I social network sempre più strumento privilegiato per l’informazione politica

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L’onda lunga dei social network nelle vite di tutti ha cambiato anche e inevitabilmente il marketing politico costringendo i soggetti delle istituzioni tutte ad adeguare e calibrare il proprio linguaggio verbale consono alle aule parlamentari, alle conferenze stampa e agli incontri de visu con i giornalisti, a quelle che sono le nuove tecnologie comunicative. I social media sono oggi uno strumento di informazione e comunicazione politica essenziale e imprescindibile nelle mani di ghost writer e uffici stampa alle dipendenze di movimenti e partiti politici. La conferma arriva dal Report dell’Istat sulla “Partecipazione politica in Italia” nel 2019. L’informazione politica avviene ormai tramite la rete in particolar modo leggendo i giornali e le riviste online (oltre 10 milioni di persone, ovvero il 63,4% di chi si informa tramite Internet), che nel 33% dei casi è l’unica fonte di informazione. Un terzo dei lettori di giornali, news e riviste on line (oltre 2 milioni e mezzo di persone) che usano gli strumenti del web per informarsi di politica non utilizza le versioni cartacee e di conseguenza non acquista giornali. Fra chi si informa di politica anche attraverso Internet, oltre la metà utilizza il web, cioè social, blog, newsgroup e forum di discussione on line (51,4%).

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Il 22,9% ascolta la radio e guarda la televisione online (5,6% in modo esclusivo) e il 5,8% consulta anche siti di partiti. Le donne sembrano prevalere nell’informazione politica sui social network, ovvero il 50,3% contro il 46,4%. I gap generazionali hanno un loro peso nella scelta dei canali comunicativi: oltre il 65% degli adulti con più di 44 anni usa i canali tradizionali dell’informazione politica anche sul web (giornali, news, riviste), mentre più del 70% dei giovani di 14-24 anni sceglie social network, blog, newsgroup o forum di discussione on line. Nel campo dell’informazione politica online vengono confermate le preferenze legate alle differenze generazionali già presenti per ciò che riguarda le fonti informative tradizionali: il 24,9% dei giovani tra i 14-34 anni, si informa solo con i social network, il 21,2% fa ricorso esclusivo a giornali, news e riviste on line e il 17,8% utilizza entrambi i canali di informazione. Con il crescere dell’età aumenta la quota di chi si informa soltanto tramite giornali, news e riviste on line, ovvero il 35,4% delle persone tra 35-54 anni e il 43,1% di 55 anni e più, e di conseguenza tende a scendere quella di chi fa ricorso solo ai social network (18,9% dei 35-54enni e 15,1% della popolazione di 55 anni e più). L’utilizzo esclusivo dei social network come canale di informazione politica ha superato quello della stampa on line tra i giovani fino a 34 anni, è raddoppiato tra i 35-54enni (dall’8,9% al 18,9%) ed è quasi triplicato tra gli over 54 (da 5,6% a 15,1%). La diffusione dei social network come oramai unico canale di informazione interessa le persone con un’età compresa tra 14 anni e più, con il ricorso esclusivo a questo tipo di canale maggiormente diffuso tra chi ha titoli di studio medio-bassi.

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Nel rapporto Istat inoltre è evidenziata la profonda spaccatura esistente dei cittadini dalla vita politica attiva. Tra il 2014 e il 2019 la quota di persone di oltre 14 anni che non partecipano alla vita politica è passata dal 18,9% al 23,2%, un dato che conferma come ormai la partecipazione politica avvenga in modo indiretto, cioè informandosi o parlandone (74,8%) e pochissimo per via diretta (8%). Per un soggetto politico la disponibilità di uno spazio su Facebook è fondamentale per rendere possibile l’autorappresentazione, ovvero la costruzione dell’identità del soggetto che curerà il proprio profilo impiegando modi provenienti da ambienti e situazioni diverse della propria vita come foto, video, citazioni, link condivisi e, naturalmente, testi prodotti direttamente o indirettamente dal soggetto. Il politico proprietario del profilo può, quindi, costruire la propria identità mediante una narrazione quotidiana che avviene in particolar modo attraverso testi e immagini. Il ricorso a Facebook e Twitter permette ai politici, noti e meno noti, di recuperare lo spazio di parola e di tutti quegli elementi di propaganda sfuggiti ai media tradizionali o ai microfoni dei giornalisti assiepati in piazza Montecitorio. Siamo entrati nell’era della quarta camera del Parlamento, un nuovo spazio web social-politico che lo rende il mezzo ideale per una forte interattività con il pubblico e gli elettori, uno spazio che ha sbalzato via i salotti vespiani buoni solo per i nottambuli della paleo televisione.

Andrea Alessandrino

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