In Puglia nasce l’Isituto del sud per il Medioevo

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Il Medioevo è un’epoca storica ricca di avvenimenti che hanno dato lustro a tante realtà comunitarie del nostro Mezzogiorno. Non è dunque un’età buia plasmata unicamente dalla religione, bensì il periodo in cui si affermano i valori dell’umanesimo, quali il senso della giustizia, dell’onestà e della generosità.

La Puglia, con la sua storia plurimillenaria, da sempre ha offerto al suo territorio la possibilità di essere non solo uno scrigno di cultura per la sua diffusione, ma è divenuta terreno fertile allo stratificarsi di antiche civiltà di generazione in generazione. Le tracce di quest’epoca sono tuttora visibili nel Sud d’Italia e numerose risultano essere le testimonianze nelle opere monumentali di gran pregio, sia dal punto di vista artistico che da quello architettonico.

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Barletta è una cittadina capoluogo della Puglia, unitamente ad Andria e Trani nota nella storia antica per le battaglie con i cartaginesi, ma anche per essere stata, in epoca medievale, una stazione di passaggio per i crociati che andavano a combattere in Terra santa.

Normanni, aragonesi ed angioini resero dunque fiorente questo centro cittadino grazie all’opera degli imperatori Federico II e Carlo I, che fecero sorgere imponenti monumenti tutt’oggi espressioni preziose e tangibili di quei lontani anni.

Il comune di Barletta si è detto disponibile, in questi anni, ad essere la sede dell’Istituto storico italiano per il Medioevo (ISIME). Con questo riconoscimento la cittadina pugliese si sarebbe assicurata il titolo di capofila e punto di riferimento per tutte le Regioni meridionali che formano il nostro sud d’Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Abruzzo e Sicilia.

La storia locale che si riferisce a quel dato momento epocale offre realmente a Barletta la possibilità di essere un luogo eletto e votato ad accogliere gli appuntamenti di carattere culturale che si servono di corsi, convegni, seminari per coinvolgere le altre realtà cittadine meridionali delle varie regioni d’Italia.

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I contenitori di cultura, quali musei e castelli, metteranno in atto quel rilancio delle discipline storiche a livello nazionale rendendo possibile la ricerca in questo ambito, ma anche la didattica e la formazione storica.

Ester Lucchese

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