Imam espulso da Padova, inneggiava a jihadisti su Fb

Pedopornografia, in un anno 650 indagati - Uno Bianca, l’appello dei familiari delle vittime: "Riaprite le indagini" - Caserta, incendio in casa di riposo: due morti - Meteo Befana, irruzione polare

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Imam espulso da Padova, inneggiava a jihadisti su Fb

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"Un imam di origini marocchine, M.G., residente a Padova e legato al luogo di culto Al Hikma, è stato espulso con decreto del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per motivi di sicurezza dello Stato". E’ quanto riferisce una nota del Viminale.

L’uomo, 41enne, era "indagato per aver espresso apprezzamenti in favore del califfato di Al Baghdadi e sostegno ai jihadisti che combattevano in Siria. In questo contesto, è stato anche documentato come il cittadino marocchino avesse condiviso sul suo profilo Facebook diversi video di propaganda jihadista". Tra l’altro, "nel 2018 sua moglie, anche lei di origini marocchine, lo ha denunciato per maltrattamenti e lesioni per le percosse subite ogni qualvolta si rifiutava di indossare il niqab".

L’imam è stato rimpatriato dalla frontiera aerea di Bologna per Casablanca. Si tratta del primo allontanamento nel 2020 di un soggetto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato. Salgono a 462 gli allontanamenti dal 2015 ad oggi, di cui 98 nel 2019 e 126 nel 2018, come riferisce il Viminale.

L’imam padovano, nato in Marocco a Rabat nel 1978, di professione meccanico, era regolare sul territorio nazionale e residente in zona Stanga, come riferisce la questura di Padova. L’uomo era entrato in Italia nell’ottobre del 2006 ottenendo il permesso di soggiorno dall’ufficio immigrazione della questura di Padova nel 2009 e attualmente era in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, titolo ieri revocato a seguito dell’espulsione.

"La costante attività di monitoraggio effettuata dalla Digosd di Padova su condotte rivelatrici di adesioni all’ideologia jihadista - informa una nota della questura di Padova - ha consentito agli investigatori di porre l’attenzione sul 41enne marocchino, noto anche all’Agenzia di Sicurezza Interna, portando così alla luce elementi chiaramente sintomatici di una visione violenta dell’Islam da parte dell’uomo antioccidentale e antisemita, nonché di una visione di sottomissione delle donne".

"Numerosi i messaggi di propaganda antisemita veicolati dall’uomo nel web, nei quali esaltava la politica di Adolf Hitler contro la popolazione ebraica nonché messaggi che con toni apocalittici condannano le festività del Natale e del Capodanno, riportavano dettami di teologi salafiti secondo cui chi avesse accettato o scambiato gli auguri avrebbe dovuto affrontare le ire di Allah, messaggi volti dunque a stabilire la superiorità della religione islamica su quella cristiana".

Inoltre, "particolarmente allarmante anche la pubblicazione di un documento in cui viene esaltata la pratica dello jihad e le moschee che si trasformano da luoghi di preghiera a luoghi di esplosione"

Pedopornografia, in un anno 650 indagati

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Sono 650 le persone indagate dalla Polizia Postale nell’ambito dei reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online. E’ il bilancio delle attività svolte nel 2019. Le indagini relative al fenomeno dell’adescamento di minori online, invece, hanno consentito di indagare 180 persone. Tra le attività di polizia giudiziaria sono state eseguite 8 operazioni di particolare rilievo, condotte dagli Uffici territoriali della Specialità e coordinate dal Centro, alcune delle quali svolte in modalità sotto copertura online e scaturite da segnalazioni pervenute nell’ambito dell’attività di cooperazione internazionale svolta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online che, complessivamente, hanno consentito di indagare in stato 151 persone.

La Polizia Postale ha poi indagato nel 2019 sette minori per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico attraverso gli stickers. Si tratta, viene spiegato, di un fenomeno particolarmente insidioso che ha fatto breccia tra giovani e giovanissimi e che consiste nella condivisione, sulle piattaforme di messaggistica istantanea, di adesivi digitali gratuiti a contenuto offensivo, violento, discriminatorio, antisemita, nonché pedopornografico.

Alcune piattaforme hanno offerto agli utenti la possibilità di utilizzare accanto alle emoji pacchetti di stickers messi a disposizione dai sistemi di messaggistica istantanea con la possibilità di crearne di personalizzati e modificati ricavandoli da fotografie reali, tramite diverse Applicazioni gratuite, disponibili per Ios e Android.

STICKERS - Negli ultimi tempi, questo tipo di servizio sta ricevendo il consenso di preadolescenti e adolescenti i quali, tuttavia, spesso ne fanno un uso improprio, diffondendo adesivi digitali dai contenuti illeciti (pedopornografici, xenofobi, discriminatori) ed esponendosi a responsabilità penali relative alla diffusione e divulgazione di materiale pedopornografico.

REVENGE PORN - Infine, nell’ambito del contrasto al revenge porn, un fenomeno in continua crescita, sono 24 le persone indagate. Purtroppo, sottolinea la Polposta, i dati non rispecchiano la gravità e l’estensione del fenomeno a causa della ritrosia a denunciare di molte persone. Più in generale sono stati 514 i casi di ricatto on line. Nell’ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web sono state indagate 288 persone per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie e minacce sui social network.

DIFFAMAZIONE ON LINE - Risultano in costante aumento anche le diffamazioni on line, soprattutto ai danni di persone che ricoprono incarichi istituzionali o comunque conosciute dal grande pubblico: 2.426 i casi trattati e 738 le persone indagate.

Uno Bianca, l’appello dei familiari delle vittime: "Riaprite le indagini"

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"Noi familiari siamo determinati nel ricercare la verità, anche se lontana e difficile da raggiungere e auspichiamo una riapertura delle indagini". Così, in una lettera, i familiari dei tre carabinieri uccisi dalla banda della Uno Bianca, Mauro Mitilini, Otello Stefanini e Andrea Moneta, nel giorno del ventinovesimo anniversario dell’eccidio, rivolgono un appello affinché siano riaperte le indagini sui killer che, tra il 1987 e il finire del 1994, fecero 24 morti e più di 100 feriti. Per i familiari dei militari uccisi quella sera del 4 gennaio del 1991, "un contributo in questa direzione potrebbe arrivare anche dalla preannunciata informatizzazione e pubblicazione degli atti processuali, così come avvenuto per altre vicende giudiziarie".

"Ci batteremo - sottolinea la missiva - affinché venga fatta piena luce sulle tante ombre che aleggiano su questa vicenda e continueremo ad opporci a vergognosi sconti di pena per coloro che si sono macchiati di crimini così efferati".

"Le istituzioni del nostro Paese hanno il dovere di attivarsi per fare chiarezza su questi sette anni di terrore - sottolinea l’appello, consegnato, al termine della commemorazione di stamani, a Bologna, da Ludovico Mitilini - perché le vittime della Uno Bianca e i loro familiari hanno pagato un prezzo altissimo che merita rispetto e giustizia".

Caserta, incendio in casa di riposo: due morti

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Due persone sono morte in un incendio divampato in una casa di riposo per anziani a Carinola, in provincia di Caserta. Le vittime, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbero due donne. Quattro persone sono ferite. Le fiamme sono divampate intorno alle 14. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Carinola e Mondragone. Secondo quanto emerso dai primi rilievi, la natura dell’incendio sarebbe accidentale.

Meteo Befana, irruzione polare

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Alta pressione superstar ma dalla Befana ci aspetta un’irruzione polare. L’anticiclone che ha conquistato l’Italia portando bel tempo, gelate notturne e locali nebbie in Pianura Padana - merito dell’alta pressione - subirà un attacco dal Polo Nord da oggi,domenica 5 e nel giorno della Befana, fanno sapere gli esperti de ’IlMeteo.it’.

"L’anticiclone tutt’ora presente sull’Italia trova il suo centro motore a sud della Spagna, dove risulta decisamente più forte e meno vulnerabile alle insidie umide atlantiche. Sul nostro Paese, invece, i valori di pressione sono meno elevati" e "ne approfittano subito deboli infiltrazione d’aria più umida".

NUBI IN ARRIVO - Tutto ciò si traduce in "maggior presenza di nubi" dalle prossime ore, "soprattutto sulle Regioni del Nord-ovest e su alcuni tratti del Centro. Il cielo dunque tenderà a coprirsi specialmente sul Piemonte, la Lombardia, l’Emilia, gran parte della Liguria, tutta la Toscana fino all’Umbria e le coste laziali" aggiungono.

NEBBIA GELATA - Attenzione, sempre nelle prossime ore, "alla persistenza di banchi di nebbia gelata sulla Val Padana i quali, oltre a ridurre la visibilità, potranno rendere insidioso il manto stradale". Sul resto del Paese, concludono, "l’alta pressione sarà più forte e garantirà condizioni meteo decisamente più soleggiate in un contesto climatico ancora piuttosto mite per la stagione", almeno fino a oggi.

Redazione

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