto del virus si prolungasse e la crescita fosse sostanzialmente più debole”. Infatti, si ricorda, “l’incertezza è molto elevata e le prospettive fortemente negative” con un rischio collegato a un prolungamento dell’emergenza che “potrebbe riaccendere” le tensioni legate al rapporto fra banche e titoli di Stato.

Per il momento, comunque, il Fondo riconosce come “gli sforzi a breve termine delle autorità sono giustamente incentrati sulla limitazione e sul contenimento degli effetti umani ed economici dell’epidemia di COVID-19”. Il Fondo Monetario Internazionale esprime “profonda vicinanza” all’Italia per gli elevati costi umani ed economici della pandemia di COVID-19, esprime “solidarietà in questo momento difficile ed elogia le autorità per la loro decisa risposta, e chiede azioni coordinate a livello regionale e internazionale per affrontare gli effetti della pandemia” si legge in una dichiarazione diffusa dai vertici del Fondo in occasione del rapporto sul nostro Paese. Un documento che, si precisa, “rifletteva le sfide e le priorità che l’Italia doveva affrontare prima dello scoppio dell’epidemia di COVID-19”. Oggi il Fondo “riconosce e sostiene le autorità nelle priorità di breve e medio termine che si sono giustamente spostate".

RIFORME E CONSOLIDAMENTO - Tuttavia, una volta superata la crisi sanitaria permane “la necessità di attuare un pacchetto completo di misure per stimolare la crescita potenziale e rafforzare la resilienza. Ciò dovrebbe comprendere riforme strutturali per aumentare la produttività e gli investimenti, un consolidamento fiscale credibile a medio termine per mettere il debito pubblico su un solido percorso discendente e misure per sostenere la solidità del settore finanziario”.

Elogiando “le autorità italiane per la loro prudente attuazione della politica fiscale nel 2019, che è stata migliore del previsto” i vertici dell’Fmi “hanno riconosciuto che il bilancio fiscale peggiorerà quest’anno a causa degli effetti e della risposta della pandemia”. Il Fondo “accoglie con favore” l’intenzione del governo italiano “di intraprendere un risanamento di bilancio a medio termine, una volta che la pandemia si sarà attenuata, e sollecita l’attuazione di misure favorevoli alla crescita e inclusive, compresa una riforma fiscale globale”.

"Le ricadute dell’epidemia sull’economia italiana saranno profonde”: il contagio “ha già iniziato a pesare profondamente sull’attività economica, soprattutto al Nord” ma “il suo impatto dipenderà dalla durata” dell’emergenza, scrive Domenico Fanizza, direttore esecutivo per l’Italia al Fondo Monetario Internazionale, commentando il rapporto aggiornato per tenere conto degli sviluppi creati dall’epidemia di coronavirus.

Fanizza sottolinea come la risposta del governo “è stata immediata”. Per quanto riguarda l’impatto sui conti pubblici, aggiunge, “le autorità italiane ritengono che sarà temporaneo, toccando il deficit 2020, ma lasciando immutati gli obiettivi di deficit strutturale concordati con l’Ue”. Inoltre, conclude, il governo italiano “si è impegnato a far ripartire lo sforzo di consolidamento fiscale non appena il contagio sarà sconfitto”, anche se “ritiene che serva una risposta coordinata per affrontare non solo l’epidemia ma anche il suo impatto economico”.

Coronavirus, rate e pagamenti: tutti gli stop

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L’Agenzia delle entrate-Riscossione informa di avere pubblicato sul proprio portale le risposte alle domande più frequenti (Faq) per fornire alcuni chiarimenti ai contribuenti in merito alle disposizioni introdotte, in materia di riscossione, dal decreto legge Cura Italia (n.18/2020). L’Agenzia spiega che il Decreto "prevede, in particolare, la sospensione di tutti i versamenti in scadenza nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti dalle cartelle di pagamento, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, che dovranno tuttavia essere effettuati entro il 30 giugno 2020".

Inoltre il Cura Italia "sospende - dall’8 marzo al 31 maggio 2020 - l’invio di nuove cartelle e la possibilità per l’Agenzia di avviare azioni di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti, per il recupero dei debiti scaduti prima dell’inizio della sospensione". Il decreto ha anche differito al 31 maggio 2020 i termini per il pagamento della rata della "Rottamazione-ter", scaduta il 28 febbraio 2020 e quella del "Saldo e stralcio” in scadenza il 31 marzo 2020, ricorda ancora l’Agenzia delle entrate-Riscossione.

In particolare, riguardo "sospesi pagamenti, notifiche e procedure" l’Agenzia delle entrate-Riscossione mostra alcuni importanti chiarimenti forniti nelle risposte alle domande più frequenti (Faq) pubblicate. Dall’Agenzia viene precisato, tra l’altro, che "per le cartelle di pagamento in scadenza nel periodo di sospensione, che vanno pagate entro il 30 giugno 2020, può anche essere richiesta una rateizzazione e che, al fine di evitare la successiva attivazione di procedure di recupero da parte dell’Agenzia, è necessario presentare la domanda entro il 30 giugno 2020".

"Altro importante chiarimento riguarda le rateizzazioni: il pagamento delle rate dei piani di dilazione in corso che scadono nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020 è sospeso ed è possibile pagare queste rate entro il 30 giugno 2020" chiarisce ancora l’Agenzia. Nel quesito successivo si precisa anche che, durante il periodo di sospensione, Agenzia delle entrate-Riscossione prenderà in esame e invierà riscontro alle istanze di rateizzazione, anche se presentate prima dell’inizio del periodo di sospensione. Altre Faq riguardano lo stop alle procedure di riscossione fino al 31 maggio.

L’Agenzia segnala anche che tutti gli sportelli saranno chiusi, mentre i servizi web saranno rafforzati. "In considerazione delle misure contenute nel decreto Cura Italia, e al fine di tutelare al meglio la salute dei cittadini e del personale addetto, gli sportelli che svolgono servizi al pubblico dell’Agenzia restano chiusi fino al 25 marzo 2020" spiega l’Agenzia. "Durante questo periodo - si legge nella nota - il personale dell’Ente, attraverso attività di back office, garantirà l’operatività e la fruibilità dei servizi online, disponibili h24 sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e sull’App Equiclick, fornendo assistenza con i consueti canali che, per l’occasione, saranno potenziati con nuovi indirizzi email per eventuali richieste urgenti relative a procedure esecutive e cautelari avviate prima del periodo di sospensione".

Per informazioni e assistenza è disponibile il contact center di Agenzia delle entrate-Riscossione, attivo tutti i giorni, 24 ore su 24 e, con operatore, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 18, al numero unico 06 01 01, sia da telefono fisso che da cellulare, secondo il proprio piano tariffario.

Redazione

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