Il taglio dell’Iva diventa un caso (Altre News)

Coronavirus, "in aumento contagi sul lavoro" - Bonus 600 euro a chi assiste un familiare malato, l’ipotesi - Bonus colf, novità pagamento - Spunta lo sport-bond

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Il taglio dell’Iva diventa un caso

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Una ’sforbiciata’ dell’imposta sui consumi. Questo quanto sta valutando il governo, con il premier Giuseppe Conte che però ieri ha tuttavia parlato di misura a tempo, correggendo il tiro: "Abbiamo detto che avremmo valutato questa possibilità, è chiaro che un calo dell’Iva costa moltissimo. Si è valutata l’ipotesi - ha chiarito intervistato dal Fatto Quotidiano - di una riduzione per un breve periodo di tempo. A regime si potrebbe valutare un piano cashless, è uno dei miei cavalli di battaglia. Su quello sono un testardo".
Un taglio dell’Iva temporaneo sulla falsariga del modello tedesco è una delle "opzioni" in esame, insieme alle altre sul tavolo, ha ribadito oggi il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: "E’ uno degli strumenti possibili di tipo congiunturale" che va distinto dagli interventi strutturali, spiega. "Noi - aggiunge - stiamo valutando tutti i possibili interventi congiunturali, tenendo anche conto del quadro delle risorse, dello spazio fiscale di cui si dispone e dei vari interventi necessari a luglio e quindi stiamo esaminando tutte le varie opzioni, tra le quali anche questa, ma siamo a questo stadio ed è quello che ha anche detto anche il presidente del Consiglio". Poi, prosegue Gualtieri, "ho visto che si è animato un dibattito che ci ha tutti un po’ divertito, il governo esamina tutti gli scenari e poi prenderà le sue decisioni".

In ogni caso, l’ipotesi al momento non ha raccolto l’entusiasmo degli alleati, con la reazione del M5S: "Sul tema fiscale - hanno dichiarato in una nota i deputati pentastellati della commissione Finanze - siamo pienamente d’accordo con chi evoca la necessità di una riforma complessiva e di una eventuale riduzione dell’Iva, ma l’urgenza del momento riguarda soprattutto le scadenze di giugno. A partire dalle imposte sui redditi, vale a dire saldo e acconto Irpef e Ires, ma anche in riferimento alla dichiarazione Iva e ad altri adempimenti, è necessario prorogare la scadenza del 30 giugno al 30 settembre, senza esitazioni. Il M5S ha già presentato un emendamento a prima firma Giovanni Currò. Ci auguriamo che tutte le forze politiche convergano per portare a casa il risultato. Decine di migliaia di professionisti ed imprese non aspettano altro che questo".

E un taglio dell’Iva sembra non convincere anche Bankitalia, con il governatore Visco che - senza mai nominare direttamente la riduzione della tassa - ha parlato del bisogno di una revisione del fisco, ma con una "visione complessiva" e senza un approccio "imposta per imposta" per "un piano ben costruito" e studiato per la ripartenza del Paese.

Critica l’opposizione, che punta il dito contro il chiarimento di Conte: "Sull’abbassare le tasse - ha detto stamane il leader della Lega Matteo Salvini - noi siamo sempre a favore, anche se io sono più propenso a tagliare le tasse a famiglie e imprese ma va bene. Però quanto è durata? Diciotto ore e l’ipotesi è già finita. Una situazione imbarazzante".

"Siamo basiti dalla superficialità e dalla confusione con le quali Conte ha lanciato la proposta di riduzione dell’Iva", le parole della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che ha aggiunto: "Tagliare le tasse è una priorità e su questo FdI sarà sempre disponibile a parlare, a patto che si faccia con serietà, responsabilità e conti alla mano. L’esatto contrario di quello che ha fatto il Governo, che ha usato questo tema per fare un po’ di spettacolo e propaganda".

LA TERZA VIA - Sulla falsariga del piano tedesco di tagliare l’iva per contribuire a risollevare l’economia dalla crisi del Covid, anche l’Italia ragiona su una possibile riduzione dell’imposta sul valore aggiunto. Un intervento temporaneo come quello tedesco che si estende dal 1 luglio 31 dicembre, avrebbe il beneficio di poter essere finanziato anche con risorse dei piani europei, ma non scioglierebbe il nodo di rendere il sistema più equo e semplice attraverso una più ampia riforma fiscale.

Ma - secondo gli economisti - potrebbe esserci una terza via tra i due schemi, seppur complessa e da costruire con oculatezza: avviare un taglio temporaneo, ma predisponendolo nel quadro di una riforma più ampia.

In Germania, il cui sistema di tassazione Iva è giudicato dagli stessi economisti imperfetto, si è scelta la strada dell’intervento una tantum. Costo dell’operazione 20 miliardi, tra la sforbiciata all’Iva ordinaria dal 19 al 16% e all’Iva ridotta che passa dal 7 al 5%. Ma i precedenti di qualche anno fa in altri partner Ue dimostrano che i risultati possono essere inferiori alle aspettative. E’ il caso per esempio della Gran Bretagna: durante la crisi innescata dal crollo di Lehman Brothers nel 2008-09 il Regno Unito ha tagliato temporaneamente l’Iva per 13 mesi.

Un esame dei risultati di tale politica ha evidenziato un iniziale calo dei prezzi, per poi registrare un rialzo di alcuni prodotti già nei due mesi successivi. Le vendite al dettaglio hanno comunque registrato un incremento, (+1%) ma solo l’arco d’intervento. Allo scadere del taglio c’è stata infatti un’inversione di rotta, segno che i consumatori hanno indirizzato gli acquisti nel periodo coperto dalla misura e non c’è stato un effetto traino. Nel caso francese è emerso invece come il taglio dell’imposta non si sia tradotto automaticamente in una riduzione dei prezzi, con il vantaggio fiscale - ad esempio nel caso dei ristoranti - accumulato più dalle imprese che dai clienti.

Un taglio dell’Iva temporaneo è una sorta di doping che aiuta il sistema in termini congiunturali, una misura che si addice dunque alle economie dinamiche e produttive. Nel caso dell’Italia, come indicato dallo stesso governatore Ignazio Visco, serve "una visione complessiva" e "non imposta per imposta".

E di riforma fiscale ha parlato nei giorni scorsi anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al festival dell’Economia di Trento, con un refrain che resta valido, anche di più nell’era post Covid: ’abbassare le tasse a qualcuno e non alzarle a nessuno’.

Coronavirus, "in aumento contagi sul lavoro"

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E’ online il quinto report sui contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail. Alla data del 15 giugno i casi segnalati all’Istituto sono 49.021, 1.999 in più rispetto ai 47.022 rilevati dal monitoraggio precedente del 31 maggio. Alla stessa data, i decessi per contagi da Covid-19 sul lavoro sono 236 (+28), pari a circa il 40% dei casi mortali denunciati dall’inizio dell’anno. Quasi la totalità delle denunce di infortunio da Covid-19 riguarda la gestione assicurativa dell’industria e servizi, mentre i casi registrati in agricoltura, nella navigazione e nella gestione per conto dello Stato sono circa 600.

Con il 40,9% delle denunce complessive, circa l’83% delle quali relative a infermieri, la categoria professionale più coinvolta dai contagi da Covid-19 è quella dei tecnici della salute. Seguono gli operatori socio-sanitari (21,3%), i medici (10,7%), gli operatori socio-assistenziali (8,5%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,8%). E i tecnici della salute sono anche la categoria più colpita dai decessi, con il 12,8% dei casi codificati (il 61% sono infermieri), seguiti dai medici (9,9%) e dagli operatori socio-sanitari (7,8%).

Rispetto alle attività produttive, il 72,2% del complesso dei casi denunciati e il 26,3% dei decessi si concentra nel settore della sanità e assistenza sociale (che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che insieme al settore degli organismi pubblici preposti alla sanità (asl) porta all’81,3% la quota delle denunce in complesso e al 36,5% quella dei casi mortali. A seguire, i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio.

Otto denunce su 10 di contagi da Covid-19 sul lavoro sono concentrate nell’Italia settentrionale: il 56,1% nel Nord-Ovest (il 36,0% in Lombardia) e il 24,2% nel Nord-Est (il 10,2% in Emilia Romagna). Il resto dei casi è distribuito tra Centro (11,8%), Sud (5,7%) e Isole (2,2%). Concentrando l’attenzione sui contagi da Covid-19 sul lavoro con esito mortale, la percentuale del Nord-Ovest rispetto al totale sale al 57,2%. Più di quattro decessi su 10 (43,2%), in particolare, sono avvenuti nella sola Lombardia.

L’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus sul lavoro è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni (57 per le donne e 59 per gli uomini) per i casi mortali. Il 70,3% dei decessi, in particolare, è concentrato nella fascia di età 50-64 anni, seguita da quelle over 64 anni (18,6%), 35-49 anni (9,4%) e under 34 anni (1,7%). Il 71,7% dei lavoratori contagiati da Covid-19 sul lavoro sono donne, il 28,3% uomini, ma il rapporto tra i generi si inverte nei casi mortali. I decessi degli uomini, infatti, sono pari all’82,6% del totale.

Bonus 600 euro a chi assiste un familiare malato, l’ipotesi

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Un bonus di 600 euro al mese rispettivamente per aprile e maggio ai caregiver (familiari che assistono un congiunto gravemente malato o disabile). Lo prevede un emendamento dei relatori al Dl Rilancio. Il contributo, si legge nella bozza, “essendo teso a dare sollievo alle famiglie maggiormente esposte a rischio di impoverimento a causa della presenza di componenti con disabilità, è compatibile con il Reddito di cittadinanza e il Reddito di emergenza”.

Bonus colf, novità pagamento

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“In queste ore l’Inps ha avviato le procedure di pagamento per le prime 100 mila domande di bonus per i lavoratori domestici. Con questa misura, introdotta con il decreto Rilancio, garantiamo un aiuto concreto a una categoria di lavoratori duramente colpita dall’emergenza covid19”. Lo scrive il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo su twitter.

"In questi mesi difficili 11 milioni di italiani hanno ottenuto le prestazioni Covid19 erogate dall’Inps per una spesa complessiva (al 18 giugno) di 15 miliardi di euro, un flusso importante di denaro stanziato grazie ai provvedimenti varati in questi mesi dal governo per fronteggiare una emergenza inedita. Grazie all’infaticabile ministro del Lavoro Nunzia Catalfo sono state definite e messe a punto misure dedicate a ciascuna categoria di lavoratori e alle famiglie. Lo abbiamo sempre detto e ora lo stiamo facendo: nessuno deve rimanere indietro", affermano in una nota i senatori del M5S in commissione Lavoro di Palazzo Madama.

"Oggi - proseguono - l’Inps ha avviato le procedure di pagamento delle prime 100 mila richieste pervenute all’Istituto per ottenere il bonus da 500 euro dedicato ai lavoratori domestici, una misura inserita nel dl Rilancio, che in questi giorni è all’esame del Parlamento". "Grazie a questa iniezione di liquidità nel sistema definita e attivata dai molteplici interventi messi in campo in questi mesi e alle ingenti risorse stanziate dal governo puntiamo a risollevare un Paese duramente provato dalla crisi economica indotta dalla pandemia", concludono i senatori del M5S.

Spunta lo sport-bond

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Spuntano gli sport-bond nella bozza degli emendamenti dei relatori al Dl Rilancio. In base alla proposta di modifica per contenere gli effetti economici del Covid-19 sullo sport, ’Sport e Salute’ può reperire sul mercato le somme utili ad assicurare il finanziamento di progetti ad alto potenziale di sviluppo in ambito sportivo e ad elevato impatto valoriale e sociale, attraverso l’emissione di prestiti obbligazionari. Tali prestiti obbligazionari sono integralmente rimborsati mediante l’attribuzione agli obbligazionisti di un credito d’imposta pari al 110% del valore nominale di ciascun titolo obbligazionario.

Redazione

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