Il fascino autentico della terra salentina

Diario di bordo

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La riserva naturale della località “Laghi Alimini”, in quella che definiamo la Terra salentina della nostra Puglia, è un’area in cui si può sostare per fare pic-nic e trascorrere alcune ore a diretto contatto con la natura. Grazie all’accesso ai laghi si possono perlustrare questi estesi spazi a bordo delle colorate canoe, mezzi di trasporto ecologici, che permettono di attraversare le verdi acque lacustri.
Il percorso, sulla snella imbarcazione, in questi incantevoli luoghi è allietato dalla vista delle distese d’acqua lacustre color smeraldo che il vento increspa in superficie ed in cui si riflettono, sincronizzati, gli steli acuminati delle canne danzanti intorno ai piccoli alberi della macchia mediterranea. La rigogliosa vegetazione ci rigenera e l’aria pungente emana una sensazione di benessere, imprimendo al posto un tocco di autenticità per essere una preziosa riserva naturale della terra salentina.

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Spostandoci più a sud del tacco d’ Italia si giunge ad Otranto, la porta d’ Oriente, così chiamata per la caratteristica presenza di elementi esotici sia architettonici che naturalistici impressi comunemente in quei paesi che si affacciano ad est del Mediterraneo.
Questo borgo, fra i più affascinanti d’ Italia, per la conformazione urbanistica, ti invita a percorre generosamente i suoi vicoli stretti, pullulanti di turisti, in qualsiasi ora del giorno.
Superate le mura “ Alfonsine” si giunge nei pressi della bellissima Cattedrale, la cui facciata, alleggerita dall’elaborato rosone, è rischiarata da un fascio di luce in grado di esaltare ogni suo più piccolo particolare…

All’interno ciò che cattura l’attenzione è l’estesa pavimentazione interamente decorata dal mosaico in cui è impressa la “Storia della salvezza”, tratta dall’Antico Testamento. Percorrendo il lato destro della navata si giunge in una cappella in cui dentro ad alcune teche, disposte in maniera semicircolare, sono custodite le spoglie degli ottocento martiri trucidati nel 1480, in seguito all’invasione ottomana.

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Il sole intenso pomeridiano ci spinge a cercare un luogo riparato ed ombreggiato, così giungiamo in prossimità dell’area portuale dove c’è un raccolto giardino pubblico. La dimensione degli alberi presenti attrae la nostra vista, ma più di tutto la loro inconsueta forma. La chioma conica presenta dei graziosi rami, sinuosi, contorti, intrecciati ed aperti, che accolgono, come fossero braccia, i bambini incuriositi da quel posto segreto, nascosto e magico.

Ester Lucchese

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