Il palcoscenico della vita dell’istrione tra esibizionismo emotivo e disturbo comportamentale

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Colui che nella sua quotidianità assume atteggiamenti teatrali, simulando in modo poco dignitoso anche le azioni più banali, può essere definito un istrione. Tra i personaggi delle favole firmate Disney spicca fra i tanti, l’antagonista della Bestia che ha una cotta per Belle. Gaston è il bellissimo cacciatore francese che recita la parte del mitico eroe rubacuori, in un racconto ambientato nel XVIII secolo. Belle notando infastidita la vena plateale del suo pretendente, sebbene egli sia bellissimo (alto due metri, atletico, occhi azzurri e capelli neri e lunghi), lo allontana detestandone l’ignoranza e l’evidente maschera. Nella vita reale ci lasciamo affascinare facilmente dagli atteggiamenti plateali, a scapito dei virtuosi e dei santi (che ci limitiamo a pregare, e qualche volte a compatire). Belle è un esempio di saggezza, in cui è difficile poterci identificare.

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Possiamo rintracciare la figura del personaggio istrionico non solo nel mondo delle favole ma anche nel vicino della porta accanto, o nel mondo della politica, della chiesa; è facile individuarlo nel ragazzino che gioca a pallone, in nostro figlio, nel nostro corteggiatore o peggio, nel nostro compagno. Lo riconosciamo dalle sue note caratteriali seduttive, e affascinanti.

L’istrione vuole fare colpo a tutti i costi, e si pone sempre al centro dell’attenzione, essendo un manipolatore per eccellenza. È un discreto attore nella vita, e finge di essere altro fuori da sé. Laddove ci sia gente, esce fuori il personaggio che decide di essere in quel momento, per conferire consensi, trofei, applausi.

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L’istrione è, per sintetizzare il concetto in una parola sola, la maschera di cui parla Pirandello: uno, nessuno e centomila. Uomini, ma anche donne, che all’occorrenza recitano un ruolo per ogni occasione, sicché ognuno può riconoscergli una diversa personalità. L’istrione ce lo consente, in quanto è nella sua indole la volontà di apparire altro da sé; egli recita sempre, ma ha bisogno di un pubblico che lo applaudisca. Se manca il pubblico al suo show, viene fuori la sua essenza di depresso. Dietro alla personalità istrionica si ragguagliano un dolore e una sofferenza enormi. L’istrione in sintesi, è un individuo innamorato della propria immagine, proiettata esclusivamente sulla soddisfazione e l’approvazione del pubblico. Non ama sé stesso. Questo è il motivo per cui indossa ad ogni occasione un vestito diverso e diventa ogni volta un personaggio nuovo, recitando una parte. L’istrione ha bisogno di sedurre e di competere in amore. Esattamente come si comporta Gaston che compete con la Bestia. Sebbene, lui sia bellissimo, e non dovrebbe faticare a conquistare una donna. Nella favola vince l’intelligenza e la sensibilità di Belle che apprezza nella Bestia altre qualità.

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L’individuo affetto da personalità istrionica, per liberarsi da questo malessere deve imparare a riconoscere l’altro come persona. La sua guarigione avviene semplicemente ammettendo i suoi limiti, abbandonando l’amore per il suo riflesso, che consiste solo in una mera illusione.

Susy Tolomeo

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