In fiamme il centro di ricerche russo Vector

Rischio di “fuga” per vaiolo ed ebola?

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Nelle ultime ore è stato registrato un impetuoso e devastante incendio presso il centro di ricerche statale di virologia e biotecnologia Vector, in Koltsovo, conosciuto soprattutto per essere uno degli ultimi due laboratori autorizzati a conservare le riserve ufficiali del virus del vaiolo.

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Il centro di ricerche siberiano è anche rinomato per essere divenuto “casa” per il letale virus dell’ebola e per alcune spore di antrace. Un operaio è stato ricoverato con ustioni di terzo grado dopo l’esplosione di una bombola di gas al quinto piano dell’edificio in ristrutturazione. Le fiamme sono state abilmente domate in poco tempo. Il sindaco Krasnikov ha rassicurato gli abitanti della cittadina scientifica, precisando l’assenza di attività di laboratorio in corso, al momento dell’esplosione e nell’area interessata dall’incendio. I rischi biologici, legati alla potenziale “fuga” di virus, sembrano dunque praticamente inesistenti; ciò non toglie, però, che il pericolo corso non sia stato indifferente.

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Innumerevoli sono le norme di sicurezza da rispettare per garantire la massima protezione per i lavoratori impiegati in istituti di questo genere. Virus quali vaiolo ed ebola rientrano nella categoria denominata “agenti biologici di gruppo 4”: agenti patogeni che normalmente provocano gravi disturbi nell’uomo e negli animali, i quali costituiscono un serio rischio per i lavoratori e possono propagarsi rapidamente nella comunità.

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In linea generale il datore di lavoro, responsabile delle attività di ricerca, deve elaborare opportune misure di prevenzione e di contenimento, al fine di evitare l’esposizione rischiosa del lavoratore e un’inopportuna contaminazione di aria, acqua e terreno. In particolare, si parlerà nel primo caso di barriere di protezione primaria e nel secondo caso di barriere di protezione secondaria, come la cura per il bilanciamento delle pressioni all’interno dei luoghi di lavoro, l’attenzione per la disinfezione e la sanitizzazione dei locali e delle attrezzature, e soprattutto la corretta gestione del trattamento dei rifiuti potenzialmente contaminanti.

Elena Indraccolo

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