Il coronavirus “influenza” anche l’Expo

Possibile slittamento dell’edizione 2020

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L’emergenza coronavirus non risparmia niente e nessuno: dopo il già avvenuto rinvio delle Olimpiadi di Tokyo al 2021, anche l’Expo di Dubai sembra essere ormai destinata alla stessa sorte. Sulla base di una compatta ed estesa richiesta di molti Paesi, il Governo degli Emirati Arabi si è rivelato favorevole ad uno slittamento dell’importante manifestazione di ben 12 mesi. La decisione finale spetta però al comitato esecutivo e all’assemblea del Bureau International des Expositions. L’attrazione principale delle Esposizioni sono i padiglioni nazionali, gestiti dai Paesi partecipanti, che si aggiungono ai padiglioni tematici dell’organizzazione. La tematica prevista per la prossima Expo è riassunta dall’espressione “Connettere le menti, creare il futuro”.

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Molta la solidarietà dimostrata dai 32 membri del comitato esecutivo di fronte alla proposta di posticipo, accolta con estrema comprensione e lungimiranza. I timori principali sono legati ad una potenziale nuova ondata di contagi in autunno e di una conseguente frenata dell’economia mondiale, che ridurrebbe drasticamente i benefici derivanti dall’Esposizione universale. Paolo Glisenti, commissario per la partecipazione italiana, ha commentato: “Siamo al centro di una crisi globale e in questa fase la prospettiva dell’Expo costituisce più che mai una occasione di rafforzamento delle relazioni e di collaborazione internazionale. L’Italia continuerà a preparare la sua partecipazione all’Esposizione Universale insieme a tutte le istituzioni, i partner e gli sponsor, per fare di questo appuntamento un’importante occasione di rilancio per il Sistema Paese, per attrarre in Italia investimenti e flussi turistici”. Una possibilità concreta di rinascita per l’Italia, al momento ferma, inerme di fronte al nemico che la costringe incatenata e impotente. Una prospettiva a cui guardare con speranza e su cui far leva per continuare a lottare incessantemente.

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L’ultimo passo dovrà compierlo il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi, che provvederà a stilare una proposta formale a favore del Bureau International des Expositions con tutto ciò che concerne le nuove date ufficiali per l’apertura e lo svolgimento del grande evento. La scelta di rinviare di un anno è dovuta principalmente al clima degli Emirati, le cui temperature estive possono toccare anche i 50 gradi. Pertanto, risulta necessario un posticipo alquanto lungo per assicurarsi le migliori condizioni ambientali possibili per i milioni di visitatori attesi a Dubai.

Elena Indraccolo

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