India, 17enne stuprata e data alle fiamme

L’infinita lotta per l’emancipazione femminile

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Ancora violenze ai danni di una minorenne in India. Nello stato orientale del Jharkhand, una ragazza di 17 anni si trova ora in condizioni critiche dopo essere stata violentata e data alle fiamme. Secondo quanto riferito dalle autorità a Ravi Prakash della BBC Hindi, la giovane vittima presenterebbe ustioni sul 95% della superficie cutanea. L’aggressione sarebbe da far risalire ad uno degli aspiranti mariti designati dalla famiglia della ragazza, che, come da tradizione hindu, avrebbe dovuto convolare a nozze combinate. Lo stesso imputato afferma che «voleva sposare la vittima ma lei non era pronta», secondo quanto riferito dall’agente di polizia Shailendra Barnwal. La vicenda si sarebbe svolta lo scorso venerdì nella casa di un parente in un villaggio nel distretto di Pakur, dove, aspettando che fosse sola, l’aggressore avrebbe fatto irruzione per abusare della giovane e poi darla alle fiamme. Ciò che più ci lascia sconvolti è che non si tratta di un caso isolato, bensì del secondo caso di questo genere in pochi giorni. Si calcola che, in India, ogni 20 minuti circa, una donna sia vittima di stupro e violenze che spesso corrispondono a silenti tragedie domestiche. Intanto il diritto indiano progredisce: si pensi che dal marriage act del 1955, che fissava l’età minima matrimoniale a 18 anni per l’uomo e 15 anni per la donna, si ottenne un’innalzamento dell’età matrimoniale rispettivamente a 21 e 18 anni in virtù degli emendamenti introdotti dal child marriage restraint act del 1978, per poi arrivare alla Proibition of child marriage act che, pur non apportando cambiamenti sull’età maritale, associa alla violazione di tale restrizione una serie di azioni sia civili (artt. 3, 4, 5, 6) che penali (artt. 9, 10 e 11). In realtà, la nuova legge continua a consentire il matrimonio dei minorenni in particolari circostanze, specificamente autorizzate dalla Corte per il diritto di famiglia (family Court): di fatto, si tratta di una pratica ancora molto utilizzata, soprattutto nelle zone rurali più retrograde.

Anche se la legge tutela i diritti delle donne, la società in India è ancora di stampo patriarcale e tende a ridurre la figura della donna ai ruoli di madre e moglie. Ne consegue un maschilismo di fondo, una presunzione di genere che spiega le libertà illegittime che si autoconcedono certi uomini. A rivelarci questa triste verità sono le cifre forniteci ad esempio da Actionaid, che conta che il 35% delle donnee le ragazze nel mondo (quindi 1 su 3) è vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte del partner o di sconosciuti e, nel caso particolare dell’India, il 70% delle donne è vittima di violenza domestica. Nei casi peggiori, quest’ultima si trasforma in omicido: omicidi di dote, omicidi d’onore, omicidi per stregoneria, infanticidio femminile e aborto selettivo.

Ma quest’arretratezza culturale è difficile da scrollare anche per l’occidente. Pensiamo all’ultima polemica per la sentenza del Tribunale di Pamplona nei confronti de “La manada”, il branco che durante la festa di San Fermin violentò ripetutamente una ragazza e che, ad oggi, riceve la pena per abuso sessuale e non per violenza sessuale. Una decisione che ha fatto indignare non solo la comunità spagnola, scesa in piazza non appena la notizia è stata diffusa, ma anche la comunità internazionale, che ha espresso solidarietà nei confronti della vittima.

Anche in Italia l’uguaglianza è ben lontana dall’essere raggiunta: pensiamo agli spaventosi numeri dei femminicidi, secondo cui nel nostro Paese una donna viene uccisa ogni 60 ore. Le vittime di quest’anno sono 27, mentre dal 2000 ad oggi se ne contano circa 3.000. A ciò si aggiunge un esercito di 1.600 orfani, che porteranno per sempre negli occhi immagini che nessun bambino dovrebbe neanche poter immaginare. Sono futuri cittadini che necessiteranno di una rieducazione all’amore, poiché di fronte a certe scene è facile dimenticare il significato di questa parola, così come i concetti di cura e attenzione. A questo proposito, ognuno di noi può predicare ai più piccoli valori e principi sani e imprescindibili… come amava ripere Gandhi, “siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo”.

Federica Scippa

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