Il sondaggio: Lega primo partito, seguito da Pd e M5S

M5S è una polveriera - Forza Italia a rischio scissione - Renzi: "Non ci lasceremo processare nelle piazze" - Voli di Stato, Salvini - M5S, Trenta: "Io vittima poteri forti"

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Il sondaggio: Lega primo partito, seguito da Pd e M5S

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Secondo un sondaggio Emg Acqua presentato ad Agorà, il programma condotto da Serena Bortone su Rai Tre, se si votasse oggi la Lega sarebbe il primo partito con il 32%, seguito dal Pd al 19,3% e dal M5S al 15,7%. Poi Fratelli D’Italia al 10,4% e Forza Italia al 6,7%. Italia Viva è al 5,2%, Azione (Calenda) al 2,0%, Più Europa al 2,0%, La Sinistra 1,9%, Europa Verde al 1,5% e Cambiamo! (Toti) 1,0%.

Inoltre, sempre secondo un sondaggio Emg Acqua, il 40% degli intervistati preferirebbe che questo governo “cadesse e si tornasse a votare” mentre il 38% vorrebbe che “andasse avanti fino alla fine della legislatura”. Il 10% preferirebbe che questo governo “cadesse e se ne formasse un altro senza tornare alle elezioni”. Il 12% preferisce non rispondere.

M5S è una polveriera

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(Antonio Atte) - Non c’è pace per il Movimento 5 Stelle. L’addio dei tre senatori Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi, passati alla Lega, scatenano la reazione rabbiosa dei vertici grillini, oltre a creare apprensione per la tenuta della maggioranza in vista dei prossimi mesi, in una fase delicata che vede il M5S alle prese con la riorganizzazione interna. Su Rousseau è partita la votazione per il ’Team del Futuro’, una sorta di segreteria che dovrà affiancare il capo politico Luigi Di Maio. E anche in questo caso non mancano le polemiche.

Il vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo punta il dito contro la scelta dei 6 facilitatori indicati direttamente da Di Maio e che saranno soggetti a un mero voto di ratifica: "Io dico no alle liste bloccate". Ma il malumore serpeggia anche tra i parlamentari. Ad esempio, sta creando scompiglio la presenza di Enrica Sabatini, braccio destro di Davide Casaleggio e membro dell’Associazione Rousseau, nella squadra dei 6 facilitatori nazionali. L’ex consigliera comunale pescarese andrebbe infatti a occuparsi dell’area ’Coordinamento e affari interni’: "Praticamente gestirebbe tutto lei", attacca un parlamentare certamente non etichettabile come dissidente.

Nel team ristretto compare un altro volto di Rousseau, Barbara Floridia, referente E-Learning della piattaforma grillina, oltre a Danilo Toninelli, Emilio Carelli, Ignazio Corrao e Paola Taverna, la quale unirebbe questo incarico a quello, istituzionale, di vicepresidente del Senato (e questa è un’altra fonte di malcontento). Fa discutere, inoltre, l’esclusione dalle candidature dell’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta. "Incredibilmente non è stata fornita alcuna spiegazione, e questo episodio conferma le perplessità su alcuni processi decisionali dei vertici del Movimento", dichiara Trenta, dicendosi "vittima di una trama di alcuni poteri forti".

La candidatura nel ’Team del Futuro’ dell’ex titolare della Difesa era stata osteggiata da diversi parlamentari grillini che, come raccontato dall’Adnkronos, avevano chiesto ai vertici di stopparne la corsa dopo il caso dell’alloggio assegnato al marito, minacciando un esposto ai probiviri o, addirittura, la presentazione di una interrogazione parlamentare sulla gestione degli appartamenti di servizio nel periodo in cui Trenta era ministro.

Ma è soprattutto il tema dei numeri a Palazzo Madama ad agitare i sonni dei grillini. "So che usciranno 20 o 30 persone e che stanno valutando di fare un nuovo gruppo ma non credo che avranno la forza per farlo", ipotizza il neo-leghista Lucidi. Un senatore dei 5 Stelle, off the records, si lascia andare ad analoghe previsioni, dando sfogo a tutta la sua preoccupazione: "Al nostro interno, qualcuno sta pensando di formare un gruppo a sé alla Renzi. Una situazione delicata, perché ogni ulteriore spaccatura indebolirebbe la squadra, ma soprattutto mortificherebbe la legislatura. Al voto - spiega il parlamentare - non si andrà verosimilmente prima della fine naturale della stessa, ma si rischia di renderla insignificante, nello stallo più totale".

Forza Italia a rischio scissione

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E’ allarme rosso in casa Forza Italia. Alle prese con la ’campagna acquisti’ di Matteo Renzi che oggi ha strappato al Cav l’ex coordinatore regionale in Veneto, Davide Bendinelli, e con i forti malumori degli antisovranisti azzurri, che non vogliono fare da ruota di scorta a Matteo Salvini e a Fdi e, per ragioni diverse, meditano di lasciare la ’casa madre’ per dar vita a un nuovo polo moderato di centrodestra, senza Silvio Berlusconi, alleato del Carroccio e dialogante con Italia Viva. C’è chi li chiama i nuovi responsabili, perché nessuno di loro vuole andare al voto e sono pronti a tenersi le mani libere, soprattutto al Senato dove i ’numeri’ sono ballerini, offrendo, se serve, una ciambella di salvataggio al Conte bis.

A complicare le cose nel partito azzurro, anche il caso della Calabria, con Roberto Occhiuto fortemente tentato di lasciare Fi se dovesse restare il veto della Lega (come ormai sembra essere scontato) sulla sua candidatura e quella del fratello Mario alla presidenza della Regione. Nei giorni scorsi, apprende l’Adnkronos, l’attuale vicepresidente vicario del gruppo di Fi alla Camera sarebbe stato molto chiaro con i suoi: in presenza di un veto sul mio cognome, tra cognome e appartenenza politica scelgo il cognome...

Per conoscere il destino di Occhiuto bisognerà solo aspettare 48 ore: tra oggi e domani Berlusconi e Salvini dovrebbero vedersi o sentirsi al telefono per una decisione definitiva sul caso Calabria. Una volta ufficializzato il candidato governatore (in pole c’è sempre la coordinatrice regionale azzurra Jole Santelli), Occhiuto, raccontano, annuncerebbe l’addio per una scelta di coerenza. Non è passato inosservato, ieri, a Montecitorio, il lungo colloquio a tre su un divanetto del Transatlantico, tra lo stesso Occhiuto e due malpancisti azzurri come Renata Polverini e Osvaldo Napoli, che starebbero lavorando per provare a costruire un gruppo parlamentare autonomo alla Camera, coinvolgendo tutti i moderati che non si riconoscono sovranisti. Stesso operazione starebbero facendo a palazzo Madama i ’totiani’, Paolo Romani in testa, e alcuni azzurri come Massimo Mallegni.

Continuano, intanto, le grandi manovre al centro in Parlamento. Oggi l’ex coordinatore regionale azzurro in Veneto, il deputato Davide Bendinelli è passato con ’Italia Viva’, mentre il senatore Ugo Grassi, eletto con i Cinque stelle, ha aderito alla Lega. Due ’cambi di casacca’ che fanno discutere, aprono un ’caso’ nei rispettivi partiti, Fi e M5S, e confermano lo scouting in corso sia alla Camera che al Senato dei ’due Mattei’, ovvero Matteo Salvini e Matteo Renzi, determinati ad allargare i confini dei propri movimenti, anche in preparazione delle prossime politiche.

Con l’addio di Bendinelli, in particolare, torna lo spettro dell’opa renziana in casa Berlusconi, dove si temono altre ’perdite’, soprattutto sul fronte moderato, con la scissione degli antisovranisti vicini a Mara Carfagna, dei ’totiani’ e di chi, come Mallegni e Polverini, vogliono staccarsi dalla Lega e dialogare con Renzi ma non allearsi con l’ex rottamatore. Circolano con insistenza le voci di un gruppo autonomo a palazzo Madama: già domani potrebbero aderire al Misto almeno una decina di parlamentari che sperano nella Carfagna come ’front woman’ di un nuovo polo moderato di centrodestra (l’ex ministro ci sta ancora pensando).

Se al Senato, a sentire i ’totiani’, non ci dovrebbero essere problemi, la Camera resta un’incognita. ’’12-13 deputati sono pronti al grande passo’’, giura un malpancista di Fi. Si tratterebbe, raccontano, dei cinque esponenti di ’Cambiamo’ più vari forzisti, a cominciare dalla Polverini. Tra gli ’scissionisti’, si fa, dunque, anche il nome di Occhiuto, amareggiato dalla gestione del candidato governatore nella sua Calabria, che potrebbe dimettersi alla presentazione delle liste civiche a sostegno del fratello Mario (attuale sindaco di Cosenza), determinato a correre da solo.

Renzi: "Non ci lasceremo processare nelle piazze"

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"Nel ’77 il presidente Aldo Moro alla Camera utilizzò parole notevoli nei confronti di altre forze politiche e di chi voleva processare nelle piazze il suo partito, ’non ci lasceremo processare nelle piazze’. Le ripetiamo e ce le diciamo". Lo ha detto Matteo Renzi nel dibattito al Senato sul finanziamento ai partiti.

Nelle indagini sulla fondazione Open è stata fatta "una retata che descrive come criminale qualsiasi tipo di finanziamento privato fatto con forme regolari. Questo è il punto", ha affermato Renzi sottolineando che "c’è un reato in questa vicenda che nessuno vuole vedere, ex art 326, la violazione del segreto d’ufficio e riguarda vicende personali. Se nelle stesse ore della perquisizione c’è la pubblicazione di dati sensibili che solo la banca d’Italia, la Procura e la Guardia di finanza hanno c’è un corto circuito".

Per il leader di Italia Viva, "è accaduta una cosa semplice: contributi regolarmente dati alla fondazione sono stati improvvisamente trasformati in contributi irregolari. Se questo non è chiaro, il punto è che può accadere a ciascuno di voi". "Per distruggere la reputazione di un uomo può bastare la copertina di qualche settimanale, ma per ricostruire quella reputazione servono anni e anni", ha tuonato Renzi, .Servono soldi regolari, puliti e trasparenti per fare politica. Io non ci sto nello Stato etico di chi vuole trasformare in un processo il principio di opportunità della politica".

E sul caso Formigli aggiunge: "Mi spiace per quello che è successo con Formigli, ho ricevuto un messaggio, pensavo avesse bisogno di solidarietà. Ora la questione non è se ci siamo chiariti, ognuno ha le sue opinioni punto e basta. Ma i miei amici non sono squadristi, punto e basta".

Voli di Stato, Salvini: "Non andavo in vacanza come altri"

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"Voli di Stato per cose di partito? No, tutti i voli di Stato, erano organizzati in giorni cui c’erano presenze istituzionali, da Platì a Reggio Calabria, io non prendo il volo di Stato per andare in vacanza, a differenza di quanto fa qualcun altro". Così Matteo Salvini, parlando a Catanzaro, all’inaugurazione della nuova sede della Lega. "Mi hanno indagato - sottolinea - per i voli di Stato, perché da ministro che si occupa di polizia e vigili del fuoco, andavo a inaugurare le caserme".

"Non vedo l’ora di andare nei tribunali, ho già la querela di Carola Rakete, di Saviano, della sorella di Cucchi", rimarca il leader leghista. "Se mi chiamano, vado con il sorriso". "Ho un processo - aggiunge - per sequestro di persona, mi ha querelato la Ong dei centri sociali, abuso d’ufficio, diffamazione, istigazione all’odio razziale, vilipendio".

"L’unica cosa che mi dispiace, con i problemi che ha la giustizia italiana, è che si spendano migliaia e migliaia di euro per provare a processare Matteo Salvini, quando magari c’è qualche ’ndranghetista che passeggia tranquillo per la Calabria", conclude il leader della Lega.

M5S, Trenta: "Io vittima poteri forti, non mollo presa"

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"Ritengo di essere vittima di una trama agita da alcuni poteri forti, ma non intendo mollare la presa". Lo afferma l’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in merito alla sua esclusione dal voto su Rousseau per la scelta dei ’facilitatori’ 5 Stelle. "Ribadisco il mio convincimento nei valori fondanti il Movimento delle origini, ed intendo continuare la mia battaglia civile e politica, forte anche del sostegno di migliaia di attivisti e sostenitori. Non mollerò", aggiunge.

Trenta "ha appreso questa mattina dal Blog delle Stelle che la candidatura a ’facilitatore’ del Movimento 5 Stelle per l’area Sicurezza e Difesa non è stata ammessa alla votazione sulla piattaforma Rousseau, per ignote ragioni". E’ quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dall’ex titolare della Difesa. "Incredibilmente non è stata fornita alcuna spiegazione, e questo episodio conferma le perplessità su alcuni processi decisionali dei vertici del Movimento", ha dichiarato Trenta, che aveva presentato il suo ’Team del Futuro’ lunedì scorso presso la Sala Stampa della Camera dei deputati. "Nei prossimi giorni - annuncia Trenta - convocherò una conferenza stampa, in occasione della quale fornirò la mia interpretazione di quel che mi è accaduto nelle ultime settimane, presentando un articolato dossier, a partire dalla mia esperienza di Ministro della Difesa per 14 mesi".

Redazione

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