Il RITORNO A JURASSIC PARK E’ SOLO RINVIATO

Il MAMMUT YUKA E L’IMPROBABILE RINASCITA

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Prelevate le cellule dai tessuti di Yuka, il mammut vissuto 28 mila anni fa (la cui estinzione di tutta la specie pare sia avvenuta a causa della sete) e ritrovato nel 2010. Per risvegliare le cellule di questo animale, i cui resti si erano conservati quasi intatti nel suolo ghiacciato della Siberia, è stata utilizzata una tecnica analoga a quella con cui è stata clonata la pecora Dolly (1996).

La ricerca già sperimentata dai russi alcuni anni addietro, è stata realizzata isolando le cellule dal midollo osseo e trasferite nell’ovocita di un topo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Reports, e conseguito per merito di un team di ricercatori capitanati da Akira Iritani, docente giapponese della rinomata Kindai University.

Nell’esperimento i ricercatori hanno estratto le cellule dai resti del mammut ottenendo 88 nuclei (ovvero le strutture dove è posto il DNA) trasferendone i nuclei negli ovociti di topo a cui è stato tolto il loro nucleo originario. In questo nuovo habitat i nuclei delle cellule del mammut si sono risvegliate, mostrando i segni di attività che precedono la divisione cellulare.

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Lo studio dimostra che i nuclei cellulari prelevati dai tessuti del mammut si sono almeno in parte, conservati bene anche dopo millenni, e che la loro attività cellulare può ancora essere ripristinata.

Tuttavia non sarà possibile realizzare la clonazione di un mammut, anzitutto perché è troppo lontana la parentela tra roditori e mammut” ha dichiarato Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia.

L’idea di rivedere in piedi questi esemplari estinti circa 4.000 anni fa è lontana, anche perché la ricerca è volta a comprendere e a valutare principalmente le caratteristiche e le potenzialità di queste cellule così antiche.

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Gli amanti del parco giurassico che confidano che torni a vivere Yuka, saranno delusi ancora per molto tempo, in quanto gli esperti spiegano che il materiale genetico dei ritrovamenti inerente ai dinosauri è troppo vecchio, e risulta danneggiato dal tempo; inoltre, almeno per quanto riguarda lo studio in oggetto, il topo è troppo diverso dal dinosauro tanto da poter dar vita a qualcosa che possa stare in piedi forte e vivo, come nei tempi preistorici.

Per gli affezionati dei dinosauri, si potrebbe ipotizzare la nascita di un ibrido ma per adesso queste restano immagini confinate nel film di Spielberg -tratto dal romanzo di Michael Cricton- che addirittura ha acquisito il suo alieno ricavandone il DNA dal sangue di una zanzara. Ma nell’universo fantasy tutto è possibile.

Susy Tolomeo

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