Il cloud computing in Europa

È cresciuto in media del 11% tra il 2014 ed il 2018

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L’Eurostat calcola la percentuale delle imprese che comprano servizi in cloud su internet. Si tratta di un dato assai rilevanti in quanto risulta essere strettamente connesso alla questione dell’accesso da parte delle imprese alle dinamiche dell’industria 4.0. Il cloud computing infatti consente di realizzare delle attività che consentono di stoccare delle informazione di notevoli dimensioni online attraverso la generazione e gestione dei big data. Il cloud computing è inoltre uno strumento essenziale per accedere alla dinamica dell’Internet of Things considerato come uno strumento che può consentire la smartizzazione delle imprese per il tramite della robotica avanzata, dell’introduzione della sensoristica nelle componenti meccaniche e per l’analisi anche della condizione dei lavoratori monitorati biometricamente. Inoltre il cloud computing offre la possibilità di generare un insieme di database che possono consentire l’automatizzazione di taluni processi per il tramite delle dinamiche del machine learning fino ad addivenire ad una vera e propria intelligenza artificiale. E’ probabile che nel futuro si verrà a determinare una contraddizione tra il sistema del cloud computing e la produzione di computer veri e propri. Infatti con lo sviluppo del quantum internet potrebbe essere molto conveniente per le imprese acquistare capacità computazione online e ridurre la capacità computazionale dei dispositivi in locale. Per quanto effettivamente la contraddizione tra crescita del cloud computing e crescita della capacità computazionale in locale sia sostanzialmente tenue ed essa non può certamente essere considerata come una fase di passaggio verso l’approdo a dinamiche di crescita del cloud computing che domineranno anche rispetto alla produzione di computer fisici.

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Figura 1. Percentuale delle imprese che comprano servizi di cloud computing su internet. Fonte: Eurostat.

Il dati dell’Eurostat fanno riferimento alla percentuale delle imprese che utilizzano i servizi di cloud computing. Il dato riferito al 2018 può essere organizzato in forma di ranking. Al primo posto si trova la Finlandia con il 65% delle imprese che acquistano servizi in cloud su internet, seguita dalla Svezia con un valore pari al 57% e dalla Danimarca con un valore pari al 56%. A metà classifica vi sono l’Italia, la Lituania e l’Austria con il 23%. Chiudono la classifica Turchia con il 10% delle imprese che utilizzano i sistemi cloud, Bulgaria e Bosnia con l’8%.

Di seguito si riportano i dati di Finlandia, Svezia e Danimarca.

Finlandia. La percentuale di imprese che hanno acquistato il cloud computing in Finlandia è cresciuta da un valore pari al 51% nel 2014 fino ad un ammontare pari al 65% nel 2018. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 la percentuale di imprese finlandesi che hanno acquistato servizi di cloud computing è cresciuta da un ammontare pari al 51% fino ad un ammontare pari al 53% ovvero un valore pari a 2 unità equivalenti ad un valore del 3,92%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 la percentuale di imprese che hanno acquistato servizi di cloud computing in Finlandia è cresciuta da un valore pari a 53% fino ad un valore pari al 57% ovvero una crescita di 4 unità pari ad un ammontare del 7,55%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 la percentuale delle imprese che hanno acquistato dei servizi di cloud computing su internet in Finlandia è cresciuta da un valore pari a 57% fino ad un valore pari al 66% ovvero di un ammontare pari a 9 unità equivalente ad un valore del 15,79%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 la percentuale di imprese che hanno comprato dei servizi di cloud computing su internet è diminuita da un valore pari a 66% fino ad un valore pari al 65% ovvero una variazione pari ad un ammontare di -1,00% equivalente ad un valore di -1,52%. Nel complesso tra il 2014 ed il 2018 il valore percentuale delle imprese che hanno acquistato dei servizi cloud computing su internet è cresciuto del 14,00% ovvero di un ammontare pari al 27,45%.

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Figura 2. Percentuale delle imprese che comprano servizi di cloud computing su internet. Fonte: Eurostat.

Svezia. Il dati dell’Eurostat relativi alla Svezia presentano dei missing. In modo particolare nel 2014 la percentuale di imprese che hanno acquistato dei servizi di cloud computing in Svezia è stata pari al 39%, successivamente cresciuto fino ad un valore del 48% nel 2016 per poi arrivare al 57% nel 2018. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2018 la percentuale di imprese che hanno implementato delle soluzioni del tipo cloud computing in Svezia è cresciuta di un valore pari a 18 unità equivalente ad un ammontare del 46,15%.

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Figura 3. Percentuale delle imprese che acquistano servizi di cloud computing online. Fonte: Eurostat.

Danimarca. La percentuale di imprese che comprano dei servizi in cloud in Danimarca è cresciuta nel periodo tra il 2014 ed il 2018. Nel 2014 la percentuale delle imprese danesi che hanno comprato dei servizi in cloud è stato pari ad un ammontare pari a 38%. Tra il 2014 ed il 2015 tale percentuale è diminuita dell’1% passando dal 38% al 37% con una variazione pari a -1% equivalente ad un valore di -2,63%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore percentuale delle imprese che hanno acquistato dei servizi in cloud in Danimarca è cresciuta da un valore pari al 37% fino ad un valore pari al 42% ovvero una variazione pari ad un ammontare di 5 unità equivalente ad un valore del 13,51%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore percentuale delle imprese che comprano servizi in cloud computing su internet è cresciuto da un valore pari a 42% fino ad un valore pari al 51% ovvero un ammontare pari a 9 unità equivalente ad un valore del 21,43%. Nel passaggio trail 2017 ed il 2018 la percentuale delle imprese danesi che hanno acquistato dei servizi in cloud è passata da un valore pari a 51 unità fino ad un valore pari a 56% ovvero pari ad un valore di 5 unità pari ad un ammontare del 9,80%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2018 il valore percentuale delle imprese che hanno acquistato dei prodotti in cloud su internet è cresciuto di un valore pari a 18 unità ovvero di un valore pari al 47,37%.

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Figura 4: Variazione assoluta della percentuale di imprese che utilizzano dei servizi di cloud computing acquistati su internet in Finlandia e Danimarca. Fonte: Eurostat.

Conclusioni. In sintesi è possibile considerare che la percentuale delle imprese che utilizzano servizi in cloud è cresciuta in quasi tutti i paesi europei nel periodo considerato ovvero tra il 2014 ed il 2018. Nel 2014 in modo particolare, tuttavia, vi sono soltanto due paesi che hanno fatto rilevare una crescita nulla e negativa ovvero la Bulgaria in cui la variazione assoluta del valore percentuale delle imprese che acquistano servizi di cloud computing è rimasta pari a 0 e l’Italia in cui la medesima variazione ha raggiunto un valore pari a -17 punti. L’Italia è l’unico paese per il quale la percentuale di imprese che utilizzano dei servizi in cloud computing è diminuita nel periodo di osservazione. IN testa invece vi sono Norvegia che nello stesso periodo ha fatto segnare un +22, Malta e l’Olanda che hanno fatto segnare un +20%.

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Figura 5. Variazione della crescita delle imprese che utilizzano dei servizi di cloud computing in Europa tra il 2014 ed il 2018. Fonte: Eurostat.

Complessivamente è necessario sottolineare che la crescita dell’utilizzo dei servizi in cloud è certamente un fatto positivo. Infatti il cloud computing è uno strumento essenziale per poter accedere alle tecnologie dell’industria 4.0. In modo particolare il cloud computing consente di massimizzare i sistemi digitali utilizzati per la smartizzazione della produzione sia nelle imprese manifatturiere che nelle imprese di servizi. Certamente la tecnologia del cloud computing si connette anche con i big data, il machine learning e l’artificial intelligence per dare un senso compiuto alle applicazioni dell’internet of things nell’interno del contesto produttivo aziendale. Tuttavia è necessario sottolineare che queste innovazioni, le quali sono state introdotte grazie alle innovazioni del governo tedesco che per primo ha introdotto il piano per l’industria 4.0, trovano sempre di più applicazione nell’interno del settore dei servizi che risulta essere particolarmente attento all’utilizzo della digitalizzazione per la smaterializzazione delle attività di produzione di valore. Per esempio l’utilizzo di sistemi di retrieval per la massimizzazione del valore digitale degli archivi documentali può aumentare il valore della produzione nell’interno delle aziende dei servizi. Il cloud computing inoltre può consentire di ottimizzare anche la presenza di dati prodotti dalle organizzazioni produttive per la valutazione dei costi opportunità dei processi e delle risorse umane impiegate nell’esercizio dei servizi. Quindi il cloud computing viene ad essere utilizzato non solo nell’interno delle imprese manifatturiere per dare compimento alla dimensione dell’internet of things nell’interno dei vari tools dell’industria 4.0, quanto piuttosto viene anche utilizzato nell’interno del settore dei servizi per risolvere la questione spinosa della valutazione dei processi di produzione di valore nell’economia immateriale. La dimensione della digitalizzazione dell’economia diventa pertanto uno strumento potente per procedere alla valutazione delle prestazioni del capitale umano anche nel settore dei servizi, dove, spesso, mancano le strutture metriche necessarie alla valutazione dell’apporto di effort dei lavoratori alla produzione del valore del servizio prodotto per il mercato.

Angelo Leogrande

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