Il Papa tra i terremotati

Missione Usa per Salvini - Bagnai: "Da Ue ricatto mafioso" - Appendino: "Sono indagata" - Anm, cambio al vertice

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Il Papa tra i terremotati

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Il Papa, in visita nelle zone terremotate della diocesi di Camerino-San Severino Marche, incontra le famiglie nelle strutture abitative emergenziali di Camerino. Il Pontefice abbraccia le persone che incontra, tra cui tanti anziani, e rivolge loro parole di incoraggiamento: "Guardare sempre avanti, mai perdere la speranza".

E le famiglie raccontano al Santo Padre la situazione nel post terremoto e lo ringraziano per la visita: "Grazie Francesco, che ci sei venuto a trovare". Alcune famiglie hanno anche preparato torte per il Bergoglio; ognuno vorrebbe offrire qualcosa al Pontefice.

"Grazie dell’accoglienza", dice il Papa. "Buongiorno a tutti voi, avrei voluto visitare ogni casa ma non è possibile e per questo vi saluto da qua e do la benedizione a tutti. Sono vicino a ognuno di voi e prego per voi, perché questa situazione si risolva il più presto possibile. Grazie per la pazienza e per il coraggio. Pregate per me".

Scortato nella zona rossa, il Pontefice ha visitato la Basilica di Camerino seriamente danneggiata dal terremoto del 2016. Quindi, l’incontro con i sindaci di 32 comuni della diocesi prima di celebrare la messa con l’Angelus in piazza Cavour da dove lancia un appello affinché Camerino non finisca nel dimenticatoio. In mezzo agli edifici ancora puntellati, il Pontefice esprime parole di vicinanza: "Cari fratelli e sorelle, sono venuto semplicemente per starvi vicino; sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà. Prego il Dio della speranza, perché ciò che è instabile in terra non faccia vacillare la certezza che abbiamo dentro. Prego il Dio Vicino, perché susciti gesti concreti di prossimità".

Quindi l’appello: "Sono passati quasi tre anni e il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più. Il Signore invece spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre".

Missione Usa per Salvini

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Il vice premier Matteo Salvini arriva nella capitale Usa e a tambur battente mette in piedi (quando in Italia è notte fonda) una photo opportunity, nella residenza dell’ambasciatore Armando Verricchio. E la suggestiva Villa Firenze offre così il proscenio per ricapitolare i temi degli incontri istituzionali di oggi con il vice presidente Mike Pence alla Casa Bianca e con il Segretario di Stato Mike Pompeo.

Un ripasso generale per tutti, su Ue, Cina, Iran, fisco italiano; e la linea è chiara: sostegno pieno ai valori degli Usa come incarnati da Donald Trump e nello stesso tempo un avvertimento, dall’altra sponda dell’oceano, alle istituzioni di Bruxelles: "L’Italia -ha detto- non si accontenta più delle briciole", "i soldi per la flat tax si devono trovare, al massimo rimodulando le modalità" ma in ogni caso "l’asse Berlino-Parigi-Bruxelles" non pensi di trattare l’Italia come la Grecia: "Hanno ammazzato un popolo -attacca- spalancando le porte ai cinesi, ma l’Italia non è la Grecia".

Piena concordanza di vedute con l’amministrazione Usa sui rapporti con la Cina: "Il business non è tutto, può diventare una gabbia e sulla sicurezza non si transige"’ rimarca il vice premier che non molla di un centimetro nemmeno sull’Iran: "Non ha diritto di parola uno Stato che vorrebbe cancellare Israele dalla faccia della terra". Diverso il discorso per la Russia di Putin: "Sarebbe un errore strategico -avverte- allontanarla dall’Occidente per lasciarla all’abbraccio della Cina".

Ma è l’unica dissonanza rispetto all’alleato storico dell’Italia repubblicana, rispetto al quale Salvini sottolinea l’ambizione di tornare a essere "il primo partner in Europa della più grande democrazia del mondo non solo in termini economici e commerciali ma di comune visione del mondo e di valori". Quasi a sottolineare simbolicamente questo legame, dopo l’incontro con Pompeo e prima di vedere Pence, stamattina il vice premier renderà omaggio al cimitero di Arlington ai militari americani caduti in tutte le guerre.

Bagnai: "Da Ue ricatto mafioso"

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"C’è evidentemente bisogno di creare un incidente che tenga l’Italia sotto un sostanziale potere di ricatto: ti faccio la procedura, se tu non accetti una serie di cose. A questo atteggiamento ricattatorio, mafioso, se si dovesse vedere che l’attacco al nostro paese è pretestuoso, sono il primo a dire che il ministro Tria opporrebbe un fermo no". Lo ha detto il presidente della commissione finanze del Senato Alberto Bagnai, a ’In mezz’ora’ su Raitre, parlando dell’atteggiamento dell’Europa nei confronti dei conti dell’Italia.

Appendino: "Sono indagata"

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Nuovo avviso di garanzia per Chiara Appendino che sarebbe chiamata a rispondere di concorso in peculato. Lasindaca di Torino lo ha ricevuto nell’ambito delle indagini per la consulenza affidata al suo ex portavoce, Luca Pasquaretta, dalla ’Fondazione per il Libro’. A darne notizia, sabato sera, la stessa Appendino su Facebook, dicendosi "tranquilla" e facendo sapere che, "quando in settimana verrò ascoltata dai pm, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato".

"Per trasparenza nei confronti dei cittadini - scrive Appendino - vorrei rendere noto che ho ricevuto un avviso di garanzia con riferimento alle indagini per la consulenza affidata dalla ’Fondazione per il Libro’ al mio ex capo ufficio stampa per un valore di 5.000 euro lordi e che lui già restituì a suo tempo. Quando, alcuni mesi prima dello svolgimento del Salone del Libro, circolò sui giornali questa ipotesi, risposi in aula a un’interpellanza dichiarando che non era assolutamente intenzione dell’amministrazione procedere in tal senso. Nonostante questa posizione, quella consulenza venne comunque affidata dalla Fondazione".

"Secondo la ricostruzione dei pm - prosegue la sindaca di Torino - questa consulenza non fu poi svolta dall’interessato e, per questo, viene ipotizzato il peculato. Spetterà a lui difendersi e eventualmente ai giudici stabilire chi ha ragione. Nel mio caso si ipotizza il ’concorso’ nello stesso reato poiché, secondo i pm, la consulenza sarebbe stata affidata e pagata, cito testualmente, con il mio ’accordo’. Sono tranquilla e, quando in settimana verrò ascoltata dai pm, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato".

Anm, cambio al vertice

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Luca Poniz, di Area, è il nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che ha rinnovato i vertici dopo le dimissioni di Pasquale Grasso. Nella giunta uscente Poniz era il vicepresidente. La vicepresidenza e la segreteria dell’Associazione nazionale magistrati vanno a Unicost. Alessandra Salvadori è la vicepresidente mentre è confermato segretario Giuliano Caputo. Vicesegretario è Cesare Bonamartini, di Autonomia&Indipendenza.

Autonomia&Indipendenza, la corrente di Piercamillo Davigo, entra dunque nella nuova giunta, con un rappresentante, mentre esce Magistratura indipendente. Era stata proprio la posizione assunta da Mi nella vicenda che ha coinvolto alcuni togati del Consiglio superiore della magistratura, che avrebbero preso parte a incontri con esponenti politici per discutere di nomine, a mettere in crisi la giunta dell’Associazione. La spaccatura si era creata per la richiesta della corrente ai consiglieri di tornare alle loro funzioni, a fronte della posizione assunta dall’Anm che invocava le dimissioni.

’’La magistratura deve recuperare la fiducia dei colleghi e soprattutto dei cittadini. Questa è la nostra prima preoccupazione" ha detto Poniz, spiegando che ’’c’è un problema di carrierismo che è una delle ragioni della degenerazione cui abbiamo assistito e non è coerente con le nostre funzioni’’. ’’Sono qui per rappresentare tutti. Darò voce a tutti i magistrati, soprattutto alla base. Sono interessato alla voce di tutti. Ci saranno tanti sfoghi comprensibili, non ho paura di ascoltare" ha sottolineato Poniz che ha annunciato la proposta di porre fine alle porte girevoli tra politica e magistratura, ponendo limiti ai passaggi tra i due ruoli, e su questo tema ha assicurato il suo impegno.

Poi, riferendosi all’uscita di Magistratura indipendente dalla nuova giunta, si è detto "dispiaciuto perché abbiamo coltivato a lungo l’idea di una giunta unitaria. Non è un regolamento di conti. Dobbiamo avviare una riflessione politica su quanto accaduto. Quando sarà matura saremo felici di ridisegnare la giunta. Quella parte - ha sottolineato - ha diritto di avere voce in questa associazione che è la casa di tutti i magistrati’’.

Pasquale Grasso ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza dell’Associazione nazionale magistrati al Comitato direttivo centrale, convocato per il rinnovo della giunta dopo la bufera scatenata dall’inchiesta di Perugia, dopo avere ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei vari gruppi. "Vi ho ascoltato tutti. Vi comprendo e vi rispetto. Vi rispetto e vi ringrazio. Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me" ha detto ai colleghi ai quali ha annunciato le sue dimissioni da presidente dell’Anm. "Potrei osservare che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta. Vi ho ascoltato e compreso", ha ribadito. "Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato, che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l’uomo morale dice no a se stesso".

Le posizioni emerse dai vari gruppi hanno preso le distanze dal presidente, il cui comportamento è stato ritenutotroppo timido e non abbastanza netto, e da Magistratura indipendente, che Grasso ha lasciato nei giorni scorsi dopo che l’assemblea della corrente aveva chiesto ai togati del Csm autosospesi, ora dimissionari tranne uno, di tornare a svolgere la propria attività mentre l’Anm ne chiedeva con forza le dimissioni.

Redazione

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