Il Provocatore

Capitolo 2- Lucifero

Capitolo_2_Lucifero.jpg

“Signore Gesù, sono come una scintilla che ha costantemente bisogno di te, che sei il fuoco inestinguibile.

Quando mi alimento da te, ardo di desiderio, ma proprio quando penso di essere fuoco, che perdo il senso del tuo amore ardente.

E’ una battaglia giornaliera che faccio con me stesso.

Ti prego aiutami a sentirmi sempre privo del tuo aiuto,

e sempre privo del tuo fuoco perché così non mi insuperbisca.

Permetti che io decida di sentirmi nulla senza il tuo fuoco, così facendo posso avere attimo dopo attimo sete di te.”

In un tempo lontanissimo, il provocatore Lucifero si ribellò all’universo. L’angelo nero pertanto, fu scacciato e mandato nel mondo. Esso vi fa parte, come ne facciamo parte noi e non si stancherà mai di tentarci. Quando si parla di Gesù al giorno d’oggi, quasi tutti pensano che chi parla in nome di Gesù, sia un idiota, un bigotto, un fanatico, uno stupido che non sappia minimamente come vada il mondo. Ma ne siamo così sicuri? Facciamo degli esempi giacché, come detto in precedenza, l’universo, per fa capire alla mente come il bene e il male funzionino, glielo dimostra.

La conoscenza del male è considerata un tabù. Perché si pensa che esso in qualche modo, ci possa nuocere nel momento che lo nominiamo. Solo conoscendo il tuo nemico, puoi cercare di sconfiggerlo. Lucifero, quando permise che Gesù dovesse morire per mano di chi lo aveva condannato, pensò di aver ucciso Dio. Gesù è risorto. Il passaggio di Gesù sulla terra, era obbligatorio per farci comprendere la vita eterna. Dicevamo appunto, che solo la conoscenza porta alla verità, la morte quella terrena, è considerata da parte di molti una paurosa realtà. Ma in verità anche se dovessimo finire nel nulla dopo la morte, perché soffrire prima che questo avvenga?

cms_11233/2.jpg

Il male è il contrario del bene. Esso non ha scrupoli pur di raggiungere il suo scopo che non è altro che odio nei riguardi di Dio. Vorrebbe annientarlo e distruggerlo, anche a costo della sua identità, perché come sappiamo, è cosi accecato da questo desiderio, da non rendersi conto che per l’universo, la distruzione non è possibile.

Lo stesso fa con noi. Una volta che permettiamo che lui entri nei nostri cuori, lavorerà senza sosta, sino a quando anche noi saremo accecati. Ma per grazia di Dio che ci ama tutti, fino alla fine se il nostro cuore cambia esso ci ridarà il suo amore. Proviamo a pensare a cosa succederebbe, se tutta la popolazione mondiale rifiutasse il male, e cioè Lucifero.

Molte persone si chiedono Dio chi sia. Dio è tutto. Dio crea, a differenza di Lucifero che distrugge. Dio è amore, a differenza di Lucifero che è odio. Dio è vita. Lucifero è morte. Dio è santità. Lucifero è dannazione. Dio dona. Lucifero ruba. Dio è rispetto. Lucifero è disprezzo. Dio onora. Lucifero è vergogna. Dio mette sempre la sua faccia che è priva di colpa. Lucifero si serve di scuse e non mette mai la sua di faccia. Ecco perché la conoscenza di questo, ci permetterà di capire da che parte essere collocati.

La maschera

Il provocatore è pessimista, iroso, pigro, ansioso, disturbatore, opportunista, in poche parole, negativo. La sua malattia è contagiosa e si insinua come un tarlo nella mente, mediante il dubbio. Il suo godimento è assistere alla sofferenza dell’anima e ride soddisfatto, quando raggiunge un obiettivo premeditato ed atteso. Sicché il suo ego è esaltato dal risultato, che viene abilmente convertito in energia negativa. Il suo piacere più grande, consiste nel vessare il suo bersaglio, sicché il suo ego si gonfia e acquisisce crediti. Ogni credito è per il provocatore un successo, che porterà un’anima sempre più vicina all’ansia di vivere. Come reagire alla provocazione, ad un insulto, ad un’offesa, ad una protesta? La soluzione migliore è quella di lasciare il provocatore da solo, allontanandolo dalla nostra vita, perché la sua energia negativa possa disperdersi nell’universo, fino a scomparire dalla nostra portata. La preghiera sarà la nostra arma per combatterlo, o la musica e i canti. Lui ascolterà disturbato, perché la voce pacata di una preghiera o di un canto sarà come un bastone che lo colpirà alla testa, rendendolo debole. Il provocatore fuggirà lontano dal nostro cospetto.

cms_11233/3.jpg

Il peccato

Quando Adamo ed Eva vivevano nel paradiso, erano immortali. A quel tempo, l’unico consiglio che Dio diede ai due, era di non mangiare dall’albero proibito, pena la morte. I due si sono fidati di Lucifero, pensando di poter diventare onnipotenti come l’universo, disobbedendogli. Dio non li ha puniti ma per amore, li ha privati della sua presenza. La scelta dei due è ricaduta sulla loro vita con la sofferenza di tutto il genere umano, dandogli un tempo limitato di vita sulla terra, per poter scegliere di ritornare a lui. La loro azione rappresenta il peccato, che convoglia nella morte terrena del genere umano.

Una figura che rappresenta la metafora del male è la bestia, condannata dal suo odio, perché fu causa del peccato. Uno dei primi a conoscere il paradiso, all’interno dell’universo è Lucifero, il primo credente, consapevole di essere sottomesso al dio Universo, a cui per sua superbia, ha deciso di rinunciare. Anche noi possiamo fare questo, perché tutti abbiamo la facoltà di scelta. Tutte le creature, hanno insito nel cuore il seme divino. Siamo noi che esorcizziamo, nel nome del Dio vivente, il male. E’ vero che non vi è alcuna possibilità di distruggerlo, perché l’universo non distrugge. Tuttavia, siamo in grado di allontanare da noi il peccato. Siamo noi a stabilire che entri il male fornendo la chiave del nostro cuore, consapevoli che senza di essa, egli non possa accedere.

Susy Tolomeo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su